Allevamento del Taiwan Dog

Zero nascite in Italia, e due strade vere per portarne a casa uno

In Italia di questa razza non è mai nato un cucciolo e non esiste nessun affisso. Non è una razza rara da noi: è una razza che non è mai arrivata.

In questa pagina: quanto costa, le due strade per averne uno, cosa dice la legge per portarlo dentro l’Unione europea e cosa chiedere prima di dire di sì.

Sommario

Quanto costa un cucciolo di Taiwan Dog

La risposta onesta è che non esiste un prezzo di mercato per questa razza, perché non esiste il mercato. Fuori da Taiwan si parla di poche decine di cani in tutta Europa.

A Taiwan i cuccioli con pedigree del Kennel Club of Taiwan ci sono, ma si trattano uno per uno con l’allevatore: non c’è un listino e il prezzo dipende dai titoli dei genitori, cosa che su una razza così piccola conta moltissimo.

La voce di spesa che pesa è un’altra ed è il viaggio: volo, trasportino a norma, certificati, spedizioniere. Fra tutto si superano di solito i mille euro, e sono soldi che non finiscono all’allevatore.

In Italia il prezzo non esiste per il motivo più semplice del mondo: nei registri dell’ENCI non risulta nessuna nascita di questa razza. Se trovi un annuncio italiano che vende cuccioli di Taiwan Dog, quasi certamente vi stanno vendendo un altro cane.

Il mantenimento, invece, è fra i più bassi che ci siano: quindici chili, pelo corto, niente toelettatura, nessuna esigenza alimentare particolare.

VoceQuanto
Cucciolo con pedigree KCT a TaiwanSi tratta con il singolo allevatore: non esiste un listino pubblico
Volo e pratiche di importazioneLa voce più pesante, spesso sopra i 1.000 euro
Test sierologico antirabbicoNon serve: Taiwan è un paese terzo elencato per la UE
Adozione da un canile taiwaneseContributo modesto, ma il trasporto resta a carico tuo
Cucciolo in ItaliaNon esiste: zero nascite registrate
Mantenimento mensileBasso: cane asciutto di 15 kg, pelo corto, niente toelettatura

Le due strade: allevatore a Taiwan o adozione

Su quasi tutte le razze consigliamo l’allevatore. Su questa la scelta è più aperta, e conviene spiegare perché.

La prima strada è un allevatore taiwanese con pedigree KCT. Ha senso se cerchi un cane prevedibile nel tipo e nel carattere, se vuoi fare esposizioni o se pensate di allevare. Richiede pazienza, un intermediario serio e la disponibilità a fare le cose per bene da lontano: video, documenti, una persona di fiducia che vada a vedere.

La seconda strada è l’adozione. A Taiwan esistono associazioni che ricollocano all’estero cani di tipo taiwanese, e sono cani che con questa razza condividono aspetto, indole e origine. Non avranno un pedigree, ma sono la stessa storia.

Detto in modo diretto: se vuoi questo tipo di cane, l’adozione è la scelta più sensata, più veloce e più giusta. Se vuoi questa razza con tutto quello che il pedigree comporta, allora la strada è Taiwan e il KCT.

Quello che non ha senso è cercarlo in Italia da un privato senza documenti. Con zero nascite registrate, ogni cucciolo italiano di Taiwan Dog è un cucciolo di cui non si sa niente.

Cosa serve per portarlo in Italia

È la parte che spaventa e che invece, in questo caso specifico, è più semplice del previsto.

Taiwan è un paese terzo elencato ai fini del movimento non commerciale degli animali da compagnia verso l’Unione europea. Lo è nell’allegato del regolamento di esecuzione UE 577/2013 e lo resta nella normativa entrata in applicazione il 21 aprile 2026.

Cosa cambia in pratica: non serve il test sierologico antirabbico, che è la trafila lunga e costosa richiesta per i paesi non elencati e che da sola allunga i tempi di tre mesi.

Serve invece il pacchetto standard: microchip identificativo, vaccinazione antirabbica valida fatta dopo il microchip, e il certificato sanitario ufficiale rilasciato dal veterinario pubblico del paese di origine nei dieci giorni prima della partenza.

Un dettaglio pratico che vale più di tutto il resto: fatti seguire da chi lo ha già fatto. Le associazioni che ricollocano cani da Taiwan conoscono le compagnie aeree, le stagioni in cui i voli accettano gli animali e i tempi reali delle pratiche.

Cosa chiedere e cosa guardare in una cucciolata

Taiwan Dog bianco in stand sul ring di una esposizione, muscolatura asciutta e ossatura leggera

Le domande da fare su questa razza non sono le stesse che si fanno su un Labrador, perché i problemi non sono gli stessi.

La prima domanda è la consanguineità, e su questa razza viene prima di tutto. La popolazione moderna con pedigree discende da 46 cani giudicati puri alla fine degli anni Settanta. Chiedi il coefficiente di consanguineità della cucciolata e guarda il pedigree su più generazioni: se gli stessi nomi tornano ovunque, è un’informazione.

La seconda riguarda i controlli. Non ci sono test genetici specifici di razza, perché non ci sono studi che li abbiano identificati. Restano quelli sensati per la taglia: radiografie dell’anca, controllo delle rotule e una visita oculistica dei riproduttori.

La terza è il carattere dei genitori. Lo standard squalifica il cane aggressivo o eccessivamente timido e mette la timidezza fra i difetti. Su una razza diffidente per natura, una madre che si nasconde in fondo al box è un segnale grosso.

Poi ci sono le cose da guardare con gli occhi, e sono quelle dello standard: orecchie erette, che se non stanno su squalificano; la coda a falce con la punta in avanti e non arrotolata sul dorso; il pelo corto, perché oltre i 4,5 centimetri è squalifica; occhi scuri a mandorla e non gialli.

E poi c’è la domanda che riguarda voi, e su questo cane pesa più del solito: hai due ore al giorno e un posto vero dove farlo muovere, per i prossimi tredici anni?