Carattere e descrizione del Pinscher Austriaco a Pelo Corto
Il cane da cortile austriaco: taglia, colori, carattere e salute
Il Pinscher Austriaco non somiglia al Pinscher tedesco e non prova a somigliargli. È un cane da fattoria: tozzo, con la testa a pera, la coda arrotolata sul dorso e un carattere che lo standard riassume in una parola sola, incorruttibile.
In questa pagina: com’è fatto, i quattro colori, il carattere di un guardiano che con i suoi è un altro cane, la salute di una razza passata da un solo riproduttore, e a chi è adatto.
Sommario
Il Pinscher Austriaco in breve
Razza austriaca, gruppo 2 sezione 1.1 (Pinscher), standard FCI 64, senza prova di lavoro. Altezza 44-50 cm nei maschi e 42-48 nelle femmine; il peso lo standard non lo indica. Doppio pelo folto nei colori oro chiaro, giallo bruno, rosso cervo e nero focato. Lo standard lo definisce guardiano incorruttibile e aggiunge che il suo istinto di caccia è poco sviluppato. Nel mondo si stimano circa 800 soggetti, e in Italia l’ENCI registra zero nascite.
Com’è fatto un Pinscher Austriaco

Lo standard usa una parola precisa: tozzo. È un cane di taglia media, 44-50 cm nei maschi e 42-48 nelle femmine, con un’espressione che il testo definisce vivace e brillante. Il peso, come in diversi standard austriaci, non c’è.
Le proporzioni sono date con due rapporti, e sono quelle di un cane leggermente più lungo che alto: l’altezza al garrese sta alla lunghezza del corpo come 9 sta a 10.
La testa ha una forma che si riconosce da lontano: lo standard la definisce a pera. La regione craniale è larga e arrotondata con il solco frontale pronunciato, le arcate zigomatiche sono nette e i muscoli masticatori sono forti. Lo stop è ben marcato.
Gli occhi hanno una descrizione insolita e molto efficace: bulbo grande in un’apertura palpebrale rotonda. È quell’occhio tondo e sporgente di espressione che dà alla razza la faccia sveglia che ha.
Le orecchie sono a bottone: piccole, attaccate alte e ripiegate in avanti. Non sono orecchie erette e non sono orecchie pendenti da segugio.
Il torace è lungo, profondo, largo e a botte, con l’avampetto ben sviluppato, e la groppa è lunga e larga. È la struttura di un cane fatto per stare fuori tutto il giorno, non per correre veloce.
La coda è attaccata alta, forte, di media lunghezza e densamente coperta di pelo. Nella pratica, quasi tutti i soggetti la portano arrotolata sul dorso, ed è uno dei tratti che rende questa razza inconfondibile.
L’andatura, dice lo standard, è sciolta e armoniosa e copre molto terreno.
Il pelo e la coda

Il pelo di questa razza è un doppio pelo folto, e questo cambia tutto rispetto ai pinscher a pelo raso: il Pinscher Austriaco è un cane che sta bene fuori anche d’inverno.
Il pelo di copertura va da corto a medio-lungo, ed è folto, liscio e aderente. Sotto c’è un sottopelo folto e corto.
C’è un dettaglio che lo standard aggiunge e che spiega la silhouette: le natiche hanno una leggera culotte. Non è la culotte di uno Spitz, ma si vede.
La coda densamente coperta di pelo, portata arrotolata, insieme alla culotte e al pelo medio-lungo dà a questo cane un aspetto più da cane di montagna che da pinscher. Ed è la ragione per cui chi lo vede per la prima volta non indovina mai la razza.
Per la gestione è semplicissimo: una spazzolata a settimana, due nei cambi di stagione, e nessuna toelettatura. Il doppio pelo si autopulisce bene.
Un avvertimento onesto: un cane con questo mantello perde pelo in primavera e in autunno, e chi cerca un cane che non lascia peli in casa deve saperlo.
I colori del Pinscher Austriaco
Lo standard elenca quattro colori, e il primo ha un nome tedesco da conoscere: semmelgelb, cioè il giallo dorato della crosta del pane.
Gli altri tre sono il giallo bruno, il rosso cervo – che è quello che si vede più spesso – e il nero focato.
Le marcature bianche sono ammesse in posti precisi: petto, muso, collo, gola, nuca, piedi e punta della coda.
E qui c’è la riga che quasi nessuno cita e che dice molto sullo spirito di questa razza: l’assenza di marcature bianche non è un difetto. In un mondo cinofilo che spesso litiga sui millimetri di bianco, uno standard che dichiara indifferente la sua presenza è una rarità.
Il resto del pigmento è fisso: tartufo nero, labbra tese e lisce con pigmentazione scura, palpebre aderenti e anch’esse a pigmentazione scura.
Conviene notare che lo standard non elenca colori squalificanti. La lista delle squalifiche di questa razza è una delle più corte di tutta la nomenclatura FCI: aggressività o timidezza eccessiva, anomalie fisiche o comportamentali, e la chiusura scorretta. Tre voci in tutto.
Il carattere del Pinscher Austriaco

