Addestramento ed educazione dell Harrier

Un cane da muta: cosa aspettarsi e cosa no

Con un cane da muta britannico le aspettative vanno calibrate prima di cominciare. L’Harrier è socievole, allegro e per niente problematico con le persone; è però un segugio, e quando il naso lavora la testa va per conto suo.

Qui dentro: cosa insegnare nei primi mesi, come si lavora sul richiamo, la convivenza con la voce e con gli altri cani, e quanto movimento serve.

Sommario

Le basi nei primi mesi

Le priorità sono le stesse di ogni cane da seguita: socializzazione, condotta al guinzaglio, richiamo giocato tutti i giorni e abitudine a essere maneggiato.

Il metodo è il rinforzo positivo: premi di valore, sessioni corte e nessuna durezza. Un cane da muta non è stato selezionato per obbedire a comandi complessi, ma è stato selezionato per collaborare, e su quello si lavora.

Una cosa che in questa razza conta più che in altre è l’abitudine alla compagnia: un Harrier che cresce con altri cani è un Harrier più equilibrato. Nasce per vivere in gruppo, e la solitudine prolungata è il suo punto debole.

Sul guinzaglio conviene lavorare presto: sono venti chili e passa di cane che tira con entusiasmo, e a otto mesi è tardi.

E come per tutti i cani atletici: prima dei dodici mesi niente salti ripetuti, niente bicicletta e niente corse lunghe su asfalto.

Il richiamo, la voce e la vita in gruppo

Il richiamo è il capitolo difficile, come in ogni segugio. Un Harrier che incrocia la pista di una lepre entra in una modalità in cui la tua voce vale poco: non è disobbedienza, è selezione.

Gli strumenti sono sempre gli stessi: fischietto, premi di altissimo valore riservati solo al rientro, e nessun richiamo lanciato quando sai che non verrà ascoltato. La longhina da dieci metri permette di farlo annusare in sicurezza mentre il lavoro procede.

La voce fa parte del pacchetto: i cani da muta abbaiano quando lavorano, ed è così che i cacciatori li seguono. Si gestisce con cane sfogato, compagnia e un segnale di stop, ma non si elimina.

C’è poi un punto che riguarda solo questa famiglia di cani: la vita in gruppo. Un Harrier è quasi sempre più sereno con un altro cane in casa. Non è una regola assoluta, ma chi ne ha uno solo se ne accorge in fretta: si annoia più di un cane selezionato per lavorare da solo.

Un’ultima nota realistica: con l’istinto predatorio di un cane da lepre, gatti e animali di piccola taglia richiedono attenzione e presentazioni fatte bene, meglio se da cucciolo.

Quanto movimento serve e quali attività

Il conto è di almeno due ore al giorno fra movimento e lavoro di naso. È un cane costruito per galoppare dietro a una lepre su terreni aperti: il giro dell’isolato non lo tocca nemmeno.

Le attività più adatte sono quelle olfattive: mantrailing, nose work, ricerca in ambiente. Per un segugio sono il modo più efficace di stancarsi, molto più della corsa fine a se stessa.

Poi il dog trekking, che sfrutta la resistenza vera della razza, e la corsa in aree recintate, dove può aprire l’andatura senza rischi.

Meno adatte le discipline di obbedienza formale e di precisione: non è un cane da agility di alto livello e la ripetizione lo annoia.

Il consiglio pratico che vale più di ogni programma: fallo annusare. Una passeggiata in cui il cane sceglie dove mettere il naso vale il doppio di una fatta di marcia al guinzaglio corto.