Carattere e descrizione del Gammel Dansk Hønsehund
Il cane da ferma danese: bianco picchiettato, calmo, e maschi e femmine diversissimi
Il Gammel Dansk Hønsehund – il vecchio cane da ferma danese – è una razza che nasce intorno al 1710 dal lavoro di un solo uomo, e il suo standard contiene una frase che non si trova da nessun’altra parte: una delle caratteristiche più affascinanti della razza è la grande differenza fra maschio e femmina.
In questa pagina: quanto è grande, il dimorfismo sessuale come pregio di razza, il bianco picchiettato di marrone, il carattere di un cane che caccia piano e la salute.
Sommario
Il Gammel Dansk Hønsehund in breve
Il Gammel Dansk Hønsehund è un cane da ferma continentale danese, gruppo 7 sezione 1.1, con prova di lavoro. Maschi 54-60 cm per 30-35 kg, femmine 50-56 cm per 26-31, manto bianco con macchie e picchiettature marroni. Lo standard lo descrive come un cane tranquillo e stabile che a caccia procede piuttosto lentamente, mantenendo sempre il contatto col cacciatore.
Quanto è grande un Gammel Dansk Hønsehund

Le misure hanno una particolarità: lo standard dà l’intervallo e poi indica una preferenza. Maschi 54-60 cm, preferibilmente sopra i 56; femmine 50-56, preferibilmente sopra i 52.
Il peso è indicato ed è quello che stupisce: 30-35 kg per un maschio di 56-60 centimetri, 26-31 kg per una femmina. Sono numeri da cane sostanzioso: un Kurzhaar della stessa altezza pesa diversi chili in meno.
Le proporzioni sono rettangolari: altezza al garrese e lunghezza del corpo stanno come 8 a 9. Non è un cane quadrato e non è un cane allungato: è un cane compatto e pesante.
La testa è corta e larga, senza stop pronunciato, con il cranio distintamente arrotondato e l’occipite prominente, che lo standard vuole visibile da ogni angolo. Uno stop pronunciato è un difetto grave: qui non si cerca la testa di un pointer inglese.
Fra i difetti gravi c’è anche l’ossatura troppo fine: in questa razza la sostanza è un requisito, non un eccesso.
E c’è una tolleranza dichiarata sulle misure, con una soglia netta: piccole deviazioni di 1-2 cm sono un difetto, oltre i 2 cm si è squalificati.
Maschi e femmine: il dimorfismo come pregio

Questa è la parte più originale dello standard, e conviene citarla per intero: una delle caratteristiche più affascinanti della razza è la grande differenza fra maschio e femmina.
Il maschio, dice il testo, è potente e sostanzioso. La femmina è più leggera, più vivace e capricciosa. Trovare la parola capricciosa in uno standard FCI è una piccola rarità, e racconta molto di come i danesi guardino questi cani.
Non è solo estetica: la forte deviazione nei caratteri sessuali è un difetto squalificante. Una femmina mascolina o un maschio leggero, in questa razza, non sono soggetti da riproduzione.
I numeri lo confermano: fra un maschio da 35 kg e una femmina da 26 ci sono nove chili di differenza, che in un cane di questa taglia si vedono a occhio.
Per chi sceglie un cucciolo la conseguenza è pratica: maschio e femmina, qui, sono due cani diversi. Chi vuole un cane più tranquillo e massiccio guarda ai maschi; chi vuole un cane più reattivo e leggero guarda alle femmine.
È anche uno dei pochi standard che dice esplicitamente quale sia il carattere della femmina in quanto tale, e non del cane in generale.
Il bianco picchiettato di marrone

