Allevamento del Cimarrón Uruguayo

Dove si trova un cucciolo, quanto costa e cosa chiedere a chi lo alleva

Questa pagina parte da un dato che cambia tutto: in Italia il Cimarrón Uruguayo non ha nessuna iscrizione ENCI negli ultimi dieci anni e nessun affisso. Non è una razza difficile da trovare: è una razza da importare.

Qui trovi quanto costa un cucciolo e il trasporto, dove sono gli allevamenti, cosa chiedere ai riproduttori in una razza senza test genetici e perché la parola chiave è consanguineità.

Sommario

Quanto costa un cucciolo di Cimarrón Uruguayo

Cimarron Uruguayo tigrato chiaro presentato in stand a una esposizione

Nel paese d’origine e nei paesi vicini un cucciolo con pedigree costa fra gli 800 e i 1.500 euro. Il conto vero, però, lo fa il trasporto: dal Sudamerica, fra volo, documenti sanitari e pratiche, si va dai 500 ai 1.500 euro.

L’alternativa è l’Europa: la razza è presente, in numeri piccoli, in Finlandia, Francia, Spagna e Repubblica Ceca, e in quel caso il trasporto scende a 200-600 euro. Un cucciolo con pedigree FCI, da qualunque di questi paesi arrivi, si iscrive senza problemi al libro genealogico italiano.

Sul mantenimento: è un cane da 40 chili con pelo corto, quindi 90-140 euro al mese fra cibo di qualità, antiparassitari e accantonamento veterinario, e la voce toelettatura vale zero. C’è invece una spesa che in questa razza non è opzionale: la recinzione di casa, fatta seria.

Un consiglio che vale più di qualunque risparmio: non prendere scorciatoie. In una razza così rara gli annunci di cuccioli senza pedigree, a poco e disponibili subito, sono nella quasi totalità dei casi meticci di molossoide.

VoceQuantoNote
Cucciolo con pedigree800-1.500 euroIn Uruguay, Brasile e Argentina o negli allevamenti europei
Trasporto dal Sudamerica500-1.500 euroVolo, documenti sanitari, eventuale agente
Trasporto dall’Europa200-600 euroFinlandia, Francia, Spagna e Repubblica Ceca hanno allevamenti
Mantenimento al mese90-140 euroE un cane da 40 chili: cibo, antiparassitari, veterinario
ToelettaturaZeroPelo corto: una spazzolata a settimana e basta
RecinzioneDa mettere in contoUn cane da guardia territoriale ha bisogno di confini seri

Cosa chiedere a chi alleva Cimarrón Uruguayo

Qui non esistono test genetici di razza da pretendere, perché nel Cimarrón non ci sono patologie ereditarie specifiche documentate. Il che sposta tutto il peso sulle domande giuste.

La prima è la consanguineità. La popolazione ufficiale è nata negli anni Ottanta da pochi fondatori, e la Sociedad de Criadores ha studiato il problema con la Facoltà di Veterinaria dell’UDELAR: chiedere il coefficiente di consanguineità della cucciolata e guardare il pedigree su quattro generazioni è la cosa più utile che puoi fare.

La seconda sono le lastre ufficiali di anche e gomiti dei riproduttori, standard in tutte le razze grandi. La terza è il carattere dei genitori, e in particolare come si comportano davanti a un estraneo con il proprietario presente: in un cane da guardia questa è l’informazione che ti dirà come sarà il tuo cane a due anni.

Poi due domande specifiche di questa razza. Le orecchie: devono essere intere, perché in Italia il taglio è vietato dalla legge 201/2010 e i cani tagliati non sono ammessi in esposizione, quindi va chiarito con l’allevatore prima che i cuccioli crescano. E il contesto di vita dei cuccioli: cresciuti dentro casa e in mezzo alla gente, non in un box in fondo al terreno, che in un molossoide territoriale fa la differenza fra un cane gestibile e un cane complicato.

Ultima cosa, che sembra ovvia ma qui non lo è: fatti dire che lavoro fanno i cani dell’allevamento. Nel paese d’origine molti Cimarrón sono ancora cani da estancia, e sapere se dietro il tuo cucciolo c’è una linea da lavoro o da esposizione ti dice che tipo di energia entrerà in casa.

Il Cimarrón Uruguayo in Italia: i numeri

L’ENCI, interrogata sui dieci anni fra il 2015 e il 2024, non riporta nessuna iscrizione di Cimarrón Uruguayo, e gli affissi dedicati alla razza sono zero. È il livello minimo assoluto: non una razza rara, una razza assente.

Non è un giudizio sulla razza, è una fotografia. Il riconoscimento FCI è del 2006 e lo standard in vigore del 2017: fuori dal Sudamerica il Cimarrón è ancora una razza giovanissima, con qualche decina di soggetti sparsi in Europa e nessuna base italiana.

Cosa vuol dire in pratica per chi ne vuole uno. Primo: informarsi in prima persona, perché in Italia non c’è nessuno che possa raccontarti la razza dal vivo. Secondo: mettere in conto tempi lunghi fra contatto, cucciolata e trasporto. Terzo: trovare in anticipo un istruttore che abbia esperienza di molossoidi da guardia, perché il lavoro sul carattere di questo cane non lo si improvvisa quando il cucciolo è già arrivato.

AnnoCuccioli iscritti in Italia
2015-2024Nessuna iscrizione
Affissi italianiNessuno
Dove nasceUruguay, Brasile, Argentina e alcuni allevamenti europei
Riconoscimento FCI21 febbraio 2006
Standard in vigoreFCI 353 del 2017