Addestramento ed educazione del Tornjak

Come si lavora con un cane da guardiania che lo standard chiama facile da addestrare

Lo standard scrive che il Tornjak impara in fretta, ricorda a lungo ed è facile da addestrare. Sono parole vere, ma vanno lette con la testa di chi conosce i cani da guardiania: facile da addestrare non vuol dire disposto a fare qualsiasi cosa.

In questa pagina: quanto movimento serve, come si gestisce la guardia, cosa fare da cucciolo e quali attività hanno senso.

Sommario

Di quanto movimento ha bisogno

Tornjak bianco e nero che cammina nell'acqua bassa in riva a un lago

Meno di quanto pensereste guardandolo, e in un modo diverso da quello che immaginate. Un cane da guardiania non lavora correndo: lavora stando, e poi si muove tutto insieme quando serve.

Nella pratica servono un’ora e mezza o due al giorno di camminate, meglio se lunghe e tranquille. Lo standard lo definisce un trottatore: è un cane da distanza, non da velocità.

Quello che gli serve molto di più del chilometraggio è lo spazio. Un Tornjak con un terreno da girare si autoregola, e passa gran parte della giornata a controllare i confini. Un Tornjak in un giardino di duecento metri quadri non ha niente da controllare, e questo è l’inizio dei problemi.

Il clima non è un problema in inverno: doppio pelo lungo con sottopelo lanoso, questo cane in montagna d’inverno sta benissimo. In estate va gestito con ombra, acqua e uscite presto e tardi.

Nei primi due anni le articolazioni vanno risparmiate: è un cane che arriva a quaranta o cinquanta chili, e le corse lunghe e i salti da cucciolo si pagano dopo.

La guardia, gli estranei e il metodo

Tornjak bianco e nero fermo su una riva ghiacciata al tramonto, in controluce

È il capitolo centrale, e il punto di partenza è accettare una cosa: l’istinto di guardia non si toglie. Non è un difetto da correggere, è la ragione per cui questo cane esiste.

Il lavoro, quindi, non è spegnerlo ma metterlo sotto controllo. Significa costruire una regola semplice e sempre uguale: chi entra in casa lo presentate voi, e la decisione su chi sia un problema la prendi voi.

Questo si costruisce con la socializzazione, e su questa razza va fatta lunga: non tre mesi, ma tutto il primo anno e poi con manutenzione. Gente, contesti, altri cani, città. Un cane da guardiania che non ha mai visto niente considera minaccia tutto quello che non conosce.

Sul metodo: niente prove di forza. Lo standard lo descrive pieno di dignità e di sicurezza in se stesso, e un cane così non cede per intimidazione. Funziona la coerenza, funziona il rispetto, funziona il fatto che voi siate una presenza affidabile.

E qui torna quella frase dello standard, non si lascia corrompere. Vale anche per te: questo cane non si compra con i bocconcini. Li prende, e poi fa quello che ritiene giusto. La leva è il rapporto.

Un’ultima cosa pratica: la voce. I cani da guardiania abbaiano di notte, perché quello è il turno in cui il lavoro si fa. In una casa isolata è quello che vuoi. In una zona con vicini vicini, è una cosa da mettere in conto prima.

Come si imposta un cucciolo

Con un cane che arriverà a quaranta chili e a quel carattere, i primi mesi decidono i dodici anni successivi.

Il mondo, tutti i giorni. È la voce numero uno e non ha rivali. Un cucciolo di guardiania cresciuto solo in casa e in giardino diventa un adulto che non sa distinguere.

Il guinzaglio, prima che arrivino i chili. Un cucciolo di sei mesi che tira si gestisce; un adulto di quaranta chili che tira, molto meno.

Le regole sulla porta, da subito. Dove sta quando suona il campanello, dove sta quando entra qualcuno. Su questa razza è la regola più utile di tutte.

Il contatto fisico: farsi toccare dappertutto, farsi spazzolare, farsi guardare i denti. Un cane grande che non si lascia gestire dal veterinario è un problema serio.

La solitudine, gradualmente, e la crescita senza forzature: niente scale ripetute e niente corse lunghe finché non ha finito di crescere.

Le attività adatte al Tornjak

Non è un cane da sport cinofili, e forzarlo in quella direzione è il modo migliore per non ottenere niente. Ma non è nemmeno un cane che sta bene senza fare niente.

Il dog trekking è la sua attività naturale e la migliore in assoluto: cammina per ore, sui terreni difficili è a casa sua e la fatica non lo spaventa.

L’obedience di base ha senso non come sport ma come sicurezza: su un cane di questa mole, un richiamo affidabile e un resta solido valgono più di qualsiasi titolo.

Il nose work funziona bene come attività di testa nei mesi in cui si esce poco, e ha il pregio di stancarlo senza caricare le articolazioni.

Il lavoro vero, dove è possibile, resta la cosa migliore: se hai animali, questo cane fa il suo mestiere e non chiede altro.

Da evitare: agility e discipline di salto, per la mole; e tutto quello che eccita il conflitto, che su un cane da guardiania non serve e non aiuta.