Carattere e descrizione del Sabueso Fino Colombiano
La razza più nuova della FCI: varietà, colori, carattere e salute
Il Sabueso Fino Colombiano è la razza più recente di tutta la nomenclatura FCI: è stata accettata l’11 febbraio 2026, ed è la prima razza colombiana a ottenere il riconoscimento internazionale.
In questa pagina: le quattro varietà, com’è fatto, i colori, il carattere e la salute di un cane che fino a ieri era conosciuto solo nelle campagne della Colombia.
Sommario
Il Sabueso Fino Colombiano in breve
Razza colombiana, gruppo 6 sezione 1 (segugi), standard FCI 376, senza prova di lavoro. Esiste in due taglie, standard 45-50 cm e grande 51-58 cm, e in due tipi di pelo, corto e duro. I colori sono rosso, nero, marrone e grigio, con o senza bianco. Lo standard lo definisce testardo nella caccia, affettuoso in casa, e dice che eccelle come cane da compagnia. In Italia non esiste ancora.
Le quattro varietà del Sabueso Fino Colombiano

Prima di tutto il resto c’è una cosa da chiarire, perché è insolita: questa razza ha due taglie e due tipi di pelo, quindi quattro combinazioni possibili.
La varietà standard misura 45-50 cm per 15-25 chili, con una tolleranza di due centimetri in meno. La varietà grande misura 51-58 cm per 25-35 chili, con due centimetri di tolleranza in più.
Ognuna delle due esiste a pelo corto e a pelo duro. Il pelo corto è liscio e lucido; il pelo duro è uniforme, denso e ruvido, ha un sottopelo, una piccola barbetta sul muso e le sopracciglia folte.
Non è una divisione formale in quattro varietà da concorso: è il modo in cui lo standard fotografa una popolazione reale, fatta di cani da lavoro selezionati per due secoli su quello che facevano e non su come erano fatti.
Le due esagerazioni restano fuori: un pelo lanoso nella varietà a pelo duro è un difetto grave, e il pelo lungo è una squalifica.
Com’è fatto un Sabueso Fino Colombiano

Lo standard lo presenta con una formula che vale un ritratto: tipico segugio che urla, con orecchie lunghe e coda lunga, di proporzione rettangolare, cacciatore appassionato di notevole rusticità.
Il formato è rettangolare, con altezza e lunghezza che stanno come 10 a 11,5. Una proporzione quadrata è un difetto grave: questo deve restare un cane più lungo che alto.
C’è poi una proporzione che si trova raramente scritta e che è utilissima per giudicare un cane a occhio: la profondità del corpo, misurata dal garrese al gomito, deve essere uguale alla distanza fra il gomito e il terreno. Il cane, in altre parole, sta esattamente a metà.
La linea dorsale deve salire leggermente dal garrese alla groppa, e una linea orizzontale è un difetto grave. La groppa è inclinata di circa 30 gradi.
La coda è lunga e supera il garretto: in movimento si porta alta a sciabola oppure si agita orizzontalmente all’altezza della groppa, ma mai arrotolata. Lo standard mette fra i difetti gravi anche la coda annodata per vertebre deformate, che è un difetto genetico che nelle popolazioni rurali capita.
Il movimento è descritto come agile e senza sforzo, con un trotto sciolto e la linea dorsale che resta ferma.
La testa e le orecchie

La testa è rettangolare, con gli assi cranio-facciali leggermente divergenti e una cresta occipitale che lo standard vuole pronunciata: è il bernoccolo tipico dei segugi da traccia.
Le orecchie sono la firma della razza, come in tutti i segugi. Sono lunghi, pendenti, con o senza pieghe, attaccati all’altezza dell’angolo esterno dell’occhio o poco sotto, e con la punta arrotondata.
La misura è precisa: idealmente superano la lunghezza del muso, e come minimo devono arrivare alla punta del tartufo. Orecchie corte, che non ci arrivano, sono un difetto grave.
Gli occhi sono ovali e lo standard chiede un’espressione dolce. Sul colore è insolitamente permissivo: tutti i colori sono accettati, in armonia con il mantello. Le uniche esclusioni sono gli occhi blu e quelli di colore diverso fra loro, che sono squalifiche.
Il collo è forte e può avere qualche piccola piega alla gola, ma la giogaia eccessiva, le labbra molto pendule e le palpebre cadenti sono difetti gravi: questo non deve diventare un cane pesante e pieno di pelle.
I colori del Sabueso Fino Colombiano
Qui lo standard fa il contrario di quasi tutti gli altri: invece di elencare i colori ammessi uno per uno, apre. Vengono in una grande varietà di colori: rosso, nero, marrone e grigio, con o senza bianco, in diverse sfumature, disegni e combinazioni.
È la scelta tipica di una razza che nasce da una popolazione rurale vera: si fotografa quello che c’è, invece di restringere.
L’unica esclusione netta è il merle, che non è accettato ed è fra le squalifiche insieme all’albinismo. È una scelta che si vede sempre più spesso negli standard scritti negli ultimi anni, e ha una ragione sanitaria: l’accoppiamento fra due soggetti merle produce cuccioli con rischi documentati di sordità e anomalie oculari.
Per il resto, in questa razza il colore non è un criterio di selezione. Quello che conta è il naso, e i cacciatori colombiani hanno scelto i cani per quello per due secoli.
Il carattere del Sabueso Fino Colombiano

