Allevamento del Segugio Italiano a Pelo Raso
Quanto costa un cucciolo, dove si trova e perché conviene guardare anche i canili
Il Segugio Italiano a Pelo Raso è una delle razze più allevate d’Italia: 35.005 cuccioli iscritti all’ENCI fra il 2015 e il 2024 e quaranta affissi attivi. Qui il problema non è trovare un cucciolo, è scegliere bene.
In questa pagina: quanto costa, cosa chiedere in un ambiente venatorio, i numeri anno per anno e una strada che in questa razza ha senso più che in qualunque altra.
Sommario
Quanto costa un cucciolo di Segugio Italiano
Un cucciolo con pedigree costa in Italia fra i 400 e gli 800 euro, e si arriva verso i 1.200 per le cucciolate da genitori titolati in prove di lavoro. Sono cifre più basse di quelle delle razze da compagnia, e la ragione è semplice: qui si compra un cane da lavoro, in un mercato fatto di cacciatori.
Il primo anno costa altri 350-550 euro fra vaccini, microchip, sverminazioni e attrezzatura, e il mantenimento poi si assesta sui 50-80 euro al mese: un cane da venti chili mangia poco, e sulla toelettatura non si spende nulla.
La voce che invece non si comprime sono gli antiparassitari. Un cane che vive nel sottobosco italiano è esposto alle zecche tutto l’anno e, in mezza Italia, ai flebotomi della leishmaniosi: qui la profilassi è dodici mesi su dodici, non tre.
E c’è una spesa che vale per tutti i segugi: la recinzione. Su una traccia questo cane non sente e cammina per chilometri. Un giardino chiuso male è un problema che si presenta il primo mese.
Cosa chiedere a un allevatore
La prima domanda, in una razza da lavoro, è cosa fanno i genitori e con quali risultati. Le prove di lavoro sono la valuta di questo ambiente, e chi alleva seriamente le fa e le racconta. Se il cane serve per la caccia, chiedere su quale selvaggina lavora la linea (lepre o cinghiale) determina tutto.
La seconda riguarda come sono cresciuti i cuccioli. Un cane che fino a sei mesi ha visto solo il box parte in svantaggio anche in caccia, e in famiglia ancora di più. I cuccioli che escono, salgono in macchina, sentono rumori e incontrano gente diventano cani migliori.
La terza è sulla salute: non ci sono test genetici di razza da pretendere, perché non esistono malattie ereditarie documentate, ma chiedere se le lastre delle anche sono state fatte è comunque un buon indicatore di serietà.
E poi c’è la domanda scomoda, che in questo ambiente è più utile di tutte le altre: cosa succede ai cani che non funzionano in caccia. La risposta racconta la persona che hai davanti meglio di qualunque pedigree.
Il Segugio Italiano in Italia: i numeri dell’ENCI
Fra il 2015 e il 2024 l’ENCI ha iscritto 35.005 cuccioli di Segugio Italiano a Pelo Raso: dai 3.671 del 2015 ai 3.204 del 2024, passando per il picco di 3.910 nel 2017. Numeri che collocano questa razza fra le prime d’Italia.
Gli affissi attivi sono quaranta, con il Lazio e la Lombardia a nove testa, poi Veneto, Marche, Piemonte e Toscana. È una geografia che segue quella della caccia alla lepre e al cinghiale.
Il calo c’è ma è contenuto rispetto ad altre razze da caccia: circa il 12 per cento in dieci anni, molto meno del trenta per cento perso dal Kurzhaar nello stesso periodo.
C’è infine una strada che in questa razza va detta chiaramente, perché riguarda migliaia di cani ogni anno: i segugi che non rendono in caccia finiscono spesso nei canili. Sono cani adulti, sani, docili e già socializzati con altri cani, e trovano casa con difficoltà proprio perché sono tanti. Prima di comprare un cucciolo, ha senso fare un giro in un canile della tua provincia.