Il colore è bianco con macchie marroni, e lo standard descrive la variabilità con una formula precisa: poche grandi o molte piccole macchioline marroni sul bianco.
Quelle macchioline – in inglese freckles, lentiggini – sono la firma della razza: alcuni cani hanno due o tre grandi placche marroni, altri sono coperti di puntini fitti, e sono tutti in standard.
Sul tono del marrone c’è una preferenza dichiarata: il marrone può variare, ma dal marrone al marrone scuro è preferito.
Il tartufo deve essere carnoso e ben definito, di colore dal fegato scuro al fegato più chiaro. Un tartufo color carne o macchiato è un difetto.
Il pelo è corto, denso e un po’ duro al tatto, e deve coprire interamente il corpo: il pelo troppo rado è un difetto, e in un cane che lavora in Danimarca a novembre si capisce perché.
La manutenzione, di conseguenza, è quasi nulla: una spazzolata a settimana e il controllo delle orecchie, che sono pendenti.
La testa e l’espressione
La testa di questa razza è la cosa che la distingue subito dagli altri cani da ferma continentali: corta e larga, con il cranio arrotondato e lo stop appena accennato.
L’occipite – la protuberanza dietro il cranio – deve essere prominente e chiaramente visibile da ogni angolo. È un dettaglio che nei cani da ferma moderni si è quasi perso e che qui resta un carattere di razza.
Le labbra devono essere profonde: fra i difetti c’è labbra insufficientemente profonde. Insieme alla testa larga danno a questo cane un’espressione più pesante di quella di un Kurzhaar o di un Pointer.
Gli occhi non devono essere troppo chiari, e fra i difetti squalificanti ci sono entropion, ectropion e distichiasi, cioè la doppia fila di ciglia: sono i tre difetti palpebrali che nelle razze con la testa pesante vanno tenuti d’occhio.
Fra le squalifiche compaiono anche palatoschisi e labbro leporino: sono malformazioni congenite che si controllano nei cuccioli appena nati, e trovarle scritte in uno standard è un segno di attenzione da parte del club.
Il tartufo, come si è visto, segue il colore del manto: dal fegato scuro al fegato chiaro, mai color carne.
Il carattere: un cane che caccia piano

Il capitolo sul comportamento è breve e chiarissimo: dà l’impressione di un cane tranquillo e stabile, che mostra determinazione e coraggio.
E poi arriva la parte che descrive il modo di lavorare, ed è quello che rende questa razza diversa da tutte le altre razze da ferma: durante la caccia procede piuttosto lentamente, mantenendo sempre il contatto col cacciatore e portando a termine il suo compito senza creare disturbo inutile del terreno.
Tradotto: cerca al trotto e non al galoppo, non si allarga, non brucia il terreno e non fa alzare tutto quello che c’è. È il contrario dello stile spettacolare dei Pointer inglesi, e per il cacciatore che va a piedi è un vantaggio enorme.
Lo standard aggiunge una nota pratica: la razza è adatta sia a piccoli sia a grandi territori di caccia. Un cane che lavora vicino funziona anche dove non c’è spazio per grandi cerche.
In casa la conseguenza è quella che i proprietari danesi raccontano: è un cane calmo, che si spegne quando non lavora. Non è un cane senza motore – a caccia insiste per ore – ma non è un cane che vive in tensione.
Il comportamento debole e timido è un difetto grave, e un cane molto timido è squalificato. In una razza salvata da pochi soggetti, tenere il carattere sotto controllo era e resta essenziale.
Quanto vive un Gammel Dansk Hønsehund e di cosa si ammala
Su questa razza non esistono studi epidemiologici pubblicati: la popolazione è piccola e concentrata in Danimarca.
La vita media plausibile per un cane da ferma di trenta chili è di 12-14 anni, e le fonti danesi non segnalano patologie ereditarie caratteristiche della razza.
Quello che lo standard ci dice, indirettamente, è dove i danesi guardano. Fra i difetti squalificanti ci sono tre problemi palpebrali – entropion, ectropion e distichiasi – e due malformazioni congenite, palatoschisi e labbro leporino. Sono le cose che in questa razza si controllano.
Poi ci sono i temi di qualunque cane da caccia di taglia media: displasia dell’anca da chiedere radiografata ai genitori, orecchie pendenti da controllare dopo il lavoro in acqua e nel folto, forasacchi in stagione.
Un’ultima cosa che riguarda il peso: trenta o trentacinque chili su un cane di 56 centimetri sono tanti, e mantenere il peso di forma conta più che in altre razze. Un Hønsehund grasso è un cane che si consuma le articolazioni.
A chi è adatto il Gammel Dansk Hønsehund
È adatto a chi caccia a piedi e vuole un cane che lavori vicino, senza correre a trecento metri. È la sua specialità dichiarata.
È adatto a chi cerca un cane da ferma calmo in casa: lo standard lo dice tranquillo e stabile, ed è una delle razze da ferma più gestibili in famiglia.
È adatto a chi ha spazio e fa attività ogni giorno: parliamo comunque di un cane da lavoro di trenta chili.
È adatto a chi apprezza le razze rare e non ha fretta: in Italia sono nati 13 cuccioli in quattro anni, con un solo allevamento con affisso.
Non è adatto a chi vuole un cane da ferma spettacolare, che copra il terreno al galoppo: per quello ci sono il Pointer e i continentali più veloci.
Non è adatto a chi vive in appartamento senza uscite vere.
E non è adatto a chi lo vuole subito: questa razza si aspetta, o si va a prenderla in Danimarca.

