Storia ed origine del Boxer

Il cane tedesco che ha cambiato mestiere tre volte

Il Boxer è una razza tedesca giovane, nata alla fine dell’Ottocento e diventata in pochi decenni uno dei cani da famiglia più diffusi al mondo. Qui trovi da dove viene, com’è cambiato e perché oggi in Italia ne nascono meno della metà rispetto a dieci anni fa.

Sommario

Da dove viene il Boxer

Boxer in piedi su un prato

Il nome ufficiale della razza dice già la nazionalità: Deutscher Boxer, cioè Boxer tedesco. La sua origine è la Germania di fine Ottocento, e i suoi antenati sono i vecchi cani da presa tedeschi di tipo Bullenbeisser, oggi scomparsi, incrociati con bulldog di importazione inglese.

Il Bullenbeisser era un cane da caccia grossa e da macellaio, usato per tenere ferma la selvaggina e il bestiame. Da lì derivano la struttura potente e la mascella del Boxer, che ha una chiusura particolare, con la mandibola più avanzata della mascella: serviva esattamente a quello, tenere la presa continuando a respirare.

Il club di razza tedesco nasce alla fine dell’Ottocento e da subito la selezione va in una direzione precisa, che si legge ancora nello standard di oggi: il carattere è della massima importanza. È il motivo per cui il Boxer, pur venendo da cani da presa, è diventato uno dei cani di famiglia più affidabili che esistano.

Un cane che ha cambiato mestiere

Il Boxer è una delle poche razze ad aver fatto tre lavori diversi in poco più di un secolo. È nato come discendente di cani da presa, è diventato uno dei primi cani da servizio moderni, ed è finito come cane da compagnia.

Boxer al lavoro con un figurante durante l addestramento

Il passaggio centrale è quello militare e di polizia: il Boxer fu una delle prime razze impiegate come cane da servizio in Germania, usata nelle due guerre mondiali come portaordini e cane da soccorso. Quel periodo ha fissato le caratteristiche che lo standard elenca ancora: saldo di nervi, facile da addestrare, impavido nelle situazioni difficili.

Ed è anche il motivo per cui il Boxer resta oggi una razza da utilità e difesa praticata in tutta Europa, come nella foto qui accanto: non è un cane da salotto riconvertito, è un cane da lavoro che ha scelto la famiglia.

La terza vita, quella che conosciamo tutti, comincia nel dopoguerra: il Boxer diventa il cane da famiglia per eccellenza, e per decenni è uno dei cani più diffusi in Italia.

Il Boxer oggi, e perché sta diminuendo

I numeri italiani raccontano un ridimensionamento importante. Nel 2015 in Italia sono stati iscritti 3.768 cuccioli di Boxer; nel 2024 sono stati 1.654. Un calo del 56% in nove anni.

Resta comunque una delle razze con più allevamenti in assoluto: 219 affissi con questa razza, il numero più alto fra tutte le razze che abbiamo raccontato finora, distribuiti in modo sorprendentemente omogeneo fra Lazio, Toscana, Lombardia e Veneto.

Sulle ragioni del calo si può solo ragionare. Una parte è la moda, che negli anni Duemila ha spostato l’attenzione su altre razze. Una parte, probabilmente, è la reputazione sanitaria: il Boxer ha una cardiopatia ereditaria nota e un’incidenza alta di tumori, e questo pesa nella scelta di chi si informa prima di prendere un cane.

Per la razza, però, un rientro dopo decenni di grande diffusione può essere una buona notizia, a una condizione: che chi resta a selezionare lo faccia guardando il cuore e non solo la testa.