Storia ed origine del Keeshond

Dai cani delle torbiere al simbolo dei patrioti olandesi

La storia del Keeshond ha due metà molto diverse. La prima è preistorica e riguarda tutta la famiglia degli Spitz tedeschi. La seconda è politica, olandese e settecentesca, e spiega perché questo cane si chiama così.

In questa pagina: da dove vengono gli Spitz, chi era Kees, perché la razza rischiò di sparire e chi la salvò negli anni Venti.

Sommario

Da dove viene il Keeshond

Keeshond presentato sul tappeto rosso di una esposizione

Lo standard FCI apre con una frase che vale per tutti gli Spitz tedeschi: sono discendenti dei cani delle torbiere dell’età della pietra e del successivo Spitz delle palafitte; è la razza di cane più antica dell’Europa centrale.

I Torfhunde, i cani delle torbiere, sono i resti canini trovati nei siti preistorici dell’Europa centrale e descritti nell’Ottocento dal naturalista svizzero Rütimeyer. Lo Pfahlbauspitz, lo Spitz delle palafitte, è la fase successiva, quella dei villaggi costruiti sull’acqua.

Lo standard aggiunge anche che da loro sono state sviluppate numerose altre razze: gli Spitz stanno alla base di buona parte della cinofilia europea del nord.

La famiglia degli Spitz tedeschi comprende oggi cinque taglie che condividono lo stesso standard, dal minuscolo Pomerania al Wolfsspitz. Trova tutta la famiglia raccontata nella pagina dedicata allo Spitz Tedesco.

E c’è una riga dello standard che spiega il nome di questa pagina: nei paesi non di lingua tedesca i Wolfsspitz sono conosciuti come Keeshond. Stesso cane, due nomi.

Chi era Kees, e perché il cane porta il suo nome

Keeshond al guinzaglio sul ring di una esposizione

Il nome viene dall’Olanda del Settecento e da un uomo: Cornelis de Gyselaer, che tutti chiamavano Kees. Keeshond, in olandese, vuol dire semplicemente il cane di Kees.

Kees de Gyselaer era uno dei capi dei Patrioti, il movimento che negli anni Ottanta del Settecento si oppose alla Casa d’Orange nella Repubblica delle Province Unite. Erano gli anni immediatamente precedenti la Rivoluzione francese, e l’aria che tirava era quella.

Il suo cane, uno Spitz grigio, diventò il simbolo dei ribelli: averne uno significava schierarsi. È uno dei pochissimi casi nella storia in cui una razza canina prende il nome e l’identità da una fazione politica.

Poi le cose andarono male. Quando la Casa d’Orange tornò al potere, la razza quasi scomparve: chi teneva in casa il cane dei perdenti aveva un problema, e in pochi anni quei cani sparirono dalle case delle città.

Il Keeshond sopravvisse dove nessuno guardava: sulle chiatte dei canali e nelle fattorie, dove faceva quello che aveva sempre fatto, cioè la guardia. È il motivo per cui in Inghilterra, all’inizio, lo chiamarono Dutch Barge Dog, il cane da chiatta olandese.

La ricostruzione della razza negli anni Venti

La razza torna in piedi grazie a una persona sola: negli anni Venti la baronessa van Hardenbroeck si interessa a quei cani rimasti nelle fattorie e nei canali e comincia a ricostruirli come razza.

Il lavoro dà frutti in fretta. Nel 1924 nasce il Nederlandse Keeshond Club, il club olandese di razza. L’anno dopo, nel 1925, in Inghilterra viene fondato il Dutch Barge Dog Club of England, che nel 1926 il Kennel Club britannico riconosce e ribattezza con il nome che usiamo oggi.

Da lì in poi il Keeshond ha due vite parallele. In Germania resta il Wolfsspitz, la varietà grande dello Spitz tedesco, giudicata sotto lo stesso standard delle altre. Nei paesi anglosassoni e nei Paesi Bassi è il Keeshond, con una sua identità, un suo club e una sua storia.

La FCI ha tenuto insieme le due cose: nello standard numero 97 la prima varietà si chiama testualmente Wolfsspitz / Keeshond. È lo stesso cane, chiamato in due modi a seconda di dove vi trovate.

QuandoCosa succede
PreistoriaGli Spitz tedeschi discendono dai cani delle torbiere e dello Spitz delle palafitte
Il primatoLo standard li definisce la razza più antica dell’Europa centrale
Anni 1780Il cane diventa il simbolo dei patrioti olandesi contro la Casa d Orange
Il nomeDa Cornelis Kees de Gyselaer, uno dei capi dei patrioti
Dopo la sconfittaCon il ritorno degli Orange la razza quasi scompare
Anni VentiLa baronessa van Hardenbroeck la ricostruisce
1924Nasce il Nederlandse Keeshond Club
1925 e 1926In Inghilterra il club nasce come Dutch Barge Dog Club e viene poi rinominato

Il Keeshond oggi in Italia

Keeshond al guinzaglio in una manifestazione cinofila all'aperto

In Italia il Keeshond vive una situazione curiosa: appartiene a una delle razze più popolari del paese, lo Spitz Tedesco, ma è la varietà che quasi nessuno prende.

I numeri lo dicono meglio di qualsiasi commento. Fra il 2015 e il 2024 l’ENCI ha iscritto oltre 28.000 cuccioli di Spitz tedesco, ma i Wolfsspitz sono stati 443: poco più dell’uno per cento. Tutto il resto è Pomerania, cioè lo Spitz Nano.

L’andamento della varietà grande è comunque stabile, fra i trenta e i sessanta cuccioli l’anno, con il massimo di 60 nel 2022 e un calo netto a 25 nel 2024.

Gli affissi registrati per lo Spitz tedesco in Italia sono oltre duecento, ma quel numero comprende tutte le varietà e in stragrande maggioranza riguarda i Pomerania: chi cerca un Wolfsspitz deve chiedere esplicitamente e mettersi in lista.

AnnoCuccioli Wolfsspitz iscritti all’ENCI
201537
201638
201743
201846
201953
202039
202155
202260
202347
202425
Totale in dieci anni443