Storia ed origine dell’Australian Terrier

I terrier della Tasmania, il primato australiano e la parentela col Silky

L’Australian Terrier ha un primato che lo standard FCI rivendica esplicitamente: è la prima razza sviluppata in Australia. Non la prima razza australiana famosa, la prima in assoluto. Qui trovi da quali cani britannici è nato, dove esattamente è stato messo insieme, e come si intreccia con la storia dell’altro terrier australiano.

Sommario

Terrier britannici in un continente nuovo

Australian Terrier in un grande prato con gli alberi sullo sfondo

Lo standard mette la questione in due frasi: pur essendo stato allevato da antenati britannici, questa è una delle poche razze del gruppo Terrier sviluppata al di fuori della Gran Bretagna, ed è anche la prima razza che può vantare di essere stata sviluppata in Australia. Per un paese che oggi ha il Cattle Dog, il Kelpie e il Silky, quel primato è di questo cane.

I coloni portarono con sé i terrier che avevano, e nel nuovo continente quei cani si trovarono a fare un mestiere diverso e più duro: tenere lontani i roditori e i serpenti dalle fattorie isolate, fare la guardia, sopravvivere al caldo e alle distanze. Lo standard riassume l’utilizzazione con una frase che vale una fotografia: uno dei più piccoli terrier da lavoro, allevato come aiutante e compagno in tempi difficili e terreni impraticabili.

La Tasmania, Campbelltown e Ross

Lo standard scende in un dettaglio geografico insolito. All’inizio del XIX secolo, attorno alle località di Campbelltown e Ross, in Tasmania, alcuni coloni liberi allevarono terrier a pelo broken, cioè spezzato e ruvido, di colore bluastro con macchie focate. Quei cani, dice il testo, erano noti per il loro coraggio come cani da guardia e pesavano all’incirca dieci libbre, cioè quattro chili e mezzo.

Australian Terrier rosso di profilo al guinzaglio

Da quella popolazione tasmaniana, insieme ad altri cani del Nuovo Galles del Sud e di Victoria, vengono tutti e due i terrier australiani: questo e l’Australian Silky Terrier. È il motivo per cui le loro due storie non si possono raccontare separate, e per cui da cucciolo si somigliano parecchio più di quanto si somiglino da adulti.

Sulle razze britanniche che stanno all’origine di quel tipo lo standard fa tre nomi precisi: Skye Terrier, Scottish Terrier, che all’epoca si chiamava Aberdeen, e Dandie Dinmont Terrier. E aggiunge che per un certo periodo la razza venne incrociata anche con lo Yorkshire Terrier.

Due strade dalla stessa radice

Un Australian Terrier e un Cairn Terrier che corrono insieme in un campo

Il bivio fra i due terrier australiani è tutto nel pelo. Chi voleva un cane da fattoria resistente ha tenuto il mantello ruvido e ne ha fatto l’Australian Terrier. Chi voleva un cane elegante ha spinto verso lo Yorkshire e ha ottenuto il pelo serico del Silky.

Il risultato, un secolo dopo, è che le due razze hanno destini molto diversi. Il Silky ha avuto un po’ di fortuna commerciale grazie alla somiglianza con lo Yorkshire; l’Australian Terrier è rimasto un cane per intenditori, apprezzatissimo dove lo conoscono e quasi invisibile altrove. In Italia quel quasi si può togliere: negli ultimi dieci anni ne risultano iscritti due.

Conviene aggiungere una nota su un altro parente che si vede spesso accostato a questa razza, il Cairn Terrier della foto qui accanto: non è fra gli antenati dichiarati dallo standard, ma appartiene alla stessa famiglia scozzese di terrier ruvidi da cui vengono lo Skye e lo Scottish, e la somiglianza di tipo si vede bene.