Nel Regno Unito nessuno dovrà pagare per tenere un cane. Giovedì 24 settembre il governo ha pubblicato il rapporto della task force che dal 2022 studia come ridurre le aggressioni dei cani in Inghilterra e Galles. Nello stesso giorno il ministero dell’ambiente ha chiuso la questione della licenza: «i ministri stanno valutando le raccomandazioni, ma non introdurremo una nuova licenza per i cani». Il rapporto non la chiedeva, ma non la escludeva nemmeno. Gli esperti volevano in maggioranza nuovi obblighi di legge per chi ha un cane e non sono riusciti a mettersi d’accordo su quali. Intanto i ricoveri in ospedale per morsi di cane, in Inghilterra, sono cresciuti del 77 per cento in quattordici anni.

Quanti morsi ci sono nel Regno Unito?

La task force è nata dopo una serie di aggressioni gravi e ci lavorano veterinari, associazioni, Comuni e polizia, con il ministero che fa da segreteria. Si è fermata nel 2023 e nel 2024, mentre il governo metteva al bando l’XL bully ed è ripartita nel maggio 2025. I numeri da cui parte il rapporto sono questi.

PrimaAdesso
Cani nel Regno Unito8,2 milioni nel 201111,1 milioni nel 2025
Adulti che hanno un cane23 per cento nel 201130 per cento nel 2025
Ricoveri per morso o urto di un cane, in Inghilterra6.097 nel 2010-1110.787 nel 2024-25

I cani sono aumentati di un terzo, i ricoveri di più di tre quarti, quindi i morsi crescono molto più in fretta dei cani. Dal 2020 sono aumentate anche le aggressioni mortali. Il governo ha risposto aggiungendo l’XL bully alle razze vietate, che adesso sono cinque. Il rapporto parte però da una constatazione che dice molto: nel Regno Unito non esiste un archivio unico dei morsi e non esiste nemmeno una definizione concordata di cosa sia un morso o un’aggressione. Ogni corpo di polizia e ogni Comune registra a modo suo. Gli ospedali contano sotto la stessa voce anche i morsi di altri animali.

Perché la licenza per il cane è stata abolita?

La licenza per il cane, in Inghilterra, in Galles e in Scozia, c’è stata fino al 1987. Si pagava ogni anno, il nome e l’indirizzo del proprietario finivano nel registro del Comune e il cane portava la targhetta al collare. L’ha cancellata una legge del 1988 per un motivo molto concreto: costava più di quanto incassava. La pagava più o meno un proprietario su due. Resta in Irlanda del Nord, dove costa 12,50 sterline l’anno, 5 per chi riceve un sussidio legato al reddito o ha il cane sterilizzato. Senza microchip non si ottiene.

Il rapporto spiega bene perché riportarla così com’era non servirebbe. Dal 2016 il microchip è obbligatorio per tutti i cani sopra le otto settimane. Lo rispetta circa il 90 per cento dei proprietari: il registro con nomi e indirizzi, cioè quello che dava la vecchia licenza, esiste già. Una licenza uguale per tutti, scrivono gli esperti, rischierebbe di diventare «un altro archivio dei proprietari responsabili», cioè di chi paga comunque, e un esercizio di burocrazia con poco effetto sulla sicurezza.

Cosa fanno gli altri Paesi?

Scartata la tassa uguale per tutti, sul tavolo restavano altre strade. Il rapporto le mette in fila guardando cosa fanno altri Paesi.

