Addestramento ed educazione del Pastore Svizzero Bianco
Facile da addestrare e sensibile: come si imposta e cosa gli serve
Il Pastore Svizzero Bianco è uno dei cani grandi più semplici da educare, e lo dice il suo stesso standard. Il punto non è farsi obbedire: è dargli abbastanza da fare e non tradire la sua sensibilità. Qui trovi come si imposta, come si gestisce la solitudine e quali attività gli calzano.
Sommario
Come si addestra un Pastore Svizzero Bianco

Lo standard usa due espressioni che nell’addestramento fanno tutta la differenza: facilmente addestrabile e cane da lavoro e da sport gioioso che apprende con facilità. Non è marketing: questa razza impara in fretta e ha voglia di lavorare con te.
Quello che serve è il rinforzo positivo e basta. Con un cane così sensibile i metodi coercitivi non solo sono inutili, sono controproducenti: ottengono un cane che si spegne, che smette di proporre e che comincia a lavorare per evitare guai invece che per fare bene. Ed è un peccato, perché la parte migliore di lui è proprio l’iniziativa.
La socializzazione è meno drammatica che in altri pastori, perché la socievolezza è scritta nello standard e la selezione la protegge: fra i difetti eliminatori ci sono l’ansietà e la paura estrema. Resta comunque il lavoro da fare nelle prime sedici settimane, come per ogni cane.
La cosa su cui ha senso insistere è l’autocontrollo. Un cane grande, entusiasta e affezionato che non ha mai imparato ad aspettare diventa un cane che salta addosso alle persone per affetto, e a trentacinque chili non è più simpatico. Si costruisce con esercizi banali fin da cucciolo.
La solitudine, che è il vero tema di questa razza
Se c’è una cosa da sapere prima di prendere un Pastore Svizzero Bianco è questa: lo standard parla di attaccamento al suo conduttore, e quella parola va presa alla lettera. È un cane che vive in funzione della sua persona.
La conseguenza è che mal sopporta di restare solo, e non nel senso generico in cui lo si dice di tutti i cani. Un Pastore Svizzero Bianco lasciato otto o dieci ore al giorno sviluppa con facilità ansia da separazione vera, con abbai, distruzioni e uno stato di stress che si vede anche fisicamente.
Il lavoro va fatto da subito e con gradualità: assenze brevissime che si allungano poco alla volta, uscite e rientri senza cerimonie, un posto suo dove stare tranquillo, e qualcosa da fare mentre non ci sei. Se la tua giornata prevede dieci ore fuori casa senza nessuno, però, la soluzione non è una tecnica: è un’altra razza.
Le attività giuste per un Pastore Svizzero Bianco
Lo standard dice che è impiegabile in molteplici discipline, e per una volta è una descrizione precisa. Questo cane si presta praticamente a tutto quello che si fa con un pastore, con l’unica differenza che lo fa con più allegria e meno intensità.

La strada più naturale è l’obedience, dove la sua voglia di collaborare si vede, seguita dal dog dance, dall’agility e dalla nose work. Ma la vocazione in cui questa razza si è fatta un nome è un’altra, ed è quella della ricerca: soccorso su macerie, ricerca in superficie e, come nella foto qui accanto, ricerca su valanga.
Ha senso: serve un cane grande abbastanza da lavorare in ambienti difficili, socievole con gli sconosciuti che deve trovare, resistente al freddo e totalmente concentrato sul conduttore. È il suo identikit. E la pettorina bianca sulla neve, va detto, si vede benissimo.
Per chi non vuole una disciplina strutturata, il dog trekking resta la scelta più semplice: un doppio mantello e trentacinque chili di muscoli sono fatti per camminare tutto il giorno. Come per tutti i cani grandi, fino ai dodici o quattordici mesi il movimento va controllato: niente salti ripetuti né lunghe corse su asfalto.

