Martedì 1° settembre i vigili del fuoco volontari di Canazei sono saliti sul sentiero del Viel dal Pan, la cengia panoramica che dal passo Pordoi guarda la Marmolada, per un cane che non camminava più. Un bulldog inglese, come si vede nelle foto pubblicate dal distaccamento, era partito con il proprietario e a un certo punto si era fermato, sfinito; l’uomo non riusciva a riportarlo giù da solo e ha chiamato il 112. I volontari lo hanno sistemato su una portantina e lo hanno portato a valle, sotto il sole, con il Sella sullo sfondo. Il proprietario li ha ringraziati. Il cane è tornato a valle senza fare un passo in più.
Nel post su Facebook con cui hanno raccontato l’intervento, ripreso da TrentoToday, i vigili si sono fatti da soli la domanda che sarebbe arrivata dai commenti: «È giusto o non è giusto intervenire in situazioni come questa? Non sta a noi dirlo. Noi, però, siamo abituati a non dire mai di no quando qualcuno ha bisogno di aiuto, anche quando quel qualcuno ha quattro zampe».
Il Viel dal Pan è un sentiero adatto ai cani?
Il Viel dal Pan è una passeggiata, per le persone. Il sentiero 601 parte dal passo Pordoi e in un’ora e mezza arriva al rifugio omonimo con duecento metri di dislivello, su un tracciato largo, a mezza costa, che le guide consigliano alle famiglie con bambini. Per un cane cambiano cose che sul cartello non ci sono.
Quanto rischia un bulldog con il caldo e lo sforzo?
Il bulldog inglese ha il cranio corto e le vie aeree strette: il modo in cui un cane si raffredda, ansimando, in lui funziona a metà. Sotto sforzo il debito si accumula in fretta. È misurato. Nel 2020 un gruppo del Royal Veterinary College ha passato le cartelle di 905.543 cani seguiti dai veterinari inglesi nel 2016 e ha contato 395 casi di malattia da calore, con una mortalità del 14,2 per cento. Poi ha guardato quali razze finivano in ambulatorio più spesso del labrador, preso come riferimento.
Presi tutti insieme, i cani brachicefali avevano il doppio delle probabilità dei cani con il muso normale, e i cani sopra il peso medio della loro razza una volta e mezza quelle dei più magri. Lo stesso gruppo, in un secondo lavoro sugli stessi dati, ha guardato cosa aveva scatenato i casi: il 74,2 per cento era colpa dello sforzo fisico, una passeggiata o una corsa, non dell’auto parcheggiata al sole. Il titolo dell’articolo lo dice da solo: i cani non muoiono solo nelle macchine calde.
Come si riconosce un cane che sta andando in sofferenza per il caldo e cosa si fa nei primi minuti lo abbiamo scritto nel pezzo sul cane che ha caldo; sulla respirazione del bulldog inglese e sui suoi limiti c’è la scheda della razza.
Si può portare un bulldog in montagna?
Sì, a certe condizioni: al fresco, presto la mattina, su tratti corti e con l’acqua in tasca, e con una regola che vale per qualunque cane pesante: non si porta dove non lo si riesce a riportare in braccio. A 2.400 metri, a mezzogiorno, su una cengia senza ombra, sei chilometri per un cane che respira così sono una gara di resistenza. Martedì è finita bene perché a Canazei c’era chi ha detto di sì. Non è detto che vada sempre così e non è quello il piano B su cui costruire la gita.
Fonti: post dei Vigili del fuoco volontari di Canazei dell’1 settembre 2026, ripreso da TrentoToday e SciMarche il 2 settembre 2026; Hall E.J., Carter A.J., O’Neill D.G., Incidence and risk factors for heat-related illness (heatstroke) in UK dogs under primary veterinary care in 2016, Scientific Reports 10, 2020; Hall E.J., Carter A.J., O’Neill D.G., Dogs Don’t Die Just in Hot Cars, Animals 10(8), 2020; quote e tempi del sentiero 601 dalle guide escursionistiche del passo Pordoi.





