Carattere e descrizione dello Schnauzer
Due soli colori, la barba da curare e un carattere descritto in una riga sola
Lo Schnauzer è il capostipite di una famiglia di tre razze, e il suo standard contiene una delle descrizioni di carattere più belle e più utili che si leggano. Qui trovi le misure vere, la differenza fra nano, medio e gigante, i due soli colori ammessi e il capitolo sul pelo che nessuno racconta prima di comprare.
Sommario
Lo Schnauzer in breve
È un cane di taglia media: 45-50 centimetri per 14-20 chili, uguali per maschi e femmine. È inscrivibile in un quadrato. Lo standard descrive il carattere così: temperamento vivace unito a calma cautela, buona indole, allegria e proverbiale devozione al padrone. Ama molto i bambini, è incorruttibile, sveglio, però non abbaia senza motivo. I colori ammessi sono solo due: nero e pepe e sale. Vive 12-15 anni, e lo standard stesso gli riconosce una resistenza alle intemperie e alle malattie.
Quanto è grande uno Schnauzer

Lo Schnauzer misura 45-50 centimetri al garrese e pesa 14-20 chili. C’è un dettaglio che non si vede spesso negli standard: le misure sono identiche per maschi e femmine.
La forma è la sua firma: lo Schnauzer è inscrivibile in un quadrato, cioè l’altezza al garrese è quasi uguale alla lunghezza del corpo. Lo standard lo descrive come un cane robusto, più raccolto che slanciato: nessuna leggerezza, nessuna pesantezza.
C’è poi una proporzione curiosa e molto precisa: la lunghezza della testa, misurata dalla punta del tartufo all’occipite, deve corrispondere alla metà della lunghezza della linea superiore, cioè dal garrese all’attacco della coda.
Sulle orecchie ha senso dire una cosa, perché nelle vecchie fotografie i cani appaiono diversi: lo standard descrive orecchie naturali, piegate a V e ricadenti in avanti. Il taglio delle orecchie in Italia è vietato, e i cani italiani hanno orecchie integre. Se vedi immagini di Schnauzer con le orecchie erette e appuntite, sono immagini vecchie o straniere.
Nano, medio e gigante: tre razze diverse
Questa è la confusione più diffusa sulla razza, ed è utile chiarirla subito: Schnauzer nano, medio e gigante non sono tre taglie della stessa razza. Sono tre razze FCI distinte, ciascuna col suo standard e col suo numero.
Quello di cui parla questa pagina è lo Schnauzer medio, che nello standard FCI si chiama semplicemente Schnauzer e porta il numero 182. È il capostipite: le altre due taglie sono state costruite a partire da lui, in su e in giù.
Lo Schnauzer nano, il cui nome tedesco è Zwergschnauzer, ha il numero 183 e misura 30-35 centimetri per 4-8 chili. Ha una particolarità che sorprende: ammette quattro colori invece di due, perché oltre al nero e al pepe e sale prevede anche il nero argentato e il bianco puro.
Lo Schnauzer gigante, il Riesenschnauzer, ha il numero 181 e misura 60-70 centimetri per 35-47 chili: un cane completamente diverso da gestire, con una storia di cane da lavoro e da utilità.
Le tre razze condividono il tipo, la testa, la barba e il temperamento di fondo, ma non le esigenze: un nano da sei chili in appartamento e un gigante da quaranta sono due vite diverse. Se stai cercando informazioni sul nano o sul gigante, quelle che leggi qui valgono solo in parte.
I colori dello Schnauzer sono solo due

Nello Schnauzer medio i colori ammessi sono due soltanto: nero monocolore e pepe e sale. Non ce ne sono altri, e questo rende molto facile riconoscere chi vende cose che non esistono.
Il nero deve essere monocolore con sottopelo nero: è la precisazione che distingue un nero vero da un nero slavato con sottopelo grigio.
Il pepe e sale è il colore che ha reso famosa la razza, ed è più complicato di quanto sembri. Lo standard spiega che lo scopo dell’allevamento è ottenere una tonalità media, con il color pepe distribuito in modo uniforme, ben pigmentato e con il sottopelo grigio. Sono permesse tutte le sfumature, dal grigio ferro scuro al grigio argento.
E poi c’è una condizione che vale per tutti i soggetti pepe e sale, qualunque sia la sfumatura: devono presentare una maschera scura, che secondo lo standard enfatizza l’espressione. Le macchie decisamente chiare su testa, petto e arti non sono ricercate.
Un dato italiano che completa il quadro: negli ultimi dieci anni l’ENCI ha registrato 1.175 Schnauzer pepe e sale e 907 neri. Cioè il 56% contro il 44%: i due colori si dividono la razza quasi a metà.
Conviene ricordare che i quattro colori del nano, compresi il nero argentato e il bianco, non valgono per il medio. Uno Schnauzer medio bianco o nero argentato è fuori standard.
Il pelo dello Schnauzer e lo stripping
Questo è il capitolo che chi compra uno Schnauzer scopre spesso dopo, ed è quello che decide l’aspetto del cane per tutta la vita: il pelo duro non si tosa, si spela.

