Storia ed origine del Berger Picard

Una razza incerta perfino del proprio nome, e un film che l’ha salvata dall’oblio

La storia del Berger Picard comincia con un’ammissione che in uno standard FCI non si legge quasi mai: non è affatto sicuro che questo cane venga dalla Piccardia. Qui trovi le tappe vere, la lunga stagione in cui la razza è rimasta ferma e l’episodio hollywoodiano che l’ha fatta conoscere al mondo.

Sommario

Da dove viene il Berger Picard

Berger Picard dal mantello grigio presentato al guinzaglio

Il sommario storico dello standard parla di origini antichissime e poi frena subito, con una prudenza che fa onore a chi lo ha scritto: non è certo che questo pastore provenga proprio dalla Piccardia. Cani da pastore e bovari dal pelo duro erano tipici in tutta l’Europa nord-occidentale, e questo è uno dei tanti.

La prima data verificabile è il 1863, e racconta una scena che oggi sembra assurda: in esposizione, i primi Pastori di Piccardia venivano giudicati nella stessa classe dei Pastori della Beauce e di quelli della Brie. Tre razze che oggi nessuno confonderebbe erano, per i giudici dell’epoca, varianti dello stesso cane da pastore francese.

Ci sono voluti trentacinque anni perché la situazione si chiarisse: solo nel 1898 diventò evidente che il Pastore di Piccardia era una razza a sé stante. Nel 1922 Paul Megnin elaborò un primo standard, e nel 1925 la razza fu riconosciuta ufficialmente.

AnnoCosa succede
1863I primi Pastori di Picardia sono giudicati in esposizione nella stessa classe dei Pastori della Beauce e della Brie
1898Diventa evidente che il Pastore di Picardia e una razza a se stante
1922Paul Megnin elabora un primo standard
1925La razza e riconosciuta ufficialmente
fino al 1945Situazione di stallo: la razza resta ferma fino alla seconda guerra mondiale
1955Robert Montenot fonda il club Les Amis Du Berger Picard
1959Il club e riconosciuto in via definitiva
1964La SCC approva un nuovo standard di razza
2005Il film Because of Winn-Dixie fa conoscere la razza negli Stati Uniti

Come è stata salvata la razza

Dopo il riconoscimento del 1925 la razza è rimasta ferma. Lo standard usa proprio questa espressione, una situazione di stallo, e la fa durare fino alla seconda guerra mondiale. Un riconoscimento ufficiale, e poi vent’anni in cui non succede niente.

Berger Picard fulvo presentato in stand su un prato verde

Il rilancio arriva dopo, e arriva dal basso. Alcuni amatori che volevano salvare la razza cominciarono a cercare in Piccardia, alla fonte, i soggetti più tipici da usare in allevamento: non nei canili delle esposizioni, ma nelle fattorie, dove i cani erano rimasti.

Ci vollero ancora anni perché il club di razza ottenesse il riconoscimento. Il momento decisivo è il 1955, quando Robert Montenot, cinofilo di peso, fondò il club Les Amis Du Berger Picard. Il club fu riconosciuto in via definitiva nel 1959 e nel 1964 un nuovo standard fu approvato dalla Société Centrale Canine.

Lo standard che leggiamo oggi è stato scritto dal presidente del club J.C. Larive con il suo consiglio e la collaborazione di R. Triquet, uno dei nomi più noti della cinofilia francese. È il motivo per cui questo documento è scritto meglio della media, compresa quella frase onesta sull’origine incerta.

Il cane di Winn-Dixie

Nel 2005 esce nelle sale Because of Winn-Dixie, tratto dal romanzo per ragazzi di Kate DiCamillo, e il cane protagonista, quello che dà il titolo al film, è un Berger Picard. Fino a quel momento negli Stati Uniti la razza era praticamente sconosciuta.

Come succede sempre al cinema, il cane non era uno solo: l’addestratore Mark Forbes aveva cinque Picard a disposizione e tre di loro sono finiti nel film. La scelta della razza non fu casuale, ed è la cosa più interessante della storia: cercavano un cane dall’aspetto rustico e spettinato, che sembrasse un randagio con un carattere. Il Berger Picard era perfetto perché lo standard chiede esattamente quello.

È un episodio da raccontare perché le mode cinematografiche di solito fanno danni enormi alle razze, come è successo ai Dalmata dopo La carica dei 101. Qui è andata diversamente: la razza era così rara e così difficile da trovare che l’ondata non è mai arrivata, e il Berger Picard ne è uscito semplicemente un po’ più conosciuto e per niente rovinato.