Allevamento del Japanese Chin

Quanto costa un cucciolo, cosa chiedere e i numeri italiani

Il Chin, in Italia, è una razza rara ma non introvabile: 749 cuccioli iscritti all’ENCI in dieci anni e tredici affissi attivi, per lo più al nord.

In questa pagina: quanto costa, la domanda sanitaria che devi assolutamente fare, cosa chiedere a un allevatore e i numeri anno per anno.

Sommario

Quanto costa un cucciolo di Japanese Chin

Un cucciolo con pedigree costa in Italia fra i 1.500 e i 2.500 euro, e nelle cucciolate da genitori con titoli si può salire. È una forbice alta rispetto ad altre razze toy, e il motivo è la scarsità: con tredici allevamenti e meno di ottanta cuccioli l’anno la domanda supera l’offerta quasi sempre.

Nel prezzo di un allevatore serio ci sono la prima vaccinazione, il microchip, le sverminazioni, l’iscrizione al libro genealogico, i test sanitari dei genitori e due mesi di cucciolata cresciuta in casa, che in una razza così sensibile fa una differenza enorme.

Il cucciolo senza pedigree è da evitare sempre, e qui per una ragione molto concreta: senza documenti non sai chi sono i genitori, e quindi non puoi sapere se sono stati testati per la GM2 gangliosidosi, che è una malattia mortale.

Il mantenimento è fra i più bassi in assoluto: 40-60 euro al mese per un cane che mangia una manciata di crocchette. La toelettatura non richiede un professionista: due o tre spazzolate a settimana, unghie e orecchie controllate, e niente tosature.

Metti in conto l’attesa. Con questi numeri, prenotare e aspettare qualche mese è la norma, e un allevatore che ha sempre cuccioli disponibili subito è un allevatore su cui conviene fare qualche domanda in più.

VoceQuantoNote
Cucciolo con pedigree1.500-2.500 euroForbice italiana per una razza rara: 13 affissi in tutto
Da linee da esposizioneAnche di piùDipende dai titoli dei genitori
Senza pedigreeDa evitareSenza documenti non sai nulla della GM2
Il test da chiedereNessun costo per teLa GM2 la paga l’allevatore, voi chiedi il referto
Primo anno400-600 euroVaccini, microchip, sverminazioni, sterilizzazione
Mantenimento al mese40-60 euroCane da due o tre chili: mangia pochissimo
ToelettaturaFai da teSpazzola due o tre volte a settimana, niente tosature
AttesaMesiCon 52-90 cuccioli l’anno in Italia si prenota e si aspetta

La domanda da fare prima di tutte: il test per la GM2

Se devi ricordare una cosa sola di questa pagina, è questa. Esiste una malattia genetica che si chiama GM2 gangliosidosi, è fatale, colpisce il sistema nervoso, i primi sintomi arrivano fra i 12 e i 18 mesi di età ed è stata trovata solo nel Japanese Chin.

È autosomica recessiva: un cane si ammala solo se eredita il gene da tutti e due i genitori. Questo vuol dire che basta che uno dei due riproduttori sia libero perché nessun cucciolo di quella cucciolata possa ammalarsi.

Esiste un test del DNA che si fa una volta sola nella vita del cane e che costa poco. Il club americano della razza lo raccomanda a tutti gli allevatori, e chi alleva seriamente ce l’ha già in cartella.

La domanda da fare, testuale: i genitori sono testati per la GM2? Posso vedere i referti? Un allevatore preparato ve li manda in due minuti e vi spiega anche il risultato. Una risposta vaga, un nella nostra linea non è mai successo o un cambio di argomento sono la ragione per cercare altrove: qui non si tratta di un rischio statistico, si tratta di una malattia che si può azzerare con un esame.

Cosa chiedere a un allevatore di Japanese Chin

Oltre alla GM2, i club di razza raccomandano altri tre controlli, e sono le domande successive da fare.

Le rotule: la lussazione è il problema classico dei cani molto piccoli, e la valutazione ufficiale si fa da un anno di età. Chiedi se i riproduttori sono stati valutati e con che esito.

Gli occhi: una visita oculistica da uno specialista, raccomandata entro i 36 mesi. In una razza con occhi così grandi e sporgenti è un controllo che ha un senso evidente.

Il cuore: valutazione per auscultazione dai quattro anni in su. Riguarda i riproduttori adulti, e un allevatore che segue i propri cani nel tempo ce l’ha.

Poi le domande sul carattere, che in questa razza pesano quanto quelle sanitarie. Chiedi di vedere la madre e guardate come reagisce a te: la timidezza è un difetto dello standard, e un adulto che si nasconde in fondo alla stanza è un segnale. Chiedi dove crescono i cuccioli: in una razza così sensibile, cresciuti in casa non è un dettaglio di marketing.

Infine le condizioni minime di sempre: consegna non prima dei 60 giorni, microchip, pedigree, e un allevatore che vi faccia lui delle domande. Chi vi vende un Chin senza chiedervi come vivi, probabilmente non è la persona giusta.

Il Japanese Chin in Italia: i numeri dell’ENCI

Fra il 2015 e il 2024 l’ENCI ha iscritto 749 cuccioli di Chin. Il picco è del 2017 con 93, il minimo del 2024 con 52, e in mezzo la razza ha viaggiato quasi sempre fra i settanta e i novanta cuccioli l’anno.

È il ritratto di una nicchia stabile tenuta in piedi da pochi allevatori appassionati. Il calo del 2024 non è un crollo strutturale ma va guardato: nelle razze piccole e rare basta che due allevamenti si fermino per far scendere il totale di venti cuccioli.

Gli affissi sono tredici e la geografia è chiara: Piemonte in testa con tre (due nel Cuneese e uno nell’Astigiano), poi due a testa in Emilia Romagna (Bologna e Modena), Lazio (entrambi a Roma) e Liguria (entrambi in provincia della Spezia), e uno ciascuno in Toscana, Lombardia, Sicilia e Puglia.

Il consiglio pratico: scrivi a più allevamenti anche fuori dalla tua regione, chiedi i referti dei test prima ancora di parlare di prezzi e prenotazioni, e andate a vedere i cani adulti. Per un cane che vi starà in braccio per quattordici anni, qualche ora di autostrada è un investimento ragionevole.

AnnoCuccioli iscritti all’ENCI
201567
201685
201793
201871
201973
202074
202189
202269
202376
202452
Totale in dieci anni749