Allevamento del Beagle-Harrier
Quattro allevamenti con affisso ma 865 cani in dieci anni: come si spiega
I numeri del Beagle-Harrier in Italia raccontano una cosa da spiegare, perché sembra una contraddizione: 865 cuccioli iscritti negli ultimi dieci anni ma soltanto quattro allevamenti con affisso ENCI. Qui trovi perché, dove si cerca e cosa chiedere.
Sommario
Quanto costa un cucciolo di Beagle-Harrier
Un cucciolo con pedigree ENCI costa fra i 700 e i 1.100 euro. È una forbice da cane da lavoro, più bassa di quella delle razze da compagnia, e il motivo è semplice: qui non c’è un mercato da esposizione che gonfia i prezzi, ci sono cacciatori che vendono cuccioli ad altri cacciatori.
Proprio per questo il prezzo, in questa razza, dice poco: quello che conta è come è cresciuta la cucciolata nelle prime otto settimane e cosa fanno i genitori. Una cucciolata nata in un canile da caccia ben tenuto vale più di una pagata il doppio senza sapere niente della madre. E se trovi un Beagle-Harrier disponibile subito a prezzo alto, con quattro affissi in tutta Italia, la prima cosa da fare è chiedere il pedigree.
Dove nascono i Beagle-Harrier in Italia

Ottocentosessantacinque cani in dieci anni sono una media di ottantasei l’anno, che da quattro allevamenti soli non tornerebbe. La spiegazione sta in una cosa che riguarda tutte le razze da caccia: moltissime cucciolate sono registrate da cacciatori privati che non hanno un affisso, cioè non sono allevatori nel senso formale del termine, ma iscrivono regolarmente i loro cuccioli al libro genealogico.
Per chi cerca un cucciolo questo cambia il metodo: non basta consultare l’elenco degli affissi, conviene passare dalle associazioni venatorie e dai club di razza, che sanno chi ha cucciolate in arrivo. I quattro affissi ufficiali sono in Lombardia, Sicilia, Campania e Umbria.
Cosa chiedere all’allevatore prima di firmare
La lista è quella di un segugio di taglia media, e non è lunga: la radiografia dell’anca dei genitori, un controllo sulle orecchie e la solita richiesta di vedere la madre insieme ai cuccioli. Nessun test genetico specifico di razza è richiesto, perché non ci sono patologie ereditarie documentate con un test dedicato.

La domanda che su questa razza conta più delle altre è però un’altra, ed è quella che si fa a chi alleva cani da lavoro: che uso fanno dei loro cani? Un allevatore o un cacciatore che porta i suoi Beagle-Harrier sul campo ti dirà cose sul carattere e sul temperamento che nessuna scheda può darti, e soprattutto ti dirà onestamente se il tuo contesto è adatto.
E conviene dirlo esplicitamente: se non cacci e non hai la possibilità di far correre e annusare questo cane ogni giorno, il consiglio onesto è di guardare un’altra razza. Il Beagle, che gli somiglia e ha bisogni più contenuti, è in Italia molto più facile da trovare e da gestire.