Il capitolo del comportamento sta in tre righe e le prime cinque parole sono perfette: testardo nella caccia, affettuoso in casa.
Poi il testo aggiunge una cosa che negli standard dei segugi non si legge quasi mai: questa razza eccelle come cane da compagnia. Non è una concessione di cortesia: è la descrizione di un cane che in Colombia vive nelle case e nei cortili delle famiglie contadine, non in canile.
E c’è la spiegazione tecnica della sua socievolezza, che è la stessa di tutti i cani da muta: per i suoi istinti di caccia è capace di vivere in gruppo con altri cani ed è amichevole con gli estranei.
Tradotto: non è un cane da guardia e non lo diventerà. Un segugio che diffida degli sconosciuti, in una battuta di caccia con dieci persone e venti cani, è un problema.
Testardo nella caccia è la parte da capire prima di prenderne uno. Su una traccia questo cane non molla, e non molla nemmeno se lo chiamate. Non è disobbedienza: è la dote per cui è stato selezionato.
L’aspetto generale aggiunge l’ultimo pezzo del ritratto con due parole: tipico segugio che urla. In caccia la voce è lo strumento con cui il cane dice al cacciatore dov’è. In un condominio è un’altra cosa.
Quanto vive un Sabueso Fino Colombiano e di cosa si ammala
La vita media è di 12-14 anni. Studi epidemiologici pubblicati non ce ne sono, e non è una sorpresa: questa razza è entrata nel circuito internazionale a febbraio 2026.
Quello che c’è, però, è più di quanto abbiano molte razze antiche: oltre dodici anni di censimenti, studi genetici e caratterizzazione, condotti da allevatori, etologi e dal gruppo di studio di genetica animale dell’Universidad Nacional de Colombia. Sono i lavori che hanno portato al riconoscimento FCI, e sono anche la base sanitaria della razza.
Per il resto valgono le cautele di tutti i segugi. Le orecchie lunghe, pesanti e chiuse sono il punto debole numero uno: vanno controllate e pulite dopo ogni uscita, sempre.
Gli occhi sono il secondo punto, e lo standard lo dice a modo suo mettendo entropion ed ectropion non fra i difetti ma fra le squalifiche. Quando uno standard nuovo è così severo, di solito è perché nella popolazione il problema si è visto.
Poi ci sono le cose del mestiere: ferite, spine e graffi in un cane che lavora nel folto, e il caldo, che questo cane regge bene perché viene dai tropici, ma che non lo rende immune al colpo di calore.
Una nota che riguarda l’Italia: un cane abituato al clima colombiano, portato qui, dovrebbe affrontare un inverno che non ha mai visto. Non è un problema insormontabile, ma è una cosa in più da mettere in conto.
A chi è adatto il Sabueso Fino Colombiano
È adatto a chi caccia, ed è quello che fa in Colombia da due secoli.
È adatto a chi può dargli chilometri e lavoro di naso tutti i giorni. La parte di naso non è un extra: è quella che lo stanca.
È adatto a chi ha altri cani: lo standard dice esplicitamente che è capace di vivere in gruppo.
È adatto anche come cane di famiglia, e su questo lo standard è più generoso di quanto sia con la maggior parte dei segugi.
Non è adatto a chi cerca un cane da guardia: è amichevole con gli estranei per definizione.
Non è adatto a chi lo vuole libero in un bosco senza aver costruito un richiamo, perché è testardo nella caccia e su una traccia se ne va.
Non è adatto a chi vive in un posto dove abbaiare è un problema: è un howling hound, cioè un cane che urla, e lo dice il suo standard.
E non è adatto a chi lo vuole adesso: in Italia e in Europa questa razza non c’è.




