In Kuwait chi esce con il cane senza guinzaglio e museruola rischia fino a un mese di carcere, una multa sopra i 30 dinari, circa 86 euro, o tutte e due le cose. Lo ha scritto il ministero dell’Interno in un elenco di regole pubblicato il 9 ottobre, riportato dall’Arab Times. Le regole sono sette e valgono per tutti i cani del paese: licenza di proprietà, collare con una targhetta di metallo che porta il numero del padrone, visite solo nei centri veterinari autorizzati, vaccino contro la rabbia con un richiamo ogni anno, guinzaglio e museruola su strade, marciapiedi e in ogni spazio pubblico, obbligo di segnalare subito un caso sospetto di rabbia, divieto di sbarazzarsi da soli della carcassa di un animale che poteva averla. Il ministero parla di sicurezza pubblica, di benessere animale e di igiene nei quartieri. Dietro c’è un paese che negli ultimi anni ha visto crescere i randagi e gli abbandoni.

Da dove arrivano le regole

Il Kuwait ha una legge sui cani dal 1969, che prevede la licenza per ogni animale e punisce chi ne tiene uno senza, con un mese di prigione o 30 dinari di multa. Sono le stesse pene di adesso. Il problema, ha spiegato un attivista al Kuwait Times, è che nessuno la applicava più. Le regole del 9 ottobre non sono una legge nuova: sono il ministero che rimette in fila gli obblighi esistenti, li aggiorna con la targhetta e i centri veterinari autorizzati, e avvisa che da adesso li farà rispettare.

L’avviso arriva dopo mesi in cui il paese ha stretto le maglie. L’Autorità per l’agricoltura ha vietato l’importazione commerciale di cani e gatti, ha riferito Gulf News, lasciando ai privati un cane all’anno per uso personale: la motivazione era che gli animali importati per essere venduti finivano spesso abbandonati e che nei quartieri residenziali in un anno erano stati catturati migliaia di randagi. La stessa Autorità ha chiesto un terreno di diecimila metri quadrati per costruire un rifugio.

Cosa deve fare chi ha un cane in Kuwait?

Licenzaobbligatoria per ogni cane
Collarecon targhetta di metallo e numero identificativo del proprietario
Veterinariovisite nei centri autorizzati
Rabbiavaccino obbligatorio con richiamo annuale
In pubblicoguinzaglio e museruola, sempre
Caso sospetto di rabbiada segnalare subito a un centro veterinario
Carcassevietato smaltirle da soli se c’è il sospetto di rabbia
Penefino a un mese di carcere, multa sopra i 30 dinari (circa 86 euro), o entrambe

Cosa rischia chi sbaglia?

Il carcere, sulla carta, anche per una museruola dimenticata. Le regole non distinguono fra violazioni gravi e lievi: per ciascuna la pena arriva fino a un mese di prigione, a una multa superiore a 30 dinari, o a tutte e due. In pratica i 30 dinari sono il minimo e il carcere è la minaccia che serve a far rispettare il resto.

Il confronto con l’Italia dice anche un’altra cosa. Da noi l’ordinanza ministeriale prorogata fino al 2027 chiede il guinzaglio a un metro e mezzo e una museruola da portare con sé, da mettere solo se serve o se lo chiede un’autorità. In Kuwait la museruola va indossata sempre, in strada come sul marciapiede, a ogni cane e di ogni taglia. È la regola dei paesi in cui la rabbia circola ancora e in cui il cane è visto prima come un rischio sanitario che come un animale di famiglia.

Perché la museruola sempre, anche per un cane piccolo?

Per la rabbia, che nel Golfo non è mai sparita. In Italia non si vede un caso di rabbia nel cane da anni e il vaccino non è obbligatorio, salvo per chi viaggia. In Kuwait il vaccino va fatto ogni anno e chi vede un cane con sintomi sospetti deve segnalarlo subito: morso di un randagio con la rabbia vuol dire ospedale e profilassi per la persona, e soppressione per l’animale. La museruola obbligatoria, la targhetta e la licenza servono a sapere di chi è ogni cane che gira e se è vaccinato. I randagi, che non hanno né l’una né l’altra, restano il problema che le regole non risolvono. Per quelli il paese sta provando con il rifugio e con il blocco delle importazioni.

C’è poi una parte culturale che le regole non dicono ma che chi vive là conosce. Il cane in casa, nel Golfo, è una cosa recente e per molti ancora discussa. La museruola sempre è anche un modo per tranquillizzare chi un cane in strada non lo vuole incontrare. Le razze da sempre accettate, come il saluki, il levriero arabo, non hanno eccezioni: la regola è per tutti.

Cosa cambia per chi si trasferisce in Kuwait con il cane?

Cambia che il cane si può portare, ma uno all’anno e con le carte in regola. L’importazione commerciale è vietata, quella personale no: un cane a persona per anno, con il vaccino antirabbico valido e la documentazione veterinaria, più la licenza da chiedere una volta arrivati. Chi parte dall’Italia deve fare l’antirabbica almeno ventun giorni prima e avere il microchip, che è la base di ogni certificato per l’estero: il calendario dei vaccini lo abbiamo messo nella guida sulle vaccinazioni del cucciolo.

Una volta là, le regole dell’elenco valgono dal primo giorno: targhetta col numero del proprietario, veterinario solo nei centri autorizzati, museruola in ogni uscita. Un cane abituato a passeggiare libero in un parco italiano deve imparare la museruola prima di partire, non dopo. Un’estate a 45 gradi con la museruola addosso è un problema di salute prima che di legge: le uscite si fanno all’alba e dopo il tramonto. Quanto le regole scritte reggano alla prova della strada lo diranno le prime multe. Il Regno Unito insegna che una regola severa sulla carta può restare senza chi la fa rispettare.

Fonti: Arab Times, 9 ottobre 2026; Times Kuwait, 10 ottobre 2026; Gulf News sul divieto di importazione commerciale (aggiornato al 30 novembre 2025); Kuwait Times per la legge n. 9 del 1969, citata da un attivista. Cambio dinaro-euro del 12 ottobre 2026 (1 dinaro = 2,88 euro), importi arrotondati. Le regole sono quelle riportate dai giornali: il testo del ministero non cita la legge di riferimento.

Anton, autore di dogseteraScritto daAnton S.Pubblicato il 12 ottobre 2026Vivo coi cani da sempre e su Dogsetera racconto razze, sport cinofili e vita quotidiana a sei zampe, senza fuffa.