Carattere e descrizione dello Spaniel Tedesco
Il Deutscher Wachtelhund: aspetto, le due varietà di colore, carattere e salute
Lo Spaniel Tedesco, il Deutscher Wachtelhund, è un cane da cerca che i tedeschi allevano da più di un secolo con una regola sola: esclusivamente da cacciatori per cacciatori. Lo scrive il suo standard.
In questa pagina: com’è fatto, le due varietà di colore, il carattere e la salute.
Sommario
Lo Spaniel Tedesco in breve
Razza tedesca, gruppo 8 sezione 2 (cani da cerca), standard FCI 104, con prova di lavoro. Altezza 48-54 cm nei maschi e 45-52 nelle femmine, per 18-25 chili. Il pelo è lungo, forte e per lo più ondulato, e i colori sono divisi in due varietà: marrone pieno e roano. Lo standard lo definisce vivace, cacciatore appassionato, amichevole, sicuro, molto docile e adattabile, e precisa che la ferma non è mai stata cercata. Wachtel, in tedesco, vuol dire quaglia.
Com’è fatto uno Spaniel Tedesco

Lo standard lo descrive come un cane da cerca di taglia media, a pelo lungo, molto muscoloso, con testa nobile e ossatura forte. Nell’insieme più lungo che alto, ma senza mai sembrare alto sulle gambe.
Le misure sono 48-54 cm nei maschi e 45-52 nelle femmine, per 18-25 chili. Le proporzioni sono tre e sono numeri secchi: corpo e altezza stanno come 1,2 a 1, il torace è profondo la metà dell’altezza al garrese, e muso e cranio hanno la stessa lunghezza.
Sul tartufo c’è una frase che in oltre cento standard letti non avevamo mai trovato: il montonino abbellisce il cane. Cioè: la canna nasale leggermente convessa, che in molte razze è un difetto, qui è considerata un pregio estetico. È una piccola dichiarazione di gusto, e fa sorridere trovarla in un documento ufficiale.
Sui denti lo standard fa un’altra cosa insolita: riporta la formula dentaria completa dei quarantadue denti, disegnata come uno schema. È il modo tedesco di non lasciare spazio a interpretazioni.
Le orecchie sono attaccate alte e larghe, piatte, e c’è un test pratico per la loro lunghezza: porta in avanti, devono arrivare al tartufo.
I piedi hanno una descrizione tutta loro: devono essere a cucchiaio, e sia il piede di gatto sia quello di lepre sono indesiderabili.
Sulla coda, lo standard prevede l’amputazione di non più di un terzo nei primi tre giorni di vita, e aggiunge dove l’amputazione non è permessa, la coda può essere lasciata naturale. In Italia è vietata, quindi i cani nati da noi hanno la coda intera.
Il pelo è forte, aderente e per lo più ondulato, a volte riccio (lo standard usa la parola astrakhan), con sottopelo fitto. Sul collo c’è spesso una gorgiera, che il testo chiama jabot, e il pelo è denso anche fra le dita.
La testa e le orecchie

La testa di questo cane è quella che lo standard chiama nobile, e in effetti è la parte che si guarda per prima.
Il cranio è piatto e moderatamente largo, senza occipite marcato, e lo stop è appena accennato: è una testa lunga e pulita, senza salti.
Il muso deve restare largo in modo uniforme e arrotondarsi appena in punta: in nessun caso appuntito, dice il testo, e mai più corto del cranio.
Gli occhi sono marroni, il più scuri possibile, di media grandezza e leggermente obliqui, con le palpebre aderenti e nessuna terza palpebra a vista. Lo standard chiede perfino che ci sia il pelo sul bordo delle palpebre.
Le orecchie sono la parte più caratteristica: attaccate alte e larghe, piatte e senza torsioni, appese subito dietro l’occhio, coperte di pelo che scende oltre il bordo interno. Non devono essere spessi, carnosi o molli.
Su questi orecchie lo standard fa un’osservazione che riguarda la salute, e la vedremo meglio nel capitolo dedicato: fra i difetti c’è il condotto auricolare troppo stretto, con la motivazione scritta accanto: predisposizione ai problemi di orecchio.
Il collo è forte, con la nuca particolarmente muscolosa, e si innesta nel garrese con un angolo aperto. Nessuna giogaia.
Le due varietà di colore, e perché esistono
Qui c’è la cosa più interessante di tutta la razza, e non è una questione estetica: è una questione di genetica di popolazione.
Lo standard divide la razza in due varietà di colore. La prima è il marrone pieno, e più di rado il rosso in tutte le sue sfumature, spesso con un po’ di bianco o qualche picchiettatura su petto e dita.
La seconda è il roano marrone, più di rado roano rosso: peli colorati mescolati fittamente a peli bianchi, spesso con la testa marrone e macchie o una sella sul dorso. A questa varietà appartengono anche i pezzati a fondo bianco e il disegno che lo standard chiama tigre, in cui il bianco è spruzzato di ciuffi di pelo colorato.
In entrambe le varietà possono comparire le focature rosse, che in tedesco si chiamano Brand, sopra gli occhi, sul muso, sugli arti e attorno all’ano.
Ora la parte che conta. Le due varietà non sono tenute distinte per gusto: sono tenute distinte perché un uomo, quasi un secolo fa, ha capito una cosa. Lo racconteremo per bene nella pagina della storia, ma il punto è che le due linee di colore funzionano come due serbatoi di sangue non imparentato dentro una razza che era partita da pochissimi cani.
Un solo colore è vietato: il nero è un difetto squalificante.
Il carattere dello Spaniel Tedesco

