Addestramento ed educazione del Cane da Pastore Islandese

Come si lavora con un cane da pastore allegro che usa la voce

Con questa razza l’addestramento è facile e il tema è uno solo: l’abbaio. Lo standard scrive che è un cane che abbaia perché è così che radunava le pecore, e quella voce va indirizzata da subito. In questa pagina trovi come si imposta l’educazione, come si gestisce l’abbaio e quali attività gli servono.

Sommario

Come si educa un Cane da Pastore Islandese

Cucciolo di Cane da Pastore Islandese fulvo e bianco sull'erba

È curioso, giocherellone e sicuro di sé, e questo lo rende uno dei cani da pastore più facili da educare che esistano. Impara in fretta e vuole partecipare: la parte difficile è solo canalizzare l’energia.

Funziona molto bene il rinforzo positivo con sessioni brevi e giocose. È un cane che collabora per il piacere di collaborare, e i metodi duri con lui non servono a niente: spengono un temperamento allegro senza ottenere obbedienza.

La socializzazione è più facile che in altre razze da pastore, perché la base c’è già: lo standard lo definisce amichevole e dice che accoglie i visitatori senza essere aggressivo. Il lavoro dei primi mesi serve a confermarlo, non a costruirlo.

Il richiamo va costruito da subito, per una ragione precisa: è un cane da pastore con un naso curioso e mille anni di abitudine a lavorare a distanza dalla persona. Se trova una traccia interessante, parte.

L’istinto di radunare si vede presto, e nei cuccioli è quasi comico: raggruppa le persone, gira intorno ai bambini che corrono, punta il gatto. Va incanalato in un gioco (riportare, cercare, seguire) prima che diventi un modo di gestire la famiglia.

Sul corpo le regole sono quelle di ogni cane da lavoro giovane: niente salti ripetuti e niente corse lunghe nel primo anno. In una razza dove la lussazione della rotula è un tema noto, l’attenzione ripaga.

E poi c’è una cosa che con lui va insegnata come un esercizio: la calma. Un cane curioso e partecipe deve imparare che ci sono momenti in cui il suo lavoro è stare sul tappetino e non fare niente.

L’abbaio, l’istinto di radunare e la vita in famiglia

Con questa razza gli argomenti sono tre, e il primo è di gran lunga il più importante.

L’abbaio. Lo standard non lo nasconde e non lo giustifica: è uno spitz da pastore che abbaia, cosa che gli è molto utile per riunire o guidare le pecore. È uno strumento di lavoro selezionato per mille anni, e non si spegne con un corso.

Quello che si fa è indirizzarlo, e funziona: si insegna che dopo il primo avviso si torna dalla persona, si premia il silenzio invece di sgridare il rumore, e soprattutto si tolgono le cause. Un islandese che abbaia tutto il giorno è, quasi sempre, un islandese che si annoia.

Il secondo è l’istinto di radunare. In casa diventa il cane che accompagna, che controlla che tutti siano nella stessa stanza e che si agita quando qualcuno esce. È tenero e va gestito: con i bambini che corrono e con le biciclette può diventare fastidioso.

Il terzo è la compagnia. È un cane curioso e legato alla sua gente, che non ama restare solo. Le ore di solitudine si costruiscono con calma da cucciolo, e in questa razza è un lavoro da fare seriamente.

Con i bambini è ottimo: entusiasta, paziente, di taglia gestibile e senza il bisogno di difendere niente. Con gli altri cani e con gli estranei è socievole per indole.

E poi c’è la parte che descrive lo standard con una parola che non si usa mai in questi testi. L’espressione di questo cane è felice, e chi ci vive dice che non è solo una questione di muscoli facciali: è un cane che sembra contento di essere lì.

Che attività fare con un Cane da Pastore Islandese

Cane da Pastore Islandese affacciato al finestrino che guarda un campo di pecore

È agile, resistente e ha un mantello che gli permette di stare fuori con qualunque tempo: sulle attività è uno dei cani piccoli che rendono di più.

Le prove di conduzione su gregge sono il suo mestiere, dove è possibile farle. E ha senso sapere che lavora con la voce, non con lo sguardo come un Border Collie: è uno stile completamente diverso e vederlo è istruttivo.

L’agility è la sua attività naturale: taglia perfetta, agilità naturale, testa veloce. Attenzione solo ai salti nel primo anno.

Il rally obedience e l’obedience sfruttano la voglia di collaborare senza chiedergli ripetizioni noiose.

Il nose work e la ricerca olfattiva sono la valvola di sfogo per i giorni brutti, e per un cane curioso valgono più di un’ora di passeggiata.

Il dog trekking è, forse, l’attività per cui è nato: dodici chili di cane che camminano tutto il giorno su qualunque terreno e con qualunque tempo.

Il dog dancing e i giochi di attivazione mentale funzionano benissimo con un cane che vuole stare con te e imparare cose nuove.

Da evitare: lasciarlo senza niente da fare in giardino. Con questa razza la noia ha un suono, e i vicini lo sentono prima di te.