Carattere e descrizione del Pechinese
Aspetto, colori del manto e temperamento: il ritratto completo della razza
Il Pechinese è un cane di corte, e si vede da come si muove e da come ti guarda. In questa pagina trovi quanto pesa, perché lo standard del 2009 dedica tante righe al suo muso, i colori ammessi, il carattere che gli inglesi riassumono in tre parole e la parte più importante di tutte: la salute, con i numeri veri sulla respirazione.
Sommario
Il Pechinese in breve
Il Pechinese è un cane da compagnia di origine cinese, con patronato britannico, dall’aspetto che lo standard definisce leonino. Non ha un’altezza ufficiale: l’unica misura è il peso, non oltre 5 chili nei maschi e 5,4 nelle femmine. Mantello lungo con criniera, tutti i colori tranne albino e fegato, carattere senza paura, leale, riservato. Vive 12-14 anni.
Quanto è grande un Pechinese

Lo standard del Pechinese ha una particolarità che non ti aspetti: non indica l’altezza. L’unica misura ufficiale è il peso, e va letta al contrario di come si leggono di solito: non eccedente 5 chili nei maschi e 5,4 chili nelle femmine.
Sì, hai letto bene: la femmina può pesare più del maschio. È un caso raro in cinofilia e ha una ragione pratica, perché in una razza con parti difficili una femmina più solida è una femmina che rischia meno.
La frase più bella dello standard riguarda proprio il peso: i cani devono apparire piccoli ma essere sorprendentemente pesanti quando vengono sollevati. Il Pechinese non è un cagnolino leggero con tanto pelo: sotto il mantello ci sono un’ossatura pesante e un corpo tarchiato, e quando lo prendi in braccio te ne accorgi subito.
Il resto della costruzione segue la stessa logica: corpo relativamente corto con la vita ben disegnata, torace ampio, anteriori corti e spessi, orecchie a forma di cuore portate aderenti alla testa. E un’andatura che è un marchio di fabbrica, il rollio lento e dignitoso dell’anteriore, da non confondere con il dondolio di un cane costruito male.
Esiste il Pechinese nano o toy?

No. Ogni mese in Italia quasi duecento persone cercano pechinese nano o pechinese toy, ma nello standard FCI 207 quelle varietà non esistono. C’è un peso massimo e basta, e sotto quel peso non c’è una razza più piccola: ci sono soggetti sottopeso.
La cosa curiosa è che la moda dei Pechinesi in miniatura non è nata su internet: ha cent’anni. Il cane della foto si chiamava Sin-Sin ed è stato presentato nel 1926 come il Pechinese più piccolo del mondo, fotografato dentro un bicchiere da birra. Cambia il canale, non cambia il gioco.
Il punto pratico è che questa è già una razza con problemi respiratori e parti difficili. Spingerla ancora più in basso di taglia vuol dire aggiungere ipoglicemia, denti che non ci stanno in bocca e ossa fragili a un cane che ha già il suo bel daffare. Quando leggi mini in un annuncio, quello è il momento di chiudere la pagina.
Il muso del Pechinese e la respirazione
Questa è la parte che conta più di ogni altra, e per fortuna lo dice lo standard stesso: qualunque segno di difficoltà respiratoria, o l’incapacità di muoversi con scioltezza, sono inaccettabili e vanno pesantemente penalizzati. È la prima riga della descrizione della razza, non una nota a piè di pagina.

Nel 2009 lo standard è stato riscritto proprio su questo. Il tartufo deve essere non troppo corto, ampio, con narici larghe e aperte. La piega sopra il naso deve essere leggera e preferibilmente interrotta, e narici strette e pieghe pesanti sono inaccettabili. Il muso deve essere ben visibile, anche se corto.
Tradotto: il Pechinese giusto non è quello con la faccia più piatta e la piega più spessa. È il contrario di quello che per anni si è visto vincere nei ring, ed è per questo che quelle righe sono state messe nero su bianco.
I numeri dicono quanto ci sia ancora da fare. In uno studio su quattordici razze brachicefale il Pechinese ha i tassi peggiori di BOAS, la sindrome ostruttiva delle vie aeree: solo il 10,9% dei cani esaminati risultava in grado zero, cioè libero da qualsiasi segno. Quasi nove su dieci qualche difficoltà ce l’hanno.
Cosa te ne fai di questo dato quando vai a vedere una cucciolata: ascolti. Un cane che rumoreggia da fermo, che russa sonoramente mentre dorme, che dopo trenta passi si siede, non è un cane tipico, è un cane che respira male. Guarda i genitori, non solo il cucciolo.
I colori del Pechinese
Qui lo standard è insolitamente generoso: tutti i colori e le macchie sono permessi e di pari apprezzamento, con due sole eccezioni, l’albino e il fegato. Le pezzature devono essere distribuite in modo regolare.
In pratica si vedono soprattutto fulvi e rossi, ma anche crema, bianchi, neri, neri focati e pezzati. Nessuno di questi vale più degli altri: un giudice non può preferire un colore, e chi ti vende un colore come raro ti sta vendendo una storia.
Sul mantello, invece, lo standard è severo. Deve essere moderatamente lungo, con la criniera che non supera le spalle, e un mantello eccessivo va pesantemente penalizzato perché nasconde la forma del corpo e ostacola il movimento. L’idea del Pechinese come batuffolo gigante che cammina non fa parte della razza, ci è stata messa dentro.
Il carattere del Pechinese

