Carattere e descrizione del Nova Scotia Duck Tolling Retriever
Il retriever che attira le anatre: taglia, mantello, carattere e salute
Il Nova Scotia Duck Tolling Retriever – il Toller, per chi lo conosce – è il più piccolo dei retriever: 48-51 cm nei maschi, rosso, con un mestiere che nessun altro cane ha.
In questa pagina: com’è fatto, il mantello e i colori, il carattere – compreso il famoso Toller scream – il confronto con Golden e Labrador, e il capitolo salute, che in questa razza è il più importante di tutti.
Sommario
Il Nova Scotia Duck Tolling Retriever in breve
Razza canadese, gruppo 8 (retriever, cani da cerca e da acqua) sezione 1, con prova di lavoro, standard FCI 312. Altezza ideale 48-51 cm nei maschi e 45-48 nelle femmine, peso 17-23 kg. Mantello rosso o arancio, doppio e idrorepellente, di solito con marcature bianche. Nasce in Nuova Scozia all’inizio dell’Ottocento per attirare le anatre a tiro giocando sulla riva. In Italia sono nati 743 cuccioli in dieci anni.
Com’è fatto un Toller

È il più piccolo dei retriever: l’altezza ideale è 48-51 cm nei maschi e 45-48 nelle femmine, con due centimetri e mezzo di tolleranza, per un peso di 20-23 kg e 17-20.
Lo standard lo descrive potente, compatto, equilibrato e ben muscoloso, con un alto grado di agilità, attenzione e determinazione.
E poi c’è la frase più bella di tutto il documento, quella che chi ha un Toller cita sempre: molti Toller hanno un’espressione leggermente triste finché non vanno a lavorare, e allora il loro aspetto cambia in concentrazione ed eccitazione intense.
La bocca ha una descrizione che è tutta funzione: mascelle abbastanza forti da portare un uccello di buone dimensioni, ma con la morbidezza essenziale. Un cane che stringe rovina la preda.
La coda è uno dei tratti più riconoscibili: larga alla base, lussureggiante e riccamente frangiata, arriva almeno al garretto e quando il cane è attento si curva alta sopra il dorso senza mai toccarlo. Al lavoro è in movimento costante, e serve: è la bandiera che incuriosisce le anatre.
I piedi devono essere palmati: la mancanza di membrane interdigitali è una squalifica. È un cane da acqua, e lo standard non fa sconti.
Il mantello e i colori

Lo standard spiega il mantello dicendo prima perché è così: il Toller è stato allevato per riportare da acque gelate e deve avere un doppio pelo idrorepellente, di media lunghezza e morbidezza, con un sottopelo più soffice e denso.
Il pelo può avere una leggera onda sul dorso, ma per il resto è dritto. E c’è un dettaglio stagionale che i proprietari conoscono bene: alcuni mantelli invernali formano un ricciolo lungo e morbido alla gola.
Il colore va dalle varie sfumature di rosso a quelle dell’arancio, con le frange e la faccia inferiore della coda più chiare.
Sul bianco lo standard è più aperto di quanto si creda: di solito c’è almeno una marcatura fra punta della coda, piedi, petto e lista, ma un cane di alta qualità non va penalizzato per la mancanza di bianco.
Quello che invece squalifica è il bianco fuori posto: su spalle, intorno alle orecchie, sulla nuca, sul dorso o sui fianchi. E squalificano anche il mantello argentato, il grigio nel pelo e le aree nere.
Il tartufo può essere color carne, in armonia con il mantello, oppure nero: entrambe le cose vanno bene. Un tartufo rosa acceso, invece, è un difetto.
Il carattere del Toller

Lo standard è generoso: il Toller è molto intelligente, facile da addestrare e ha una grande resistenza. Nuotatore forte e capace, è un riportatore naturale e tenace a terra e in acqua, pronto a scattare al minimo accenno che ci sia da riportare.
Tutto vero, ma va tradotto. Facile da addestrare significa che impara in fretta e collabora volentieri: è un retriever, e la voglia di lavorare con l’uomo è nel pacchetto.
Grande resistenza significa che non si stanca. In una giornata all’aperto, la persona che smette per prima sei voi.
Pronto a scattare al minimo accenno è la parte che sorprende chi arriva da un Golden: il Toller è esplosivo. Passa da fermo a massima velocità in un istante, e da giovane fa fatica a spegnersi.
E poi c’è la cosa che nessuno standard può descrivere ma che chiunque conosca la razza vi dirà: il Toller scream. È un urlo acuto di eccitazione – non un abbaio – che questi cani emettono quando stanno per lavorare o giocare. Non è un difetto e non si corregge: è carattere di razza, ma in condominio va conosciuto prima.
Con la famiglia è affettuoso e attaccatissimo. Con gli estranei è più riservato di Golden e Labrador: non è il cane che fa festa a tutti, e non deve esserlo.
Con gli altri cani in genere va bene, e con l’acqua non c’è discussione: è il suo elemento, anche quando fa freddo.
Toller, Golden e Labrador: le differenze

