Carattere e descrizione dello Schapendoes
Il cane da pastore olandese della brughiera: pelo, colori, carattere e salute
Lo Schapendoes è il cane da pastore dei Paesi Bassi, e il suo standard lo descrive con una formula che dice tutto: deve essere un vero cane da pastore nel carattere, nel corpo e nell’anima.
In questa pagina: com’è fatto, il pelo, i colori, quel carattere allegro che tutti gli riconoscono, la salute e a chi è adatto.
Sommario
Lo Schapendoes in breve
Razza olandese, gruppo 1 sezione 1 (cani da pastore), standard FCI 313, senza prova di lavoro. Altezza 43-50 cm nei maschi e 40-47 nelle femmine, per 12-20 chili circa. Pelo lungo e leggermente ondulato, almeno 7 cm sui posteriori, con ciuffo, baffi e barba. Tutti i colori sono ammessi, con preferenza per il grigio blu e il nero. Lo standard lo definisce intelligente, vigile, allegro, vivace, amichevole e saltatore notevole. In Italia sono nati 143 cuccioli in nove anni.
Com’è fatto uno Schapendoes

È un cane di taglia media e di costruzione leggera: 43-50 cm nei maschi e 40-47 nelle femmine, con un’ossatura che lo standard definisce fine, flessibile ed elastica.
Sotto tutto quel pelo, insomma, c’è un cane più piccolo e più asciutto di quanto sembri: il mantello lungo che sta staccato a ciuffi gli dà una circonferenza che non corrisponde al corpo, soprattutto sul posteriore.
Il formato è leggermente più lungo che alto, la linea dorsale è curva sopra un rene forte e muscoloso, e il ventre non è troppo retratto.
I piedi hanno una descrizione che sa di brughiera: piuttosto grandi, ovali ed elastici, con i cuscinetti spessi e molto pelo fra di essi. Gli speroni sono ammessi.
Ma la parte più bella dello standard è quella sul movimento: nel suo lavoro lo Schapendoes galoppa più che trottare, quindi l’andatura deve essere leggera ed elastica senza uso eccessivo di energia. Deve saltare bene e girare rapidamente.
L’aspetto generale lo riassume in tre parole che sono anche il complimento più bello che si possa fare a un cane da pastore: è un saltatore notevole.
La testa, gli occhi e la coda che fa da timone

La testa ha una descrizione onesta: il pelo abbondante la fa sembrare più grande e soprattutto più larga di quanto sia. Sotto, il cranio è quasi piatto con le arcate sopraccigliari ben marcate.
Gli occhi hanno un capitolo tutto loro e sono, dice lo standard, caratteristici della razza per forma, colore ed espressione. Sono grandi, rotondi e posti più sul davanti che ai lati della testa; il colore è marrone, e il testo aggiunge una precisazione insolita: non devono dare l’impressione di essere neri.
L’espressione la definisce con tre aggettivi che sembrano scritti da chi ci ha vissuto insieme: aperta, onesta e vivace.
Le orecchie sono attaccate piuttosto alte, non grandi e non carnose, e pendono staccate dalla testa, non aderenti. Sono ben frangiati e mobili, e non devono sporgere oltre il profilo del cranio.
E poi c’è la coda, che nello standard ha una descrizione lunga e affettuosa, perché il modo in cui il cane la porta è caratteristico della razza. A riposo pende; al trotto sale e oscilla leggermente curva da un lato all’altro; al galoppo è tesa dritta.
Il pezzo migliore è l’ultimo: quando salta, la coda funziona da timone. È una descrizione tecnica, ed è anche il motivo per cui non deve mai essere portata rigida sul dorso.
Il pelo dello Schapendoes
Il pelo è quello che si nota per primo, ed è anche il capitolo in cui lo standard è più preciso, perché la razza appartiene a una famiglia in cui il tipo di pelo cambia tutto.
È lungo, almeno 7 cm sui posteriori, folto e con un sottopelo sufficiente. Non è liscio ma leggermente ondulato, e qui arriva il divieto: il pelo decisamente riccio o crespo non è ammesso.
Sulla consistenza il testo è quasi ossessivo, ed è giusto che lo sia: il pelo deve essere fine e asciutto, ma soprattutto mai serico. Un pelo morbido e lucido, in questa razza, è un pelo sbagliato: in brughiera, sotto la pioggia, serve un mantello che protegga e non uno che si inzuppi.
Il risultato è un pelo che sta staccato a ciuffi e che fa sembrare il cane molto più voluminoso di quanto sia, specialmente dietro.
Sulla testa lo standard usa una parola che fa sorridere: lo Schapendoes ha un ciuffo imponente, baffi e barba. È quel ciuffo che gli copre gli occhi e che molti proprietari, in Italia, legano d’estate.
La manutenzione è meno impegnativa di quanto sembri: una spazzolata a settimana, di più durante la muta, e attenzione ai nodi dietro le orecchie e sotto le ascelle. Non si tosa e non si striglia: si spazzola.
I colori dello Schapendoes
Qui lo standard è di una semplicità disarmante: tutti i colori sono ammessi. La preferenza va al grigio blu e al nero.
Nella pratica quasi tutti gli Schapendoes che vedi sono nelle sfumature del grigio, dal quasi bianco al quasi nero, spesso con il bianco, ma un soggetto marrone o fulvo è altrettanto corretto.
Il grigio blu, che è la tonalità storica della razza, è un colore che cambia con l’età: molti cuccioli nascono quasi neri e schiariscono negli anni, con i peli chiari che si mescolano ai scuri.
Quello che conta, in questa razza, non è il colore ma la struttura del pelo: leggermente ondulato, asciutto e mai serico. È lì che lo standard mette i suoi paletti.
Il carattere dello Schapendoes

