Una sera dei primi di settembre un tartufaio di Sora, in provincia di Frosinone, è andato ai box di località Compre dove teneva i suoi cani e ne ha trovato uno morto, uno che stava morendo e due con sintomi gravi. Erano quattro cani da tartufo, Lagotti Romagnoli e Springer, addestrati alla ricerca. La corsa in ambulatorio ne ha salvati due, che il 5 settembre erano ancora sotto cura; per il secondo non c’è stato niente da fare. Le forze dell’ordine sono state informate, la causa dell’intossicazione non è ancora accertata e sarà il laboratorio a dirla. Il proprietario però un’idea l’ha: bocconi avvelenati lasciati apposta per i suoi cani.

Il sospetto non nasce dal nulla. Nel Lazio la raccolta del tartufo nero è ripartita il 1° settembre. Nel sorano, scrive Il Messaggero, le rivalità fra cercatori sono arrivate in passato a «vere e proprie guerre fra tartufai», con interventi delle forze dell’ordine. Quattro cani colpiti insieme, nello stesso posto, la stessa sera, sono il tipo di fatto che in quel mondo tutti sanno leggere.

Perché i cani da tartufo diventano un bersaglio?

Un cane da tartufo non è un cane qualunque, per chi lo lavora. Un Lagotto Romagnolo nasce per quello, è l’unica razza al mondo selezionata per il tartufo. Uno Springer addestrato alla cerca vale anni di uscite. Il Messaggero parla di «un investimento economico significativo», oltre al legame. Come si costruisce un cane così, e quanto ci vuole, lo abbiamo raccontato nel pezzo sul cane da tartufo. Ed è proprio questo valore a farne un bersaglio: colpire i cani di un concorrente vuol dire fermarlo per una stagione, o per sempre.

Il precedente più vicino sta a un centinaio di chilometri, in Abruzzo. Il 3 febbraio 2026 il Tribunale di Pescara ha condannato a due anni e sei mesi un uomo di 78 anni di Manoppello per undici cani da tartufo uccisi fra il 2015 e il 2020 con bocconi avvelenati lasciati lungo i sentieri e vicino a un fossato dove i cani lavoravano. La Procura li ha elencati per nome, uno per uno. Sullo sfondo, secondo l’accusa, il controllo del tartufo bianco pregiato, quotato intorno ai 1.400 euro al chilo con punte oltre i 2.500; nel fascicolo c’era anche un ordigno piazzato sotto l’auto di un concorrente, che non è esploso per caso. Undici cani in cinque anni. Ci sono volute la riesumazione delle carcasse e un video per arrivare a una sentenza.

Quando si apre la raccolta del tartufo nel Lazio?

Nel Lazio il calendario lo fissa la legge regionale 82 del 1988. Le date che contano per capire perché i cani tornano nei boschi proprio adesso:

TartufoRaccolta consentita nel Lazio
Nero liscio e nero ordinariodal 1° settembre
Bianco pregiato e uncinatodal 1° ottobre
Nero pregiatodal 15 novembre

I box di Sora sono stati colpiti nella prima settimana di stagione. Se l’ipotesi del proprietario reggerà agli esami, qualcuno ha agito prima che quei quattro cani facessero la loro prima uscita utile dell’anno.

Cosa rischia chi mette bocconi avvelenati?

Sui bocconi avvelenati l’Italia ha una norma che il Ministero della Salute rinnova ogni anno dal 2008 perché il fenomeno non si è mai fermato. L’ultima è l’ordinanza dell’8 agosto 2025, prorogata di dodici mesi il 16 luglio scorso con effetto dal 28 agosto 2026. Vieta a chiunque di «preparare, miscelare e abbandonare esche e bocconi contenenti sostanze tossiche o nocive» e anche di detenerle a quello scopo. Poi mette in fila chi deve fare cosa: il proprietario di un animale morto o con sintomi da sospetta esca «segnala l’episodio a un medico veterinario che emette la relativa diagnosi corredata da referto anamnestico»; il campione va all’Istituto zooprofilattico; chi trova un’esca «può segnalare l’evento all’azienda sanitaria competente per territorio o alle Forze dell’ordine». Dal 2025 le conferme di avvelenamento arrivano anche ai nuclei forestali dei Carabinieri e le notizie di reato passano alle Procure dal portale dedicato.

Chi avvelena un cane risponde di uccisione di animali, articolo 544-bis del codice penale: reclusione da sei mesi a tre anni e multa da 5.000 a 30.000 euro, che salgono a un massimo di quattro anni e 60.000 euro se l’animale è stato fatto soffrire a lungo.

Quanti avvelenamenti si contano nel Lazio?

Quanto siano comuni questi casi lo dice il portale nazionale degli avvelenamenti dolosi, tenuto dall’Istituto zooprofilattico di Lazio e Toscana per il Ministero, che conta i campioni arrivati in laboratorio con sospetto di veleno. Per il Lazio i numeri del 2025 sono questi.

Lazio, 2025EsaminatiPositivi al veleno
Animali22070 (32 per cento)
Esche e bocconi trovati11237
Media annua 2009-2025219 animali94 positivi

Settanta avvelenamenti confermati in un anno in una sola regione. Sono solo quelli in cui qualcuno ha portato l’animale o l’esca in laboratorio. I due cani di Sora, se il referto confermerà, entreranno nel conto del 2026.

Cosa fare se il cane mangia un boccone avvelenato?

Per chi lavora con un cane da tartufo, o lo porta nei boschi in questa stagione, la vicenda di Sora dice che il pericolo non sta solo lungo il sentiero: qui i cani erano nei loro box, «regolarmente custoditi». Se un cane vomita, trema, saliva o crolla dopo un’uscita o una notte in recinto, la prima cosa è il veterinario, subito. La seconda è chiedergli il referto: senza quel foglio, per l’ordinanza, il caso non esiste. Un’esca trovata a terra si segnala all’ASL o ai Carabinieri. Il portale del Ministero ha un’app per farlo dal telefono con la posizione. Il resto, cioè capire chi ha messo i bocconi a Compre, tocca alle indagini. La sentenza di Pescara dice quanto possono essere lunghe.

Fonti: Il Messaggero, 5 settembre 2026; TG24.info, 5 settembre 2026; ilGerme, 3 febbraio 2026 (sentenza del Tribunale di Pescara); Ministero della Salute, ordinanza 8 agosto 2025 (GU n. 212 del 12 settembre 2025) e ordinanza 16 luglio 2026 (GU n. 199 del 28 agosto 2026), scheda del Ministero aggiornata al 2 settembre 2026; Portale nazionale degli avvelenamenti dolosi, dati aggregati Lazio 2005-2025; Regione Lazio, L.R. 82/1988; art. 544-bis del codice penale nel testo vigente.

Anton, autore di dogseteraScritto daAnton S.Pubblicato il 9 settembre 2026Vivo coi cani da sempre e su Dogsetera racconto razze, sport cinofili e vita quotidiana a sei zampe, senza fuffa.