Addestramento ed educazione del Rafeiro do Alentejo
Con un cane da guardiania non si lavora sull’obbedienza: si lavora sulle regole
Il Rafeiro do Alentejo non è un cane da addestrare nel senso in cui si addestra un pastore o un cane da ferma. È un cane che per secoli ha lavorato da solo, di notte, prendendo decisioni senza chiedere niente a nessuno. Educarlo significa dargli delle regole e una relazione, non degli esercizi.
In questa pagina: cosa serve, come si imposta un cucciolo, la gestione degli estranei e le attività adatte a un cane pesante e lento.
Sommario
Di quanto movimento ha bisogno un Rafeiro do Alentejo
Meno di quanto pensiate, e questa è una delle poche razze grandi di cui si può dire. Lo standard definisce il movimento pesante e lento: non è un cane costruito per macinare chilometri di corsa.
Il fabbisogno reale è un’ora, un’ora e mezza al giorno di camminata tranquilla, con la possibilità di stare all’aperto nel resto della giornata. Il Rafeiro passa gran parte del tempo sdraiato, e sta bene così: è il suo modo di conservare energia per il turno di notte.
Quello che serve non è il movimento, è lo spazio. Un cane da guardiania ha bisogno di un territorio da controllare, e la differenza fra un Rafeiro sereno e un Rafeiro problematico spesso è tutta lì.
Con un cucciolo vale la regola dei cani giganti, ed è ancora più stretta: niente salti, niente scale a ripetizione, niente corse dietro alla bicicletta e niente lunghe camminate prima dei dodici, quattordici mesi. Un cane che arriverà a sessanta chili si rovina le articolazioni una volta sola.
D’estate le uscite si spostano all’alba e al tramonto. Nell’Alentejo si è sempre fatto così, e non per gentilezza verso i cani.
Come si imposta un cucciolo di Rafeiro do Alentejo

Con un cucciolo di questa razza le priorità sono tre, e nessuna somiglia a un corso di obbedienza.
La prima è la socializzazione, ed è la più importante di tutte. Un cane da guardiania che nei primi mesi non incontra persone, cani, rumori e situazioni diverse diventa un adulto che considera tutto una minaccia. Lo standard mette aggressività e timidezza fra le squalifiche, e la differenza fra la teoria e la pratica si gioca in quei primi sei mesi.
La seconda sono le regole di casa, che vanno decise subito e non cambiate mai. Dove dorme, dove non entra, cosa succede quando suona il campanello. Con un cane da sessanta chili le regole si insegnano quando ne pesa dieci.
La terza è la gestione delle visite. Il Rafeiro non deve decidere da solo chi entra: deve imparare che a decidere sei voi. Il modo pratico è sempre lo stesso, cioè presentare le persone all’esterno, farlo stare al suo posto quando arriva qualcuno e non lasciarlo mai libero di gestire la porta.
Sul metodo: rinforzo positivo, calma e coerenza. Questi cani non rispondono alla coercizione e non sono cani che vogliono compiacere: collaborano con chi rispettano, e il rispetto si costruisce con la costanza, non con la voce grossa.
Un’ultima cosa, che vale doppio: il guinzaglio. Un cane di questa mole va abituato a camminare senza tirare da cucciolo, perché a sessanta chili non è una questione di educazione, è una questione di fisica.
Gli errori più comuni con questa razza
Gli errori sono sempre gli stessi tre, e sono tutti di aspettativa più che di tecnica.
Il primo è aspettarsi un cane obbediente. Il Rafeiro non è un Border Collie: è un cane che per secoli ha deciso da solo, di notte, in mezzo alle pecore. Vi ascolterà quando ha capito perché, non perché glielo hai detto.
Il secondo è lasciarlo gestire il territorio da solo. Un guardiano senza confini chiari se li inventa, e i confini che si inventa lui sono sempre più larghi dei tuoi. Recinzione seria e regole precise.
Il terzo è sottovalutare la notte. Se il tuo Rafeiro abbaia alle due del mattino non è un difetto caratteriale, è la razza che fa il suo turno. Se hai vicini a venti metri, questo è un problema da valutare prima di prendere il cucciolo, non dopo.
E c’è un quarto errore, più sottile: chiedergli di essere un cane sportivo. Ci sono razze che si adattano a tutto. Questa no, e nemmeno deve.
Le attività adatte al Rafeiro do Alentejo
La domanda giusta, con un cane da guardiania, non è quale sport fargli fare: è come dargli un compito. Il resto sono attività di contorno, utili ma secondarie.

