Addestramento ed educazione della Yakutskaya Laika

Traino, richiamo, caldo e le attività di un cane da slitta artico

Con un cane da slitta il lavoro educativo non è la sottomissione: è dargli il lavoro per cui è fatto e costruire un richiamo che regga. La Yakutskaya Laika, in più, è anche un cane da caccia, e questo raddoppia il capitolo del richiamo.

In questa pagina: quanto movimento serve, come si gestiscono richiamo e caldo, cosa fare da cucciolo e quali attività le calzano.

Sommario

Di quanto movimento ha bisogno

Muta di Yakutskaya Laika in corsa sulla neve con le scarpette da lavoro

Almeno due ore al giorno, e non due ore di guinzaglio corto. È un cane da slitta riconosciuto con prova di lavoro, e lo standard descrive andature veloci ed elastiche: trotto sostenuto e galoppo.

Il movimento che le serve è quello in cui tira. Un cane costruito per il traino, se non traina mai, resta con un motore acceso e nessuna marcia da inserire: canicross, bikejoring, dog scootering e, dove si può, la slitta.

Il freddo non esiste, per questo cane. Il doppio pelo con quel sottopelo, la criniera e il pelo fra le dita sono la stessa attrezzatura con cui i suoi antenati lavoravano a quaranta gradi sotto zero.

Il caldo, invece, è il vero capitolo, e conviene ripeterlo qui perché riguarda l’attività: da maggio a settembre, in Italia, si esce all’alba e dopo il tramonto, si porta acqua e non si fa sport nelle ore centrali. E non si tosa mai: il pelo doppio isola anche dal caldo, e toglierlo peggiora le cose.

Oltre al corpo serve la testa. È un cane sveglio e da lavoro: il naso e i giochi di attivazione sono un buon modo per riempire i giorni in cui non si può uscire molto.

Il richiamo, la muta e la recinzione

Sono i tre capitoli pratici di questa razza, e vengono tutti e tre dal suo doppio mestiere.

Il richiamo è il primo e il più importante. Lo standard non la definisce solo cane da slitta: la definisce cane da caccia. Un cane con un istinto predatorio vero, quando parte, va lontano e non vi sente. Si costruisce da cucciolo, in campo recintato, con rinforzi che valgano più di un capriolo, e si accetta che la libertà totale in un bosco pieno di selvatico non sia una scelta furba.

La recinzione è il secondo. I cani nordici scavano e si arrampicano, e un cane da slitta annoiato in giardino considera il recinto un problema da risolvere. Va alta, va senza appigli e va interrata alla base.

Il terzo è il fatto che sia un cane da muta, e questa è una buona notizia. Con gli altri cani se la cava molto meglio della media, e in casa sta volentieri con un compagno. La socializzazione resta comunque da fare, ma si parte da una base favorevole.

Sul metodo: rinforzo positivo e nessuna prova di forza. Lo standard la descrive vicina all’uomo, amichevole e socievole, ed è la leva giusta. Quello che non funziona è chiedere obbedienza formale fine a se stessa: è un cane che collabora se il lavoro ha un senso.

Sulla voce: come tutti i nordici, comunica parecchio, e non sempre abbaiando. L’ululato fa parte del pacchetto, e in condominio va messo in conto.

Come si imposta un cucciolo

Due Yakutskaya Laika presentate una accanto all'altra su un ring di esposizione

Con un cane da slitta i primi mesi servono a costruire due cose: il rapporto e le abitudini che poi useranno tutta la vita.

Il richiamo, dal primo giorno e sempre come una cosa che conviene. È la voce numero uno e non ha rivali.

Il mondo, presto. Non è un cane diffidente, ma un cucciolo che non vede niente fa fatica come tutti gli altri.

La pettorina, presto e con calma. Se pensate di fare traino, l’abitudine alla pettorina e alla linea di traino si costruisce da cucciolo, molto prima di attaccarci qualcosa.

La solitudine, gradualmente. Viene da una vita in muta e da una convivenza stretta con le persone: da sola, se non ci è abituata, sta male e lo dice.

La crescita, senza forzature. È un cane da lavoro e la tentazione di farlo correre presto è forte, ma il traino vero comincia dopo che le articolazioni hanno finito di formarsi.

Le attività adatte alla Yakutskaya Laika

Muta di Yakutskaya Laika che traina una slitta sulla neve con il conduttore

Qui non c’è molto da discutere: è un cane da slitta, e le attività migliori sono quelle in cui tira. Il resto viene dopo.

Lo sleddog è il suo mestiere. In Italia si pratica soprattutto sulla neve in inverno e su terra il resto dell’anno, ed è la cosa che rende felice questo cane più di ogni altra.

Il bikejoring e il dog scootering sono la versione praticabile tutto l’anno: stesso lavoro, stesso principio, senza bisogno della neve.

Il canicross è la porta d’ingresso più semplice, e serve anche a costruire il rapporto di lavoro fra te e il cane.

Il dog trekking è l’alternativa per chi non corre: cammina per ore, il terreno difficile non la spaventa e la resistenza è quella che è.

Il nose work merita una menzione proprio perché è anche un cane da caccia: dà un lavoro alla testa nei mesi in cui il caldo limita tutto il resto.

Da evitare: qualsiasi attività intensa nelle ore calde, e le discipline di obbedienza formale fine a se stessa, che con un cane da slitta non vanno lontano.