Dario Capogrosso, zoonomo, allevatore e tecnico dei cani da guardiania, titolare del Pastore Transumante di Sarezzano, in provincia di Alessandria, parte il 10 settembre per l’Australia. Lo ha annunciato l’1 settembre la CIA Alessandria-Asti, di cui è socio: circa venticinque giorni di conferenze e visite aziendali, rientro il 4 ottobre, su invito di funzionari del ministero dell’agricoltura australiano e di Paul Gibb, funzionario di biosicurezza del governo, con un ponte costruito in un anno di lavoro dall’allevatrice marchigiana Silvia Bonomi.
L’obiettivo è portare agli allevatori australiani il modo italiano di usare i cani da guardiania, in particolare il Pastore Maremmano Abruzzese, contro un predatore che in Italia non c’è: il dingo.
Chi è l’allevatore che parte per l’Australia?
Il Pastore Transumante alleva maremmani da vent’anni e li prepara per il lavoro con il bestiame, in Italia e all’estero; accanto c’è il Bioparco cinofilo del Piemonte orientale. Il rapporto con l’Australia non nasce adesso: nel maggio 2018 dodici allevatori dello Stato di Victoria erano venuti a Sarezzano a vedere i cani, come raccontava DiAlessandria, perché a casa loro volpi e dingo predavano il bestiame al pascolo.
Capogrosso mette le mani avanti sulla ricetta: «Non andremo in Australia con la presunzione di possedere una ricetta universale, ma porteremo i nostri venti anni di esperienza con i cani da guardiania. Un cane che lavora sulle Alpi non affronta la stessa realtà di un cane inserito nei Paesi Bassi. L’Australia non sarà nessuna delle cose che abbiamo già visto, ma abbiamo testimonianze valide da raccontare e occhi e orecchie aperti per imparare».
Perché in Australia il dingo è un problema?
Il dingo è un cane selvatico: un maschio adulto pesa in media meno di sedici chili, la metà di un lupo appenninico. Caccia da solo o in piccoli gruppi e prende pecore, agnelli, conigli, canguri. Contro di lui l’Australia ha costruito la recinzione continua più lunga del mondo.
In Italia il problema si chiama lupo. I numeri sui grandi predatori dicono una cosa che vale anche laggiù: abbatterli non riduce le predazioni, mentre i cani con il gregge le riducono.
I maremmani lavorano già in Australia?
Sì, da decenni. Il caso più famoso non riguarda pecore. Su Middle Island, un isolotto davanti a Warrnambool, nello Stato di Victoria, le volpi avevano ridotto la colonia di pinguini minori a una decina di esemplari nel 2005. Dal 2006 sull’isola, nella stagione riproduttiva da ottobre a marzo, vivono a coppie dei maremmani addestrati a fare la guardia ai pinguini invece che alle pecore. L’idea era di un allevatore locale che i suoi cani li usava per proteggere le galline.
Il progetto di Middle Island ha ispirato un film (Oddball, 2015, dal nome del primo cane) e altri programmi di protezione di specie a rischio con cani da guardiania. L’indagine del 2012 è di Linda van Bommel e Chris Johnson, pubblicata su Wildlife Research: 150 aziende in tutti gli Stati australiani. In quasi due casi su tre la predazione era finita del tutto.
Cos’è il modello italiano dei cani da guardiania?
Quello che Capogrosso chiama modello italiano è il modo in cui il cane viene messo al lavoro: nasce e cresce in mezzo alle pecore, dalle prime settimane, e da adulto le considera il proprio gruppo; lavora in più esemplari, sta con il gregge giorno e notte e non insegue il predatore, si mette in mezzo e lo scoraggia con la presenza e con la voce. È il mestiere per cui la razza è stata selezionata sugli Appennini per secoli e che raccontiamo nelle pagine sul Cane da Pastore Maremmano Abruzzese e sul suo carattere. Sul dingo mancano ancora i numeri italiani: la CIA ha promesso di raccontare le tappe della missione. Noi le seguiamo.
Fonti: comunicato di CIA Alessandria-Asti dell’1 settembre 2026, ripreso da Agra Press; DiAlessandria, 14 maggio 2018; van Bommel L., Johnson C.N., Good dog! Using livestock guardian dogs to protect livestock from predators in Australia’s extensive grazing systems, Wildlife Research 39, 2012; Middle Island Maremma Project, Warrnambool (scheda); peso del dingo dalla voce Dingo di Wikipedia in inglese.





