Storia ed origine del Cairn Terrier
Dai cumuli di pietre delle Highland al nome ottenuto nel 1910
Il Cairn Terrier ha una storia antichissima e un nome recentissimo: i cani esistono da secoli nelle Highland occidentali, ma la razza si chiama così solo dal 1910, e ci è arrivata dopo una lite.
In questa pagina: cosa sono i cairn, perché questi cani erano considerati Skye Terrier, la protesta del 1909, il nome del 1910 e la fama arrivata dal cinema.
Sommario
I cani dei cairn

Un cairn, in Scozia, è un cumulo di pietre: quelli che si trovano sui crinali come punti di riferimento e quelli che si formano naturalmente sui terreni sassosi. Ed è esattamente lì che si nascondevano volpi, tassi e roditori.
Per stanarli serviva un cane piccolo, corto di gamba, con la testa stretta abbastanza da infilarsi fra le pietre e con il coraggio di affrontare un animale grande quanto lui in uno spazio dove non si può indietreggiare.
Serviva anche un mantello che reggesse la pioggia continua delle Highland occidentali. Da qui l’insistenza dello standard: il pelo è molto importante e deve essere resistente alle intemperie.
Questi cani esistevano da secoli nelle isole e sulla costa occidentale della Scozia, Skye compresa, ma senza nomi e senza registri: erano semplicemente i terrier dei contadini e dei guardacaccia.
Erano anche molto variabili: nella stessa cucciolata potevano nascere cuccioli di colori diversi, alcuni bianchi, alcuni scuri, e nessuno ci faceva caso perché quello che contava era il lavoro.
È da quella popolazione unica che, fra fine Ottocento e inizio Novecento, sono uscite tre razze diverse: il Cairn, il West Highland White e lo Scottish Terrier.
Il 1909, la protesta e il nome

All’inizio del Novecento questi cani venivano considerati una varietà dello Skye Terrier, e si esponevano con il nome di short-haired Skye Terrier, cioè Skye a pelo corto.
Nel 1909 la signora Alistair Campbell li presenta in Inghilterra proprio con quel nome, short-haired or prick-eared Skye Terrier, sostenendo che erano i vecchi terrier da lavoro dell’isola di Skye.
Lo Skye Terrier Club protesta, e con qualche ragione: lo Skye Terrier era ormai un cane lungo, basso e dal pelo lunghissimo, e chiamare allo stesso modo un terrier ruvido e corto creava confusione.
La discussione va avanti, e nel 1910 il Kennel Club risolve la questione nel modo migliore: registra i cani come razza a sé, con un nome nuovo.
Il nome scelto è quello del posto dove lavoravano: Cairn Terrier, il terrier dei cumuli di pietre. Fra le persone che hanno spinto per il riconoscimento si citano la stessa signora Campbell e Mary Hawke.
È interessante notare quanto sia recente: nel 1910 il Cairn diventa una razza ufficiale, mentre i cani che la compongono lavoravano su quelle isole da generazioni.
Lo standard britannico oggi in vigore risale al 1987, e la FCI pubblica la propria versione nel 1998.
Toto, il cinema e il Cairn di oggi

Nel 1939 il Cairn Terrier diventa, senza volerlo, uno dei cani più famosi della storia del cinema: Toto, il cane di Dorothy nel Mago di Oz, è un Cairn Terrier.
Il cane che lo interpreta si chiamava in realtà Terry ed era una femmina. È una di quelle curiosità che, una volta sapute, non si dimenticano più.
Ha senso aggiungere una precisazione onesta: L. Frank Baum, autore del libro, non aveva mai indicato la razza di Toto, e il dibattito su quale cane avesse in mente va avanti ancora oggi. Il Cairn è la scelta del film, non del romanzo.
L’effetto sulla popolarità della razza è stato comunque enorme, soprattutto nei paesi anglosassoni, dove il Cairn è rimasto per decenni fra i terrier più diffusi.
In Italia il Cairn è invece un cane di nicchia. Fra il 2015 e il 2024 sono stati iscritti 383 cuccioli, con una media di poco meno di quaranta all’anno.
C’è però un dato che salta all’occhio: il 2024 ha registrato 71 cuccioli, quasi il doppio della media del decennio. Un anno solo non fa una tendenza, ma è un segnale.
Gli affissi attivi sono sei: tre in Lombardia, due nel Lazio e uno in Emilia-Romagna.

