Il Tribunale civile di Macerata ha condannato il proprietario di un american staffordshire terrier a risarcire con 112.066 euro il vicino di casa, un operaio calzaturiero caduto all’indietro mentre cercava di scansare il cane che gli correva incontro. Il cane non lo ha morso e non lo ha nemmeno sfiorato. Per il giudice non serve: il proprietario risponde dei danni causati dall’animale anche senza contatto, salvo che provi il caso fortuito, e qui non lo ha provato. La sentenza è arrivata a inizio ottobre, la racconta il Corriere Adriatico, e chiude una causa cominciata durante il lockdown del 2020.

Cosa è successo a Corridonia

Erano le tre e mezza del pomeriggio del 23 aprile 2020, a Corridonia, in provincia di Macerata. L’operaio stava fuori di casa con la moglie e la cognata. Dal portone del vicino, rimasto socchiuso, è uscito l’amstaff, senza guinzaglio e senza museruola, e ha cominciato a correre verso di lui. L’uomo ha fatto qualche passo indietro per allontanarsi dal cane, ha perso l’equilibrio ed è finito sull’asfalto. Diagnosi: frattura composta del polso e lussazione del gomito sinistro. Poi una lunga malattia e alla fine il licenziamento, perché non era più idoneo alla sua mansione in calzaturificio e l’azienda non è riuscita a spostarlo su un altro lavoro.

In tribunale il proprietario del cane ha raccontato un’altra scena. Il cane si era avvicinato «a mo’ di feste», l’operaio aveva «frainteso le intenzioni dell’animale» ed era inciampato su un cordolo del marciapiede che aveva alle spalle. I testimoni hanno detto che la caduta era avvenuta in mezzo alla strada, lontano da qualsiasi cordolo. Il giudice ha creduto a loro. L’operaio, assistito dall’avvocato Francesco Mantella, aveva chiesto 235.500 euro; ne ha ottenuti 112.066, più 7.000 euro di spese legali a carico del vicino.

Invalidità permanente riconosciuta11 per cento
Danno biologico e morale35.906 euro
Spese mediche1.787 euro
Danno patrimoniale e mancato guadagno74.373 euro
Totale112.066 euro, più 7.000 di spese di lite

Le voci del conto le ha riportate Kodami, che ha sentito un avvocato esperto di diritto degli animali. La voce più pesante è il lavoro perso, non il polso.

Perché il padrone paga anche se il cane non ha toccato nessuno

Perché l’articolo 2052 del codice civile non parla di morsi. Dice che «il proprietario di un animale o chi se ne serve per il tempo in cui lo ha in uso, è responsabile dei danni cagionati dall’animale, sia che fosse sotto la sua custodia, sia che fosse smarrito o fuggito, salvo che provi il caso fortuito». È quella che i giuristi chiamano responsabilità oggettiva: a chi è stato danneggiato basta dimostrare che il danno lo ha causato il comportamento del cane. Non deve provare che il padrone è stato distratto o imprudente. La colpa non c’entra.

Il contatto fisico non c’entra nemmeno. Un cane che corre incontro a una persona e la fa arretrare fino a farla cadere ha causato quella caduta esattamente come se l’avesse urtata. Quello che il giudice deve accertare è il nesso: se l’uomo è caduto perché il cane gli correva contro, il nesso c’è. Se fosse inciampato da solo in un cordolo, come sosteneva la difesa, il nesso si sarebbe spezzato. È per questo che la versione del cordolo era così importante per il proprietario. I testimoni l’hanno smontata.

All’inizio dell’anno la Cassazione ha rimesso in fila queste regole in una sentenza su un motociclista morto dopo lo scontro con un cane scappato da una proprietà: la responsabilità del padrone è oggettiva e vale anche se il cane era affidato a qualcun altro o era fuggito, ma chi chiede i soldi deve ricostruire la dinamica per intero, perché la sola presenza del cane sulla strada non basta. Nel caso di Corridonia la dinamica era chiara e c’erano tre persone a raccontarla.

Quando il proprietario non paga

Il caso fortuito è un fatto esterno, imprevedibile e inevitabile, che spezza il legame fra il cane e il danno: un fulmine, un’auto che sfonda la recinzione, un estraneo che apre il cancello e aizza l’animale. La Cassazione lo ripete da anni: il fatto deve avere «i caratteri dell’imprevedibilità, inevitabilità e assoluta eccezionalità». Un portone lasciato socchiuso non ha nessuno di questi caratteri. Il cane che esce da un portone aperto è il contrario dell’imprevedibile.

Nemmeno la buona indole serve. «Il mio cane è buono, voleva solo fare le feste» è la frase che si sente in tutti questi processi, e non è una difesa: un cane di quasi trenta chili che arriva di corsa fa paura a chi non lo conosce. La paura che fa cadere è un danno come un altro. Lo stesso vale per il cartello «attenti al cane» e per la catena nel cortile: la giurisprudenza li considera precauzioni, non prove liberatorie. Può invece pesare il comportamento di chi si è fatto male. Se il danneggiato ha contribuito alla propria caduta, per esempio provocando il cane, il risarcimento si riduce in proporzione (è l’articolo 1227). A Corridonia nessuno ha sostenuto che l’operaio avesse fatto qualcosa.

Chi pagail proprietario, o chi ha il cane in uso in quel momento
Cosa deve provare chi è cadutoche la caduta è stata causata dal cane
Cosa deve provare il proprietarioun caso fortuito: imprevedibile, inevitabile, eccezionale
Serve il contattono
Serve la colpa del padroneno
Il cane era scappatoil padrone paga lo stesso

Cosa cambia per chi ha un cane

Cambia l’idea che si ha del rischio. Chi ha un cane pensa al morso, ma il morso è il caso più raro: molte cause per l’articolo 2052 nascono da cadute, da ciclisti e motociclisti a terra, da un cane che attraversa la strada. Un cane che non ha mai morso nessuno può costare un anno di stipendio a chi lo tiene. Il conto di Corridonia è arrivato a 112.000 euro per una frattura al polso, perché quella frattura ha cambiato la vita lavorativa di una persona.

La protezione concreta è la polizza di responsabilità civile. Molte assicurazioni della casa la includono, altre la vendono a parte per poche decine di euro l’anno. Copre proprio questo: i danni che il cane fa a persone e cose, contatto o non contatto. Cosa coprono e cosa escludono le polizze italiane lo abbiamo messo in fila nella pagina sulle assicurazioni per cani. La seconda protezione è più banale: il portone chiuso, il cancello con la molla, il guinzaglio prima di aprire. Il cane di Corridonia non ha fatto niente di strano per un cane. È uscito da una porta aperta e ha corso verso una persona. Tutto il resto, compresi i 112.066 euro, è venuto da lì.

Chi ha un cane che si lancia verso le persone, le bici o le auto trova il perché e il cosa fare nel pezzo sul cane che insegue le macchine e le bici: la parte sulla legge è la stessa di questa storia.

Fonti: Corriere Adriatico, Leggo e Il Messaggero Marche del 3 ottobre 2026 per la sentenza del Tribunale civile di Macerata; Fanpage/Kodami del 6 ottobre 2026 per le voci del risarcimento; articolo 2052 del codice civile; Corte di Cassazione, sezione III civile, sentenza 2528 del 5 febbraio 2026.

Anton, autore di dogseteraScritto daAnton S.Pubblicato il 7 ottobre 2026Vivo coi cani da sempre e su Dogsetera racconto razze, sport cinofili e vita quotidiana a sei zampe, senza fuffa.