Addestramento ed educazione dello Schnauzer
Un cane da lavoro che impara in fretta e ha bisogno di un mestiere
Lo standard dello Schnauzer elenca fra le sue doti l’adattabilità all’addestramento, ed è vero. Qui trovi come si imposta l’educazione, come si gestisce l’istinto da cane da topi e quali attività servono a un cane che è nato per lavorare.
Sommario
Come si educa uno Schnauzer

È un cane facile da educare, e lo standard lo mette nero su bianco elencando l’intelligenza e l’adattabilità all’addestramento fra le sue doti. Impara in fretta e ricorda a lungo.
La parola che va tenuta a mente, però, è un’altra dello stesso standard: incorruttibile. Lo Schnauzer non è un cane che esegue perché gli hai mostrato un premio: è un cane che collabora con chi ha costruito un rapporto con lui. Se il rapporto c’è, fa qualunque cosa; se non c’è, ti guarda e basta.
Il metodo giusto è il rinforzo positivo con una buona dose di coerenza. Ha carattere, e un cane con carattere che scopre le incoerenze le usa. Le regole vanno poche, chiare e uguali per tutti in famiglia.
Va messa in conto la sua testardaggine, che è quella dei cani da lavoro indipendenti: se una richiesta non ha senso, la ignora. Le sessioni corte e variate funzionano molto meglio delle ripetizioni.
Le priorità pratiche sono due. La prima è la gestione dell’allarme: lo Schnauzer segnala, ed è giusto che lo faccia, ma va insegnato presto che segnalare una volta basta. La seconda è il richiamo, che va costruito con cura per via del prossimo capitolo.
L’istinto da cane da topi e la socializzazione
Lo standard lo chiama, letteralmente, cane da topi, e racconta che spiava i roditori e li uccideva in un batter d’occhio. Quell’istinto non è sparito, e va messo in conto.
In pratica significa due cose. La prima è che in un giardino con conigli, criceti, galline o uccellini serve attenzione: non è cattiveria, è un comportamento che questa razza ha nel repertorio da secoli. La convivenza si costruisce da cucciolo, e in alcuni casi non si costruisce affatto.
La seconda riguarda le uscite: uno Schnauzer che avvista uno scoiattolo o un gatto in fuga parte, e il richiamo va allenato in anticipo e con premi che valgano più della preda. Nei posti non recintati, il guinzaglio lungo è la scelta ragionevole.
Sulla socializzazione vale la solita regola, con una nota positiva: lo standard chiede calma cautela e non diffidenza, quindi un cucciolo ben esposto al mondo diventa un adulto che osserva senza reagire. Portalo in città, sui mezzi, al mercato: la sua resistenza alle intemperie e il suo equilibrio lo rendono un compagno da viaggio ottimo.
Un’attenzione in più che riguarda la toelettatura ma è un lavoro educativo: abitualo da subito a farsi manipolare il muso e le zampe. In una razza che va spelata a mano due volte l’anno e che ha una barba da pettinare, un cane che si lascia fare tutto è un enorme risparmio di stress per entrambi.
Le attività giuste per un cane da lavoro
Lo Schnauzer è un cane da lavoro nel corpo di un cane da famiglia, e questa è la chiave: ha bisogno di un mestiere, anche piccolo, anche inventato. Un cane a cui non si chiede niente diventa un cane che si annoia, e uno Schnauzer annoiato è rumoroso.

Le attività che gli si addicono meglio sono quelle in cui deve usare la testa. L’obedience e il rally obedience gli calzano perfettamente, perché mettono insieme precisione e rapporto col conduttore, che è il suo punto forte.
La nose work e i giochi di ricerca sfruttano quegli organi di senso molto sviluppati di cui parla lo standard, e sono l’attività più facile da portare avanti anche in appartamento.
L’agility funziona bene per taglia e agilità, e il dog trekking è l’attività di famiglia più semplice: quarantacinque centimetri e quindici chili sono la misura ideale per camminare tutto il giorno senza problemi.
Va bene anche la mobility e tutti i giochi di attivazione mentale in casa, che per un cane così sveglio valgono più di mezz’ora di passeggiata.
Sulla quantità: serve almeno un’ora di movimento vero al giorno più qualcosa che gli occupi la testa. Non è un cane da resistenza estrema, ma non è nemmeno un cane che si accontenta di due giri dell’isolato.
Un’ultima nota che viene dallo standard e che rende questa razza comoda: la resistenza alle intemperie. Il doppio mantello duro lo rende un cane che esce con qualsiasi tempo, e in inverno non ha bisogno di niente addosso.