Lo Schnauzer ha un mantello a doppio strato: un pelo di copertura duro e ruvido, che lo standard chiede fitto e aderente, e un sottopelo denso. È la struttura che gli dà la resistenza alle intemperie di cui parla lo standard.
Il pelo duro, per restare tale, va rimosso a mano quando è maturo: è la tecnica che si chiama stripping, o spelatura, e si fa in genere due volte l’anno. Non è dolorosa se fatta al momento giusto: il pelo morto viene via da solo.
Se invece il cane viene tosato a macchina, come si fa con altre razze, succede una cosa precisa: il pelo ricresce più morbido e più chiaro, perde la tessitura ruvida e, nel pepe e sale, sbiadisce. È un cambiamento che, dopo qualche tosatura, diventa difficile da recuperare.
Non è una tragedia se il tuo Schnauzer è un cane di famiglia e non va in esposizione, ma è giusto saperlo prima e decidere consapevolmente.
Poi c’è la barba, che è il tratto più riconoscibile della razza e anche la sua manutenzione quotidiana: raccoglie acqua quando beve e cibo quando mangia. Va pettinata spesso e asciugata, altrimenti la pelle sotto si irrita e il muso comincia a odorare.
In compenso lo Schnauzer perde pochissimo pelo in casa, ed è uno dei motivi per cui è così apprezzato dalle famiglie.
Il carattere dello Schnauzer

La voce carattere di questo standard è una delle più ricche che si leggano, e conviene riportarla quasi per intero: temperamento vivace unito a calma cautela, una buona indole, l’allegria e la proverbiale devozione al padrone.
E prosegue: ama molto i bambini, è incorruttibile, sveglio, però non abbaia senza motivo. Poi elenca le doti: organi di senso molto sviluppati, intelligenza, adattabilità all’addestramento, coraggio, tenacia e resistenza alle intemperie e alle malattie.
Due espressioni meritano di essere spiegate perché sono il cuore della razza. La prima è calma cautela: lo Schnauzer non è un cane esplosivo che reagisce a tutto, e non è nemmeno un cane diffidente. Osserva, valuta, e poi decide. È quello che ne fa un ottimo cane d’allarme senza farne un cane problematico.
La seconda è incorruttibile, che in un documento tecnico è quasi poetica: vuol dire che è un cane che non si compra con un bocconcino. La sua lealtà va a chi vive con lui, e un estraneo con le tasche piene di premi non lo convince.
Il non abbaia senza motivo è la riga più utile per chi vive in condominio: lo Schnauzer segnala, ma non è un cane che abbaia a vuoto tutto il giorno. Segnala e poi smette, e questa è una differenza enorme rispetto a molti cani da guardia della stessa taglia.
Con i bambini lo standard è esplicito, e la reputazione lo conferma: è uno dei cani di famiglia meglio riusciti. Con gli estranei è riservato ma non aggressivo. Con gli altri cani di solito va bene, con l’avvertenza che ha una buona dose di carattere e non si tira indietro.
L’ultima cosa da sapere è che dentro c’è ancora un cane da lavoro: sveglio, energico, con un istinto predatorio verso i piccoli animali che viene dal suo mestiere originale. Non è un soprammobile, e se non gli si dà niente da fare se lo inventa da solo.
Quanto vive uno Schnauzer e di cosa si ammala
La vita media è di 12-15 anni, ottima per la taglia. E c’è una cosa insolita: è lo standard stesso a citare fra le doti della razza la resistenza alle intemperie e alle malattie.

Non è retorica: lo Schnauzer medio è una razza costruita senza esagerazioni morfologiche, senza muso schiacciato, senza schiena lunga, senza taglie estreme. È uno dei cani più sani che si possano scegliere, ed è un buon motivo per considerarlo.
La voce che merita un test è la malattia di von Willebrand, un difetto della coagulazione del sangue segnalato nello Schnauzer medio: i cani colpiti sanguinano più a lungo del normale dopo un taglio o un intervento. Esiste il test del DNA, ed è la domanda da fare all’allevatore.
Poi ci sono gli occhi, con la cataratta e l’entropion fra le voci più segnalate, e la displasia dell’anca, presente ma contenuta: le radiografie dei genitori restano la cosa da chiedere.
L’unica manutenzione quotidiana riguarda la barba: trattiene acqua e cibo, e la pelle sotto si irrita facilmente se resta bagnata. Asciugare il muso dopo che il cane ha bevuto o mangiato è un’abitudine da prendere subito.
Una nota che vale per il confronto con le altre due taglie: il quadro sanitario dello Schnauzer nano è diverso, con la pancreatite, i calcoli urinari e l’iperlipidemia fra i temi principali. Non date per scontato che quello che vale per una taglia valga per le altre.
A chi è adatto lo Schnauzer
È il cane giusto per le famiglie attive: taglia gestibile, salute robusta, carattere allegro e quella dote che lo standard chiama ama molto i bambini. Perde pochissimo pelo, il che lo rende adatto anche a chi non sopporta i peli in casa.
È adatto a chi vuole un cane sveglio con cui fare qualcosa: sport cinofili, attività di naso, giochi di attivazione. Impara in fretta e si diverte a lavorare, e in questo è più simile a un cane da utilità che a un cane da compagnia.
È adatto anche a chi cerca un cane d’allarme senza cercare un cane che abbaia tutto il giorno: la combinazione di calma cautela e non abbaia senza motivo è esattamente questo.
Non è il cane giusto per chi non vuole occuparsi del pelo: lo stripping due volte l’anno e la barba da pettinare sono impegni reali. E non lo è per chi cerca un cane tranquillo che stia sul divano tutto il giorno: dentro c’è un cane da lavoro, e va tenuto occupato.

