Addestramento ed educazione del Ca de Bestiar
Un cucciolo timido che diventa un guardiano: i primi mesi decidono tutto
Lo standard descrive un cane estremamente timido e riservato in gioventù che diventa un adulto coraggioso e fedele fino alla morte. In mezzo ci sono i primi mesi, e sono quelli che decidono quale dei due cani avrai.
In questa pagina: le priorità dei primi mesi, come si gestisce un cane da guardia territoriale, quanto movimento serve, le attività adatte e la manutenzione.
Sommario
Le priorità dei primi mesi

La prima priorità, e in questa razza non c’è nemmeno da discutere, è la socializzazione. Lo standard mette per iscritto che il cucciolo è estremamente timido e riservato: se resta chiuso in casa, quella timidezza diventa il carattere dell’adulto.
Socializzare non vuol dire far toccare il cucciolo da chiunque. Vuol dire fargli vedere tanto mondo a distanza di sicurezza, senza forzature: città, rumori, persone, altri cani, superfici diverse.
La seconda priorità è il guinzaglio, da insegnare quando il cane pesa dieci chili. Un adulto di quaranta chili che tira è ingestibile per metà delle persone.
La terza riguarda gli altri cani. Lo standard ammette che è coraggioso e attaccabrighe: le esperienze positive con i propri simili vanno costruite presto, perché da adulto le posizioni si irrigidiscono.
La quarta è la gestione del territorio. Un cane da guardia impara prestissimo che il cancello è suo: le regole su chi entra e chi no vanno decise dal primo giorno.
Sul metodo: rinforzo positivo, e in questa razza è particolarmente importante. Un cane descritto come sentimentale a limiti insospettabili e legato a una sola persona, trattato con durezza, si chiude e non torna indietro facilmente.
Un cane di un solo padrone in una famiglia
La frase dello standard, cane di un solo padrone, è quella che crea più malintesi. Non vuol dire che ignora il resto della famiglia: vuol dire che sceglie una persona e con quella ha un rapporto diverso.
Nella pratica succede questo: il cane obbedisce a tutti ma consulta uno solo, sta dove sta quella persona e reagisce in modo diverso quando c’è lei.
La conseguenza pratica è che l’educazione non può essere delegata a una sola persona. Tutti in casa devono dare le stesse regole, altrimenti il cane le rispetterà solo con chi gliele ha date.
La seconda conseguenza riguarda gli ospiti. Un cane che accetta con difficoltà le sollecitazioni degli estranei non va costretto a farsi accarezzare: si insegna a stare al suo posto mentre gli altri entrano, e si lascia che sia lui ad avvicinarsi.
Con i bambini di casa le fonti spagnole lo descrivono affettuoso e paziente, ma vale la regola di tutti i cani grandi da guardia: le interazioni si supervisionano, e il cane deve avere un posto dove ritirarsi.
Sul fronte del lavoro, la cosa che rende felice questa razza non è lo sport: è avere un compito. Anche solo accompagnare, sorvegliare, stare con la propria persona in una giornata di lavoro all’aperto.
E se cerchi una disciplina, quelle che funzionano meglio sono quelle che chiedono autocontrollo e collaborazione tranquilla: obedience di base, rally obedience, attivazione mentale, nose work.
Quanto movimento serve e cosa gli piace fare
Serve movimento regolare, ma di tipo tranquillo: è un cane da giornata lunga, non da scatto. Circa un’ora e mezza al giorno fra camminate, esplorazione e qualcosa da fare con la testa.
Il dog trekking è la sua dimensione naturale: viene da un’isola di muretti a secco e terreno pietroso, ed è un cane agile che cammina volentieri per ore.
Il nose work e l’attivazione mentale sono le attività che danno più soddisfazione a un cane intelligente e riservato: si fanno in giardino, non lo eccitano e lo stancano.
La rally obedience funziona bene come lavoro di coppia, e in una razza legata a una persona sola è anche un modo per rinforzare quel rapporto.
Il fitness cinofilo è utile per tenere in ordine un cane grande e pesante, soprattutto dopo i sei o sette anni.
Sul caldo serve attenzione fuori dalle isole: è un cane nero di quaranta chili, e d’estate in pianura padana si esce presto e tardi.
Quello che invece non gli serve sono le discipline ad alta eccitazione e velocità: non è la sua struttura mentale, e con un cane da guardia territoriale alzare il livello di attivazione non è mai una buona idea.
Il pelo, le due varietà e la manutenzione
La manutenzione dipende da quale delle due varietà hai. Nel pelo corto, che è la più comune, basta una spazzolata a settimana: il mantello è lungo da 1,5 a 3 centimetri e il sottopelo è finissimo.
Nel pelo lungo il conto cambia: oltre 7 centimetri, leggermente ondulato sul dorso, con frange su coda, punta delle orecchie e dietro gli arti. Servono due o tre spazzolate a settimana e più attenzione nei periodi di muta.
In entrambe le varietà il pelo deve essere morbido, duro e piuttosto fine, e non va mai tosato: quel mantello protegge dal sole mediterraneo tanto quanto dal freddo.
Le orecchie vanno controllate ogni settimana come in tutti i cani con l’orecchio ripiegato, e asciugate dopo il bagno.
I piedi meritano attenzione se il cane cammina su terreno pietroso, che è poi quello per cui è nato: cuscinetti e spazi fra le dita si controllano dopo le uscite.
Sul peso vale la formula dello standard: robusto e agile. Quaranta chili sono il riferimento, non un obiettivo da superare.
Un’ultima cosa che riguarda i cani neri e che in Italia conta: d’estate il mantello scuro assorbe calore. Ombra, acqua e uscite nelle ore giuste non sono premure eccessive, sono gestione.
Gli errori tipici con un Ca de Bestiar
Saltare la socializzazione. Lo standard dice che il cucciolo è estremamente timido: senza lavoro, resta tale.
Forzare il contatto con gli estranei. Accetta con difficoltà le sollecitazioni: si aspetta che sia lui ad avvicinarsi.
Delegare l’educazione a una persona sola. È un cane di un padrone, ma le regole devono darle tutti.
Trattarlo con durezza. È sentimentale a limiti insospettabili: si chiude e non torna indietro.
Sottovalutare il territorio. Un guardiano impara subito che il cancello è suo.
Tenerlo al sole d’estate. Quaranta chili di cane nero fuori dalle Baleari vanno gestiti.
Prenderlo pensando a un cane socievole. Non lo è, e non deve esserlo.