Lo standard usa cinque parole: senza paura, leale, riservato, ma non timido né aggressivo. Sono la descrizione esatta di un cane di corte, che non deve fare la guardia e non deve intrattenere nessuno.
Il Pechinese sceglie. Sceglie la sua persona, sceglie chi può toccarlo e sceglie quando ha voglia di compagnia. Non è un cane che ti viene dietro chiedendo attenzioni ogni cinque minuti, e non è nemmeno freddo: quando decide che sei tu, ti sta addosso con una dedizione che sorprende.
Con gli estranei è riservato, il che vuol dire che li osserva e non li saluta. Non è timidezza e non deve diventarlo: lo standard mette il cane eccessivamente timido fra i difetti eliminatori, insieme a quello aggressivo.
Con gli altri cani se la cava, spesso senza troppo interesse. Il problema tipico non è l’aggressività ma la sopravvalutazione di sé: un Pechinese che decide di affrontare un cane grande non ha nessuna possibilità e nemmeno la struttura per scappare, quindi gli incontri li gestisci tu.
Con i bambini funziona a una condizione: che non venga trattato come un peluche. È un cane che non ama essere strapazzato, e ha tutto il diritto di non amarlo. Se in casa ci sono bambini piccoli servono regole chiare da subito.
L’abbaio c’è ma è misurato, molto meno di quello che ti aspetteresti da un cane di questa taglia. In compenso è testardo come pochi: non discute, semplicemente non si muove. È la cosa che diverte di più e che fa disperare di più.
Quanto vive un Pechinese e di cosa si ammala
Il cane della foto ha quindici anni, e non è un’eccezione: la vita media è 12-14 anni. Il Pechinese non è un cane fragile in senso generale, ma ha quattro capitoli di salute molto precisi che vanno conosciuti prima di prenderlo, non dopo.

Il primo è la respirazione, e l’abbiamo già visto: quasi nove Pechinesi su dieci mostrano un qualche grado di BOAS. Nella pratica quotidiana significa evitare il caldo, non farlo ingrassare nemmeno di mezzo chilo e usare sempre la pettorina, perché ogni pressione sulla gola su questa razza pesa il doppio.
Il secondo sono gli occhi, che in un cane con il muso piatto sono più esposti: ulcere della cornea, occhio secco e, nei casi drammatici, il bulbo che esce dall’orbita dopo un trauma. Un Pechinese che tiene un occhio socchiuso va dal veterinario in giornata, non domani.
Il terzo è la schiena: corpo lungo e arti corti sono la stessa combinazione che mette a rischio i bassotti, quindi niente salti giù dal divano e niente chili di troppo.
Il quarto riguarda chi pensa di far fare una cucciolata: il 43,8% dei parti avviene con il cesareo. È uno dei tassi più alti in assoluto, e da solo spiega perché in Italia nascano così pochi Pechinesi.
A chi è adatto il Pechinese
È adatto a chi vuole un cane tranquillo in casa e non cerca un compagno di sport. Sta bene in appartamento, si accontenta di due giri corti, non chiede attività, non distrugge niente e passa buona parte della giornata a guardarti dal suo posto preferito.
È adatto a chi ha tempo per la toelettatura. Il mantello va spazzolato quasi ogni giorno, le frange delle orecchie e delle zampe fanno nodi, e le pieghe del muso vanno pulite e asciugate. Non è un cane a bassa manutenzione, è un cane a bassa energia: sono due cose diverse.
È adatto a chi accetta di seguirne la salute da vicino, di scegliere l’allevamento guardando come respirano i genitori, e di organizzare le estati in funzione sua.
Non è adatto a chi vive dove fa molto caldo e non ha modo di rinfrescare la casa. Non è adatto a chi vuole un cane da portare a correre, in bicicletta o in montagna d’agosto. E non è adatto a chi cerca un cane obbediente: il Pechinese collabora, non ubbidisce.
Se invece ti piace l’idea di un cane con la sua dignità, che ti sceglie e poi ti resta accanto per quattordici anni, sei nel posto giusto. Vale la regola di sempre: genitori sani e allevatore che risponde alle domande.




