Storia ed origine del Cane da Pastore Polacco di Pianura
Dal Duecento polacco alla Scozia, e la rinascita dopo la guerra
Questa razza è in Polonia nella sua forma attuale da almeno il tredicesimo secolo, ha un racconto del 1514 che la lega al Bearded Collie ed è stata ricostruita dopo la Seconda guerra mondiale da una donna e da un cane. In questa pagina trovi da dove viene, chi l’ha salvata e come sta oggi in Italia.
Sommario
Il PON, la Scozia e il Bearded Collie

La razza è documentata in Polonia nella sua forma attuale da almeno il Duecento, e fra i suoi antenati le fonti citano il Puli ungherese, il Tibetan Terrier e altri cani da pastore dell’Europa centrale.
Il racconto più famoso della sua storia, però, è un episodio del 1514 e riguarda la Scozia. Un mercante polacco, Kazimierz Grabski, salpò per la Scozia per scambiare grano con pecore, e portò con sé alcuni dei suoi cani da pastore.
I pastori scozzesi, dice il racconto, rimasero così colpiti da come quei cani lavoravano che proposero uno scambio: un montone e una pecora in cambio di tre dei cani di Grabski. Quei tre cani sono considerati fra gli antenati del Bearded Collie.
Va detto con onestà che è un racconto tradizionale, non un documento d’archivio: nessuno ha il registro di quello scambio. Ma la somiglianza fra le due razze è tale che, vero o no, la storia spiega bene qualcosa di reale.
Il mestiere del PON in Polonia era quello di un cane da pastore di pianura, come dice il nome: nizinny significa esattamente di pianura, e serve a distinguerlo dal Podhalanski, il grande cane bianco da guardiania dei monti Tatra.
È una distinzione da capire: in Polonia i due cani da pastore nazionali si dividono il lavoro esattamente come in Italia il Bergamasco e il Maremmano. Uno conduce in pianura, l’altro difende in montagna.
Danuta Hryniewicz, Smok e la rinascita della razza

La Seconda guerra mondiale portò la razza sull’orlo dell’estinzione. Quello che resta lo si deve a una veterinaria e a un cane: Danuta Hryniewicz e Smok z Kordegardy.
Nel 1949 Hryniewicz fondò l’allevamento Kordegarda con l’obiettivo dichiarato di ricostruire la razza. Il cane su cui costruì tutto si chiamava Smok, che in polacco vuol dire drago.
Smok produsse le prime dieci cucciolate della razza negli anni Cinquanta e fu il cane su cui venne scritto il primo standard. Detto in un altro modo: lo standard del PON descrive, alla lettera, un cane preciso che è esistito.
Entro il 1969 l’allevamento Kordegarda aveva prodotto più di 140 cuccioli, e Smok è oggi considerato l’antenato di tutti i PON del mondo. È una frase che si legge spesso in cinofilia e che di solito è retorica; qui è quasi letterale, ed è anche la ragione per cui la consanguineità in questa razza è un tema serio.
Sul riconoscimento FCI le fonti divergono: alcune indicano il 1959, altre il 1963. Quello che è certo è la data dello standard oggi in vigore, il 7 agosto 1998, e il fatto che l’American Kennel Club ha riconosciuto la razza solo nel 2001.
In Polonia il PON è un piccolo simbolo nazionale, uno di quei cani che compaiono nelle esposizioni dedicate alle razze del paese e che i polacchi riconoscono al volo. Fuori dalla Polonia, invece, resta una razza per appassionati.
Il Cane da Pastore Polacco di Pianura oggi, e i numeri italiani
In Polonia la razza è viva e ben allevata, con una comunità di appassionati e un buon numero di cucciolate ogni anno. Nel resto d’Europa e negli Stati Uniti esistono nuclei di allevatori, piccoli ma seri.
In Italia, invece, il PON è praticamente inesistente, e i numeri lo dicono meglio di qualsiasi commento.
Fra il 2015 e il 2024 l’ENCI ha registrato 26 cuccioli in tutto, con tre annate a zero e la seconda metà del decennio quasi ferma: un cucciolo nel 2021, uno nel 2022, nessuno nel 2023 e uno nel 2024. Gli affissi dedicati alla razza in Italia sono zero.
Vuol dire che di PON in Italia ne esistono qualche decina, e che chi ne vuole uno deve guardare alla Polonia.
Il motivo della scarsa fortuna italiana è quasi sempre lo stesso, ed è la manutenzione del pelo. In un paese dove i cani a pelo lungo si tosano d’estate, un cane che va spazzolato tre volte alla settimana e che non si tosa parte in svantaggio.
C’è anche una ragione di visibilità: agli occhi di chi non lo conosce, il PON somiglia a un Bearded Collie più piccolo o a un incrocio arruffato. Ed è ironico, perché secondo il racconto del 1514 è il Bearded Collie che discende da lui.
Per chi lo cerca comunque, la strada è quella degli allevamenti polacchi, dei club di razza europei e della pazienza. E ha senso aggiungere una cosa che dicono tutti quelli che ne hanno uno: è un cane che ti guarda e capisce, e che dopo pochi mesi sa la tua giornata a memoria meglio di te.