Il capitolo del comportamento sta in tre righe, e sono tre righe che descrivono due cani diversi nello stesso cane: assertivo, vivace, attento, giocoso e specialmente devoto e amichevole con le persone che conosce. Verso gli estranei è diffidente e un guardiano incorruttibile. Il suo istinto di caccia è poco sviluppato.
La prima parola, assertivo, è quella che chi lo prende deve leggere due volte. Non è un cane remissivo: ha carattere, e con le persone di casa lo mostra. Non è aggressività, è personalità, ma richiede regole chiare e coerenti.
Giocoso è la chiave pratica per lavorarci: questo cane si gestisce col gioco molto meglio che col cibo o con l’autorità.
Poi c’è il salto di registro. Con i suoi è devoto e amichevole, con gli estranei è diffidente, e lo standard usa un’espressione che pochissimi testi si permettono: guardiano incorruttibile. Vuol dire che non si compra con un bocconcino, e che chi arriva in cortile viene annunciato.
La riga finale è quella più utile di tutte, e in una razza rustica sorprende: il suo istinto di caccia è poco sviluppato. Tradotto: questo non è un cane che scappa dietro alle prede, e il richiamo si costruisce meglio che in un terrier o in un segugio.
È anche il segno di che cosa faceva: era il cane della fattoria, quello che sorvegliava l’aia, teneva d’occhio il bestiame e dava l’allarme. Non era un cane da caccia e non serviva che lo fosse.
Con la famiglia il legame è forte, con i bambini funziona bene grazie alla parte giocosa. Con gli altri cani serve socializzazione da cucciolo, perché un cane assertivo che fa la guardia non è automaticamente diplomatico.
Quanto vive un Pinscher Austriaco e di cosa si ammala
Su questa razza non esistono studi sanitari pubblicati, e con una popolazione di circa 800 soggetti nel mondo non potrebbero esistere. La vita media indicata è di 12-14 anni.
Il tema numero uno, però, non è una malattia: è la base genetica. Negli anni Settanta questa razza è passata da un solo riproduttore registrato, un maschio che si chiamava Diokles von Angern. Un collo di bottiglia così non si cancella.
La risposta degli allevatori austriaci è stata pragmatica e continua ancora oggi: si ricorre ai Landpinscher, i pinscher di campagna senza pedigree che corrispondono al fenotipo della razza. Non è una scorciatoia, è il modo di tenere aperto il pool genetico, e va detto come un punto a favore.
Per chi cerca un cucciolo, la conseguenza pratica è una domanda da fare: quanto sono parenti i due genitori. In una razza così piccola è la domanda più importante di tutte, più di qualunque test.
Sul resto valgono le cautele dei cani rustici di taglia media: lastre ufficiali delle anche dei riproduttori, un controllo della rotula e attenzione alle orecchie, che essendo a bottone e ripiegate in avanti hanno una ventilazione ridotta.
E c’è il peso. Un cane definito tozzo, con un metabolismo da cane da fattoria e una vita da cane di città, ingrassa facilmente. Su una struttura così il sovrappeso si paga sulle articolazioni.
A chi è adatto il Pinscher Austriaco
È adatto a chi ha una casa con uno spazio esterno e vuole un cane che faccia la guardia vivendo in famiglia, non in un box.
È adatto a chi cerca un cane rustico e sano nella struttura, con un mantello che non chiede toelettatura e una struttura che regge il freddo.
È adatto a chi apprezza un cane con carattere: assertivo è la prima parola dello standard, e a chi piace un cane con una sua opinione questa razza dà molto.
È adatto, e questo è un punto interessante, anche a chi vive in campagna con altri animali: l’istinto di caccia poco sviluppato lo rende più gestibile di molti cani rustici della stessa taglia.
Non è adatto a chi vuole un cane silenzioso. Un guardiano attento e diffidente abbaia, ed è il suo lavoro.
Non è adatto a chi vive in un appartamento senza uscite vere e senza tempo: serve circa un’ora e mezza al giorno fra movimento e cose da fare.
Non è adatto a chi non ha voglia di lavorare sulla socializzazione: un cane diffidente per standard va abituato al mondo da cucciolo, o la diffidenza diventa un problema.
E soprattutto non è adatto a chi ha fretta. In Italia la razza non esiste: zero nascite e zero affissi. Chi la vuole guarda all’Austria e si mette in lista.




