Addestramento ed educazione del Dalmata
Facile da educare ma autonomo, e con un motore che va scaricato tutti i giorni
Lo standard del Dalmata lo definisce facile da educare e autonomo nella stessa riga, e le due cose insieme spiegano bene con che cane hai a che fare. Qui trovi come si imposta, come si lavora con un cane sordo e quali attività servono.
Sommario
Come si educa un Dalmata

Lo standard usa due parole che vanno lette insieme: facile da educare e autonomo. Il Dalmata impara in fretta, capisce quello che gli chiedi e collabora volentieri, ma non è un cane che esegue per il piacere di eseguire.
Quell’autonomia viene dalla classificazione della razza: il Dalmata sta nel gruppo dei segugi e razze affini, e lo standard gli riconosce uno spiccato istinto da braccoide. È un cane che ha imparato a lavorare a distanza, prendendo iniziative.
In pratica funziona benissimo col rinforzo positivo e con sessioni brevi, mentre risponde male ai metodi coercitivi: è un cane sensibile, e la durezza lo blocca senza insegnargli niente.
Le priorità sono due. Il richiamo, da costruire presto e con premi altissimi, perché un cane con questo naso e questa autonomia si allontana e si distrae. E la condotta al guinzaglio, perché un Dalmata adulto pesa trenta chili e sa tirare.
Un consiglio che vale per questa razza più che per altre: gli esercizi vanno cambiati spesso. Il Dalmata è intelligente e si annoia in fretta, e un cane annoiato inventa da solo cosa fare.
Educare un Dalmata sordo
Conviene dedicarci un capitolo, perché in questa razza è una situazione concreta: secondo lo studio britannico più ampio disponibile, circa il 4,4% dei cuccioli testati è sordo da entrambe le orecchie, e il 13,4% da un orecchio solo.
Il cane sordo da un solo orecchio non richiede nulla di particolare: sente, localizza un po’ peggio la provenienza dei suoni, e nella vita di tutti i giorni non te ne accorgi. L’unica regola è che non va riprodotto.
Il cane completamente sordo richiede invece un metodo diverso, ma non è affatto un cane che non si può educare. Si lavora con i segnali visivi: gesti chiari delle mani al posto dei comandi vocali, e un sistema per attirare l’attenzione, che di solito è una vibrazione del pavimento, una torcia o un collare a vibrazione, quello che vibra e non quello che scarica.
Le regole di sicurezza sono più rigide: guinzaglio sempre negli spazi non recintati, perché il richiamo vocale non esiste, e attenzione a non svegliarlo di soprassalto, abituandolo da cucciolo a essere toccato mentre dorme in modo che non si spaventi.
Però un Dalmata sordo è un cane felice come tutti gli altri. Molti fanno agility guidati solo dalle mani, e chi ne ha avuto uno racconta che l’unica differenza vera è che non si sveglia quando suona il campanello.
Le attività giuste: chilometri, tutti i giorni
Qui c’è il vero motivo per cui un Dalmata funziona o non funziona. Questo cane è stato selezionato per trottare accanto a una carrozza per ore, e quel motore non è sparito perché le carrozze non ci sono più.

Le attività che gli calzano meglio sono quelle di fondo: la corsa accanto al proprietario, il canicross, il bikejoring e soprattutto il dog trekking. Un Dalmata in montagna è un cane nel suo elemento.
Funziona molto bene anche l’agility, ed è una delle discipline in cui questa razza si diverte di più: è agile, veloce e adora imparare sequenze. Con le solite cautele sulle articolazioni nel primo anno.
La nose work merita una menzione a parte, perché sfrutta l’istinto da braccoide che lo standard gli riconosce ed è perfetta per le giornate in cui non si può uscire a lungo: stanca la testa più di un’ora di corsa.
E poi c’è l’acqua. Lo standard dice esplicitamente che il Dalmata ama l’acqua ed il movimento nella natura: il nuoto è un’ottima attività per lui, e in estate risolve due problemi insieme.
La quantità è la cosa su cui non si può barare: servono almeno un’ora e mezza-due ore al giorno di movimento vero, non di passeggiata al guinzaglio attorno all’isolato. Un Dalmata sotto-stimolato diventa distruttivo, e questa è la ragione numero uno per cui questa razza finisce in cerca di una nuova casa.
Un’ultima nota pratica legata alla salute: durante e dopo l’attività l’acqua deve essere sempre disponibile. In un cane che elimina molto acido urico, bere abbastanza non è un dettaglio ma una prevenzione.