È il confronto che fanno tutti, ed è utile, perché chi cerca un retriever più piccolo spesso arriva al Toller pensando di prendere un Golden in formato ridotto. Non è così.
Sulla taglia la differenza è reale: 48-51 cm e 20-23 kg contro i circa 56-61 cm e 30-36 kg di Golden e Labrador. Un Toller sta in una macchina piccola e in un appartamento.
Sull’energia, però, la differenza va nell’altro senso: il Toller è più esplosivo e più intenso, e ha bisogno di più lavoro di testa.
Sul carattere sociale: Golden e Labrador sono aperti con chiunque, il Toller è riservato con gli estranei. Non è timidezza, è la razza.
Sulla voce: il Toller urla quando è eccitato, gli altri due quasi mai.
E sul mestiere: Golden e Labrador riportano, il Toller attira e poi riporta. È l’unico retriever che ha un lavoro in due tempi.
Chi cerca un cane di famiglia tranquillo farebbe bene a guardare gli altri due. Chi cerca un cane piccolo, brillante e sportivo, ha trovato quello giusto.
La salute: il capitolo che va letto prima

Il Toller è una razza con una casistica immunomediata ben documentata, e questo va detto chiaramente prima di comprare. Non per spaventare: perché sapendolo si compra meglio e si riconoscono in tempo i sintomi.
Il problema più noto è il morbo di Addison, cioè l’insufficienza surrenalica. Nella razza ha un’incidenza intorno all’1,4%, che è circa quattordici volte quella degli altri cani, e si manifesta a un’età media più bassa: 2,6 anni contro i 5,5 della media canina.
I sintomi sono sfumati e per questo pericolosi: apatia, vomito, diarrea, perdita di appetito, debolezza, spesso a episodi. In un Toller giovane che sta male a fasi, la domanda sull’Addison va fatta al veterinario.
Poi ci sono due malattie immunomediate documentate nella razza: l’IMRD, una malattia reumatica simile al lupus umano, e la SRMA, una meningite-arterite che risponde ai cortisonici e che va riconosciuta in fretta.
Sul fronte neurologico esistono due condizioni ereditarie con test del DNA disponibile: l’encefalopatia degenerativa e il complesso degenerazione cerebellare-miosite.
Sugli occhi i test sono due: PRA-prcd, l’atrofia progressiva della retina, e CEA, l’anomalia dell’occhio del collie. Entrambe si testano sul DNA, e l’esame oftalmologico annuale resta consigliato.
Il resto è quello di tutti i retriever: lastre di anche e gomiti dei riproduttori.
Va detta anche la parte positiva: sono tutte condizioni note, su cui i club di razza lavorano da anni e per cui esistono test. Un allevatore serio ha il pannello completo, e in questa razza è la prima cosa da chiedere.
A chi è adatto il Toller

È adatto a persone e famiglie attive che fanno qualcosa con il cane: uno sport cinofilo, il lavoro in acqua, il riporto, o come minimo due ore al giorno fra movimento e testa.
Sta in appartamento: la taglia lo permette e il pelo si gestisce. Ma è un cane sportivo, e l’appartamento deve essere il posto dove dorme.
Con i bambini funziona bene, con l’avvertenza dell’entusiasmo: venti chili lanciati a tutta velocità sono venti chili.
Non è adatto a chi cerca un cane tranquillo e nemmeno a chi si aspetta la socievolezza universale di un Golden.
Non è adatto a chi vive in condominio e non sopporta il rumore: il Toller scream esiste, e non è un dettaglio.
Non è adatto a chi non vuole informarsi sulla salute: in questa razza i test dei genitori sono la prima cosa, non l’ultima.
È adatto invece a chi cerca un compagno brillante, allegro, sportivo e bellissimo, e ha voglia di lavorarci insieme. In Italia, con nove affissi e circa cento cuccioli l’anno, si trova senza dover andare all’estero.

