Addestramento ed educazione dell’Australian Kelpie
Quanta energia serve smaltire, come si canalizza l’istinto e quali sport funzionano
Addestrare un Australian Kelpie è facile: è uno dei cani che imparano più in fretta in assoluto, ed è di carattere morbido, quindi non ti tiene testa. Il difficile è un’altra cosa, ed è tenere il passo. Qui trovi quanta attività serve, come si lavora sull’istinto di conduzione senza reprimerlo, quali sport gli calzano e gli errori che con questa razza si pagano cari.
Sommario
Quanta attività serve a un Kelpie

Partiamo dal riferimento vero: in Australia un kelpie da lavoro copre decine di chilometri al giorno, per settimane di fila, e la sera è ancora in piedi. Quello è il cane che è stato selezionato. Tradotto in una vita europea normale, significa che il minimo sindacale non è una passeggiata lunga: è due sessioni al giorno di movimento vero più un lavoro mentale strutturato.
E vale, ancora più che per altre razze, l’avvertenza sulla corsa fine a sé stessa: un Kelpie allenato solo a correre diventa un atleta che ha bisogno di correre sempre di più, e non arrivi mai in fondo. Quello che lo appaga è avere un compito con un inizio e una fine. Dieci minuti di lavoro di naso ben fatto, o cinque ripetizioni di un esercizio nuovo, lo spengono meglio di un’ora di palla. E insegnargli a stare fermo quando non c’è niente da fare è un esercizio a tutti gli effetti, da allenare come gli altri.
Come si gestisce l’istinto di conduzione
L’istinto c’è, è forte, ed è la cosa più bella e più scomoda di questo cane. Si riconosce da quel modo di fissare, abbassarsi e muoversi ad arco che i cani da pastore hanno nel sangue. In assenza di pecore, il Kelpie prova a farlo con quello che trova: bambini che corrono, biciclette, automobili, ombre, riflessi di luce sul muro.

La strada giusta non è reprimerlo, perché reprimere un istinto così radicato produce solo frustrazione. È dargli un canale legittimo e mettere l’inizio e la fine sotto il tuo controllo. Un gioco di conduzione con la palla grande, il treibball, un lavoro di riporto strutturato: gli dici tu quando comincia e quando finisce. Un capitolo a parte meritano le ombre e le luci: se vedi il cucciolo fissare il riflesso del sole sul pavimento e provare a bloccarlo, intervieni subito distraendolo e aumentando le attività vere. Quel comportamento lì, in questa razza, può diventare un disturbo compulsivo serio, ed è molto più facile prevenirlo che curarlo.
Gli sport giusti per un Kelpie
La prima scelta, se ne hai la possibilità, è il lavoro su gregge: in Italia esistono centri di conduzione e la razza è ammessa alle prove di lavoro, tanto che lo standard FCI la classifica proprio come razza con prova di lavoro. Non serve possedere delle pecore, servono un centro e la voglia di andarci. Vedere un Kelpie davanti al gregge la prima volta spiega la razza meglio di qualsiasi articolo.
Se il gregge non è un’opzione, l’agility è casa sua: leggero, velocissimo, con un baricentro basso e una capacità di cambiare direzione che pochi hanno. Funzionano altrettanto bene il treibball, che è conduzione tradotta in palestra, la nose work per la parte mentale, e il dog trekking, dove la sua resistenza diventa un vantaggio invece che un problema. Attenzione solo alla fase di crescita: è un cane che si spende senza risparmiarsi e non sa dosarsi, quindi i salti veri arrivano dopo la chiusura delle articolazioni.
Gli errori che si fanno con questa razza
Il primo, di gran lunga il più comune, è prenderlo senza avere un piano. Non è un cane che si adatta: è un cane che aspetta istruzioni, e se non arrivano se le dà da solo. Il secondo è compensare con il cibo o con le coccole quello che manca in attività, che con un Kelpie non funziona per niente, perché lui non chiede affetto, chiede lavoro.
Il terzo è trattarlo come un cane duro. Lo standard dice mite e docile, e lo è sul serio: alzare la voce o usare metodi coercitivi con un Kelpie ottiene un cane che si spegne e smette di proporre, che è esattamente il contrario di quello che vuoi da una razza che dà il meglio quando pensa. E il quarto, il più sottile: sottovalutare la testa. Un Kelpie stanco nel corpo ma non nella mente è ancora un problema; un Kelpie stanco nella mente si addormenta anche se ha camminato poco.