ModelloCome funzionaDove
Licenza a pagamento per tuttiuna tassa per ogni cane, senza altre condizioniIrlanda del Nord
Licenza solo per i cani a rischiocontrolli sul proprietario, valutazione del cane, prove praticheFrancia, parte della Germania
Esame prima del primo caneun test teorico, poi uno pratico entro un annoSvizzera, fino a quando lo ha abolito
Licenza con i soldi vincolatiquello che si incassa paga i controlli e l’educazioneCalgary, in Canada

In Francia ci sono due categorie di cani considerati pericolosi, quelli d’attacco e quelli da guardia e difesa. I primi non si possono comprare, vendere né importare e vanno sterilizzati; per tutti e due servono una valutazione del comportamento fatta dal veterinario, un’assicurazione e un corso. Non li possono tenere i minorenni né chi ha precedenti penali. In più, qualunque cane morda una persona va segnalato al Comune e passa una valutazione obbligatoria. La Svizzera aveva un esame per tutti prima di prendere il primo cane e lo ha tolto: secondo il rapporto, perché non si vedeva l’effetto sui morsi. Per coprire i costi dei controlli con una licenza, nota ancora il rapporto, con milioni di cani la tassa dovrebbe essere alta. Per qualcuno diventerebbe un ostacolo.

Su queste strade la task force si è fermata. La maggior parte dei membri era favorevole a nuovi obblighi di legge, ma non c’era accordo su quale forma dovessero prendere. La conclusione è stata chiedere altro studio: capire se nei Paesi che li hanno adottati questi obblighi hanno ridotto i morsi, tenendo conto di quanti cani ci sono, di come la gente li vive e di chi fa i controlli. Due associazioni, Dogs Trust e RSPCA, hanno commissionato uno studio su costi e benefici della licenza che deve uscire entro la fine dell’anno.

Cosa propone la task force al posto della licenza?

Le raccomandazioni sono venti. Solo una, la settima, riguarda i nuovi obblighi per chi ha un cane. Le principali riguardano i dati: obbligo per polizia e Comuni di registrare gli episodi, un archivio unico, gli ospedali che annotano i morsi con il contesto in cui sono successi. Poi un obbligo per i Comuni di avere un servizio per i problemi piccoli di controllo dei cani, prima che diventino grandi; regole per chi porta a spasso i cani per lavoro e per addestratori e comportamentalisti; un piano per insegnare ai bambini come comportarsi con un cane. Le multe immediate per il cane pericolosamente fuori controllo, che erano una delle richieste, sono già arrivate.

La coalizione delle associazioni, dalla RSPCA al Royal Kennel Club, appoggia il rapporto e chiede di muoversi subito, ricordando che la ricerca da cui è partito tutto è del 2021. La ministra Baroness Hayman of Ullock, nella premessa, parla di «un preoccupante aumento delle aggressioni» e di raccomandazioni che il governo sta valutando «con attenzione».

In Italia serve un patentino per il cane?

In Italia la licenza non c’è e il patentino è volontario: lo organizzano i Comuni con i servizi veterinari e diventa obbligatorio solo per chi ha un cane iscritto nel registro dei cani a rischio dopo un morso. La proposta di legge che lo renderebbe obbligatorio per tutti chiederebbe un corso e un esame anche a chi il cane ce l’ha già da anni: somiglia al modello che la Svizzera ha abbandonato. Il rapporto britannico è un buon promemoria di cosa chiedere a una proposta così: se riduce i morsi e come lo si misura. Da noi, come nel Regno Unito, un archivio unico delle morsicature non c’è. Quando un cane morde un bambino il conto lo fanno i giornali.

Il Regno Unito arriva a questa scelta dopo un anno in cui l’unica compagnia che assicurava i cani vietati ha smesso di farlo. Il governo ha dovuto cambiare la legge per non lasciare fuorilegge chi aveva un cane esentato dal divieto. Adesso il governo ha detto cosa non farà; cosa farà, lo dirà quando avrà finito di valutare le venti raccomandazioni.

Fonti: Defra, Responsible Dog Ownership taskforce report, 24 settembre 2026; BBC per la dichiarazione del ministero e della Dog Control Coalition.

Anton, autore di dogseteraScritto daAnton S.Pubblicato il 25 settembre 2026Vivo coi cani da sempre e su Dogsetera racconto razze, sport cinofili e vita quotidiana a sei zampe, senza fuffa.