Il capitolo del comportamento è una fila di aggettivi, e sono tutti positivi: carattere attento e coraggioso. È intelligente, vigile, allegro, vivace, amichevole e di spirito alto. Verso le persone che conosce sviluppa grande affetto e lealtà.
Allegro è la parola che chi vive con questa razza usa per prima, e non è un caso che sia anche nello standard. Lo Schapendoes è un cane di buon umore, che affronta la giornata come se dovesse succedere qualcosa di bello.
Amichevole va letto insieme a vigile: segnala chi arriva, ma non è un cane da guardia e con gli ospiti fa festa. Chi cerca un guardiano deve guardare altrove.
La parte più interessante, però, sta nel capitolo sull’utilizzazione, dove lo standard chiede intelligenza e la capacità di agire da solo. È una richiesta precisa: nelle brughiere olandesi, in zone tranquille e solitarie, il cane doveva prendere decisioni senza aspettare ordini.
Tradotto in casa: è un cane sveglio che collabora volentieri, ma che ha anche idee sue. Non è un esecutore, è un collaboratore.
Con la famiglia è attaccatissimo, e lo standard lo dice con parole non banali, grande affetto e lealtà. Con i bambini funziona molto bene, perché è giocoso e paziente.
Con gli altri cani di solito va d’accordo. Con i gatti di casa convive, con la solita avvertenza che un cane da pastore ogni tanto prova a radunare qualcuno.
Il difetto da conoscere è quello di tutti i cani da pastore svegli: se si annoia, si organizza. E uno Schapendoes annoiato che è anche un saltatore notevole è un cane che scopre presto quanto è alto il tuo recinto.
Quanto vive uno Schapendoes e di cosa si ammala
È una razza rustica e longeva, con una vita media di 12-15 anni e senza esagerazioni morfologiche di nessun tipo. Ma ha una patologia genetica che va conosciuta, e che ha anche una storia interessante.
Si tratta di una forma di atrofia progressiva della retina, cioè la degenerazione lenta della retina che porta alla cecità. Nello Schapendoes è causata dal gene CCDC66, e la mutazione è l’inserzione di una singola base che manda il gene fuori uso.
La parte interessante è che quel gene è stato scoperto proprio studiando questa razza. Il lavoro dei ricercatori sullo Schapendoes ha identificato un gene fino ad allora sconosciuto, che è poi stato trovato coinvolto anche in altre razze.
Per chi cerca un cucciolo la conseguenza è semplice e bellissima: esiste il test del DNA, costa poco, e due genitori testati non possono produrre cuccioli malati. È la prima domanda da fare a un allevatore, prima ancora del prezzo.
Per il resto valgono i controlli di buon senso di un cane sportivo di quindici chili: anche e rotule.
L’unica manutenzione vera è il pelo: lungo, ondulato e con sottopelo, si infeltrisce se lo si trascura, soprattutto dietro le orecchie e sotto le ascelle. Una spazzolata a settimana risolve tutto.
Le orecchie, invece, sono meno problematici di quanto la frangia lasci pensare: lo standard chiede che pendano staccate dalla testa, quindi arieggiano.
A chi è adatto lo Schapendoes
È adatto alle famiglie che vogliono un cane allegro, di taglia gestibile e con una gran voglia di partecipare.
È adatto a chi fa sport con il cane, e in particolare a chi fa agility: un cane che lo standard definisce saltatore notevole nasce con un vantaggio.
È adatto a chi vive in campagna o comunque a chi può portarlo fuori tutti i giorni sul serio.
È adatto anche a chi vive in appartamento, a patto di dargli movimento e qualcosa da fare: non è un cane grande e in casa è tranquillo.
Non è adatto a chi cerca un cane da guardia: è amichevole con tutti, e va bene così.
Non è adatto a chi non vuole vedere pelo in giro. Non ne perde quanto un pastore tedesco, ma è un cane a pelo lungo e durante la muta si vede.
Non è adatto a chi lo lascia solo tutto il giorno: è attaccatissimo alla sua famiglia e la solitudine prolungata lo rende un altro cane.
E non è adatto a chi ha un recinto basso. Su questo lo standard è quasi divertito: è un saltatore notevole.




