Addestramento ed educazione del Sussex Spaniel
Uno spaniel calmo e testardo: voce, orecchie e peso
Il Sussex Spaniel è di indole amichevole e molto più tranquillo degli altri spaniel inglesi, ma è anche un cane con una sua testa. Educarlo vuol dire lavorare sulla pazienza e gestire tre cose molto concrete: la voce, le orecchie e il peso.
In questa pagina: le priorità dei primi mesi, il lavoro sull’abbaio, quanto movimento serve e la manutenzione.
Sommario
Le priorità dei primi mesi

La prima priorità è l’abitudine alla manipolazione, e in questa razza ha un motivo preciso: le orecchie. Sono grandi, spessi e lobati, e andranno controllati ogni settimana per tutta la vita del cane.
Un cucciolo abituato dal primo mese a farsi guardare dentro le orecchie è un cane che a otto anni si lascia curare un’otite senza drammi. Uno che non lo è diventa un problema da ventitré chili.
La seconda priorità è il richiamo: è un cane da cerca, con il naso a terra e l’istinto di entrare nella macchia. Non è un fuggitivo come un segugio, ma quando trova una traccia si dimentica di te.
La terza è la gestione del cibo. Il Sussex ama mangiare, e con quel corpo basso e pesante il sovrappeso arriva in fretta. Le regole si stabiliscono da cucciolo: niente avanzi, porzioni misurate.
La quarta è il lavoro sull’abbaio, di cui parliamo qui sotto.
Sul metodo: rinforzo positivo, cibo e pazienza. È un cane amichevole ma testardo: se insistete, si impunta; se rendete la cosa interessante, collabora volentieri. Le sessioni brevi funzionano molto meglio di quelle lunghe.
La voce: perché abbaia e cosa farne
Questa è la caratteristica che distingue il Sussex da tutti gli altri spaniel inglesi, ed è scritta nel suo standard: naturalmente abile nel lavoro, dà la voce cacciando nel fitto sottobosco.
Il motivo è pratico. Gli spaniel da cerca lavorano davanti al cacciatore, dentro la vegetazione. In una macchia bassa e fitta come quella del Sussex inglese, il cane sparisce alla vista dopo tre metri: un cane che abbaia mentre lavora è un cane che si può seguire con l’orecchio.
Tradotto in casa: il Sussex ha una voce profonda e la usa più di altri spaniel. Non è un cane isterico che abbaia a tutto, ma quando ha qualcosa da dire lo dice.
Il lavoro da fare è il solito, e con questa razza funziona bene perché è collaborativa: si riconosce l’avviso, gli si insegna una parola di chiusura sempre uguale premiata quando il cane smette, e si previene la chiacchiera da noia dandogli abbastanza da fare.
Da non fare: sgridarlo mentre abbaia, e lasciarlo solo per molte ore. È un cane molto attaccato alla famiglia, e la solitudine prolungata è la prima causa di abbaio a vuoto.
Un’ultima cosa da sapere prima di scegliere questa razza: se vivi in un condominio con pareti sottili, la voce di un Sussex è una cosa da mettere in conto seriamente.
Quanto movimento serve e cosa gli piace fare
Serve circa un’ora al giorno, divisa in due uscite. È un cane da lavoro, ma non è un atleta di resistenza: quaranta centimetri di altezza e ventitré chili non sono fatti per correre venti chilometri.
Quello che gli serve è usare il naso. Il nose work e la ricerca olfattiva sono l’attività perfetta per uno spaniel da cerca, e mezz’ora di lavoro olfattivo lo stanca più di un’ora di passeggiata.
Gli riesce bene anche il riporto, con calma e senza esagerare con i lanci lunghi: è un cane da cerca, non un retriever, ma la caccia ce l’ha nel corredo.
Il rally obedience e i giochi di attivazione mentale funzionano, a patto di tenere le sessioni brevi e divertenti.
Le discipline con salti alti, tipo l’agility agonistica, non sono per lui: con quella struttura e quel peso i salti ripetuti fanno solo danni.
Due avvertenze pratiche. La prima è il caldo: con un sottopelo così folto, d’estate si esce presto e tardi. La seconda è l’acqua: gli piace, e con quelle orecchie ogni bagno finisce con un’asciugata accurata delle orecchie.
Le orecchie, il pelo e il peso
La manutenzione di questa razza si riassume in tre parole: orecchie, spazzola e bilancia.
Le orecchie sono spesse, piuttosto grandi e lobati e cadono aderenti al cranio: chiudono il condotto, trattengono umidità e sono la prima causa di visite dal veterinario in questa razza. Vanno guardati ogni settimana, e asciugati dopo ogni bagno o giornata di pioggia.
Il pelo è abbondante e piatto con un sottopelo molto folto: si spazzola due o tre volte a settimana, con attenzione alle frange di arti e orecchie, dove si formano i nodi.
Non si tosa: il sottopelo serve, e lo standard descrive un mantello che deve resistere alle intemperie. Una sfoltita ai piedi e sotto le orecchie, semmai, aiuta.
E poi il peso, che in questa razza è il tema silenzioso. Lo standard indica circa 23 chili su 38-41 centimetri di altezza: è già un cane pesante per la sua struttura. Ogni chilo in più si scarica sulla schiena lunga e sulle articolazioni.
La regola pratica è quella di sempre: le ultime costole si devono sentire sotto le dita. Se non si sentono, si taglia la razione.
Gli errori tipici con un Sussex Spaniel
Non controllare le orecchie. È la causa numero uno di problemi in questa razza.
Farlo ingrassare. Ventitré chili su quaranta centimetri sono già tanti.
Pretendere obbedienza immediata. È amichevole ma testardo: con l’insistenza si impunta.
Sottovalutare la voce. Dare la voce è nel suo standard, non è un difetto educativo.
Dargli solo passeggiate. Senza lavoro di naso non si stanca.
Farlo saltare. Con questa struttura, i salti ripetuti sono da evitare.
Comprare senza chiedere i test. PDP1, PFK, anche e BAER: in questa razza esistono tutti.