Il capitolo del carattere di questo standard è fatto in un modo che non avevamo mai visto: prima una definizione, poi un elenco puntato di qualità di lavoro, come una scheda tecnica.
La definizione è questa: vivace, cacciatore appassionato, amichevole, sicuro, molto docile e adattabile, né nervoso né aggressivo.
Molto docile è la parola che conta per chi lo porta. Questo è un cane che lavora con l’uomo: lo standard specifica che lavora in modo indipendente ma sempre controllato, se addestrato e guidato come si deve.
Poi arriva l’elenco, e ogni riga dice qualcosa di preciso. Forte desiderio di trovare: è la cerca, il suo mestiere. Capace di prendere la traccia e di tenerla. Affidabile nel dare voce: questo cane parla quando trova, e per un cane da cerca è una qualità.
E ancora: naso fine; ama il riporto e il lavoro in acqua; duro con la selvaggina e con i nocivi; affidabile nel recupero del selvatico ferito e nel ritrovare il selvatico perduto.
L’elenco si chiude con una frase da leggere due volte: la caratteristica della ferma non è mai stata presa in considerazione da quando è iniziato l’allevamento. Non è un cane da ferma, e non lo è per scelta: è un cane che entra nel folto e caccia fuori la selvaggina.
Cosa significa tutto questo a casa. Significa un cane docile e affettuoso con i suoi, che non è nervoso e che con i bambini di famiglia se la cava bene. Ma significa anche un cane con una passione venatoria enorme, che dà voce e che con gatti e animali piccoli va gestito con prudenza vera: duro con i nocivi è scritto nello standard.
Da segnalare, infine, cosa mette lo standard fra le squalifiche: oltre all’aggressività e alla timidezza, ci sono il temperamento debole e la paura dello sparo o della selvaggina. In una razza allevata solo da cacciatori, un cane pauroso non è un cane della razza.
Quanto vive uno Spaniel Tedesco e di cosa si ammala
Vive 12-14 anni. Studi epidemiologici pubblicati sulla razza non ce ne sono, ma qui c’è una fonte che vale più di molte altre: lo standard stesso indica due punti deboli, e lo fa in modo esplicito.
Il primo sono le orecchie. Fra i difetti lo standard elenca il condotto auricolare troppo stretto, e accanto scrive il motivo fra parentesi: predisposizione ai problemi di orecchio. È raro che uno standard spieghi perché una cosa è un difetto, e quando lo fa vuol dire che il problema esiste.
In pratica: orecchie lunghe, pesanti, pelose e con il condotto stretto, su un cane che lavora nel folto e in acqua. Le otiti sono il problema numero uno di questa razza, e si tengono a bada solo con controllo e pulizia costanti.
Il secondo punto è ancora più interessante. Fra i difetti gravi lo standard scrive: problemi di pelle: dermatite, atopia. Un documento FCI che mette una malattia allergica fra i difetti gravi di una razza non è cosa comune, e per chi cerca un cucciolo è un’informazione preziosa: la predisposizione allergica in questa razza esiste, ed è una domanda da fare all’allevatore.
Il terzo punto sono gli occhi: entropion ed ectropion sono fra le squalifiche.
Per il resto ci sono le cose che vengono dal lavoro: ariste, spine, tagli, zecche, e il controllo quotidiano di dita, ascelle e orecchie.
C’è infine il tema di fondo, che è genetico. Lo standard scrive nero su bianco che la razza è partita da un pool genetico piccolo, e che le due linee di colore servono ancora oggi a mantenere sangue non imparentato. È il modo in cui questa razza si difende da sola.
A chi è adatto lo Spaniel Tedesco
Qui la risposta è più netta che in quasi tutte le altre razze, e la dà lo standard: questo cane è stato ed è tuttora allevato esclusivamente da cacciatori per cacciatori.
È adatto a chi caccia, e in particolare a chi caccia nel folto, nel bosco fitto e in acqua. In quel terreno non c’è cane che lo batta.
È adatto a chi cerca un cane polivalente: cerca, riporta, lavora in acqua e recupera il ferito.
È adatto a chi vuole un cane docile e collaborativo. In casa, finito il lavoro, è un cane tranquillo e affettuoso.
Non è adatto a chi non caccia. È l’unica razza di questo elenco per cui ce la sentiamo di dirlo così chiaramente: senza un lavoro vero, questo cane non sta bene, e nemmeno chi ci vive.
Non è adatto all’appartamento in città.
Non è adatto a chi ha gatti, conigli o galline senza pensarci: duro con i nocivi è nello standard.
Non è adatto a chi non sopporta un cane che dà voce.
E non è adatto a chi lo prende perché somiglia a un cocker. Somiglia, ma è un’altra cosa: è un cane che lavora sette ore in un rovo.




