Allevamento del Cane da Montagna di Serra da Estrela
Quanto costa un cucciolo e perché va cercato in Portogallo
In Italia il Cane da Montagna di Serra da Estrela è una delle razze più rare che esistano: 11 cuccioli iscritti in dieci anni, tutti in due sole annate, e nessun affisso. In questa pagina trovi quanto costa un cucciolo, cosa chiedere a un allevatore e i numeri veri delle iscrizioni ENCI.
Sommario
Quanto costa un cucciolo di Cane da Montagna di Serra da Estrela

La stima realistica per un cucciolo con pedigree è fra i 700 e i 1.500 euro. In Portogallo i criadori pubblicano cifre fra i 600 e i 1.000, con listini più alti per le linee da esposizione. In Italia, però, il problema non è il prezzo: è trovarne uno.
In Italia non esiste nessun affisso dedicato alla razza, e le nascite si contano su una mano: due cuccioli nel 2017, nove nel 2018, zero in tutti gli altri otto anni dell’ultimo decennio. Il riferimento è il Portogallo, dove la razza è di casa, più qualche nucleo nel Regno Unito, in Scandinavia e in Germania.
Il mantenimento è quello di un cane da 50 chili: fra i 100 e i 150 euro al mese fra cibo, antiparassitari e veterinario. Le cure veterinarie di un cane grande costano più di quelle di un cane piccolo a parità di problema, perché i farmaci vanno a peso.
La toelettatura costa zero se la fai tu, e in questa razza è una spazzolata a settimana. Quello che non si fa è tosarlo: quel mantello lo protegge anche dal caldo.
La voce che nessuno mette in preventivo è la recinzione. Con un cane da guardiania non è un accessorio: è la condizione per tenerlo, ed è quello che ti separa da una causa con il vicino.
Un avvertimento sugli annunci, perché con questi numeri in Italia gira poco e niente: un cucciolo di Serra da Estrela disponibile subito in Italia, senza pedigree e a qualche centinaio di euro, non è un affare. Chiedi sempre il pedigree e il numero di iscrizione al libro genealogico, e diffida dei meticci grandi e fulvi venduti come cani portoghesi.
Le domande da fare a un allevatore di Cane da Montagna di Serra da Estrela
La prima riguarda anche e gomiti: lastre ufficiali dei genitori con il punteggio scritto. In un cane da 50 chili questa non è la domanda della persona pignola, è la prima domanda.
La seconda riguarda il cuore. Il tema cardiologico di questa razza è la cardiomiopatia dilatativa, e il club britannico ci ha dedicato un programma di test: chiedi se i riproduttori sono stati controllati e quando.
La terza riguarda la tiroide, perché l’ipotiroidismo è segnalato nella razza dall’associazione portoghese ed è una di quelle cose che si vedono negli anni, non nella cucciolata.
La quarta è una domanda che vale solo qui: quale varietà di pelo ha la cucciolata. Lunga e corta sono entrambe ufficiali, in una stessa linea possono esserci entrambe, e sapere cosa stai prendendo evita sorprese a sei mesi.
La quinta riguarda la coda: dev’esserci, dev’essere lunga e deve fare l’uncino in punta. L’assenza dell’uncino è un difetto e l’anurismo è eliminatorio. Se ti dicono che è stata accorciata, chiudi la conversazione: in Italia la caudectomia è vietata.
La sesta riguarda il carattere dei genitori. Devono essere cani sicuri: riservati con te che sei un estraneo, ma tranquilli. Un genitore che ringhia nascosto o che si fa la pipì addosso non è tipico: lo standard mette lo squilibrio nervoso con segni di timidezza fra i difetti gravi.
La settima riguarda la crescita: chiedi come vengono alimentati i cuccioli e cosa consiglia per il primo anno. Un allevatore serio ti parla di crescita lenta e di articolazioni, non di quanti chili farà a sei mesi.
E se compri in Portogallo: vedere cuccioli e madre di persona almeno una volta, mai spedizioni con corriere, pedigree del Clube Português de Canicultura, microchip e passaporto europeo in regola.
Il Cane da Montagna di Serra da Estrela in Italia: i numeri dell’ENCI
I numeri italiani di questa razza sono fra i più piccoli di tutta la pagina Razze, e non è una tendenza in discesa: è una riga piatta.
In dieci anni fanno 11 cuccioli, concentrati in due annate e quasi certamente in una o due cucciolate: due nel 2017 e nove nel 2018. Dal 2019 in poi l’ENCI non registra più niente, e gli affissi dedicati alla razza in Italia sono zero.
C’è un dettaglio che dice molto sul modo in cui questa razza è arrivata in Italia: l’API dell’ENCI attribuisce quei cuccioli tutti alla varietà a pelo lungo. La variante a pelo corto, quella dei pastori portoghesi, in Italia non è mai stata iscritta.
Vuol dire che di Serra da Estrela in Italia ne esistono pochissimi, quasi tutti importati, e che chi ne incontra uno al parco lo confonde con un Leonberger o con un incrocio grande e fulvo.
Il motivo della scarsa fortuna italiana non è il carattere. È la taglia unita al mestiere: un cane da guardiania da 50 chili chiede spazio, recinzioni e una gestione degli ospiti, e in un paese che compra soprattutto cani da appartamento è una richiesta grossa.
Per chi lo vuole comunque, la strada è il Portogallo e la pazienza, con una premessa da fare a se stessi prima che all’allevatore: questo non è un molossoide da salotto con un bel mantello. È un cane che, nello stesso momento in cui leggi, sta lavorando in mezzo alle pecore da qualche parte sulla Serra.

