Storia ed origine dell’Hovawart

Il guardiano della fattoria, sparito e ricostruito dal 1922

L’Hovawart ha un nome medievale e una razza moderna, e le due cose non sono in contraddizione: il tipo è antico, i cani di oggi sono stati ricostruiti a partire dal 1922. In questa pagina trovi cosa significa il suo nome, come è stata rifatta la razza e perché la sua storia è anche una storia di salute.

Sommario

Il guardiano della fattoria

Hovawart biondo accanto a un agnello

Il nome è la cosa più bella di questa razza e lo spiega lo standard: nel tedesco medioevale il suo nome significa guardiano della fattoria, da Hova, cioè Hof, fattoria, e Wart, cioè Wächter, guardiano.

Non era un cane da pastore e non era un cane da difesa: era il cane che stava nella corte, teneva d’occhio gli animali, le persone e le cose, e avvisava. Un lavoro che chiede equilibrio più che coraggio, e che spiega perché lo standard insista tanto sul carattere sempre uguale.

Il tipo è documentato nella Germania medievale, ma con l’arrivo delle razze moderne e dei cani da lavoro specializzati il vecchio cane da fattoria si è quasi estinto: all’inizio del Novecento ne restavano soltanto soggetti sparsi nelle campagne.

QuandoCosa succede
MedioevoIl nome Hovawart significa guardiano della fattoria in tedesco antico
Inizio NovecentoLa razza originale e di fatto scomparsa dalle campagne
1922Comincia la ricostruzione partendo dai cani da fattoria rimasti
Primi anniSi incrociano Pastore Tedesco, Terranova e Leonberger per ricostruire il tipo
Decenni di selezioneIn Germania la displasia dell’anca viene ridotta a percentuali minime
12.01.1998Data dello standard FCI oggi in vigore

1922: la ricostruzione

Giovane femmina di Hovawart bionda

Lo standard è insolitamente franco su come è nata la razza moderna: dal 1922 questa razza è stata selezionata su una nuova base, partendo da cani simili che si trovavano ancora nelle fattorie.

E aggiunge una cosa che pochi standard ammettono: durante i primi anni di questo allevamento si sono fatti degli incroci con dei Pastori Tedeschi, dei Terranova, dei Leonberger e altre razze ancora.

È il racconto onesto di una ricostruzione. L’Hovawart di oggi non è il cane medievale sopravvissuto: è il risultato di un progetto degli anni Venti che ha rimesso insieme un tipo partendo da quello che restava, e lo standard lo scrive senza imbarazzo.

Il risultato, dice il documento, si è ottenuto grazie a delle misure di selezione molto severe. Ed è la stessa severità che si ritrova nel passaggio sulla salute: in Germania la displasia dell’anca è stata ridotta a percentuali bassissime con decenni di selezione.

Poche razze possono dire di avere nel proprio standard un capitolo sulla riduzione di una patologia. L’Hovawart è una di quelle, ed è un dato da tenere presente quando si confrontano gli allevamenti.

L’Hovawart oggi, in Italia

In Italia l’Hovawart è poco conosciuto e i numeri stanno scendendo: dai 233 cuccioli del 2015 ai 104 del 2024, con il minimo di 94 nel 2023.

Il totale del decennio è di 1.675 cuccioli, con un calo di oltre il 50%. È il destino comune delle razze da lavoro impegnative in un momento in cui la gente cerca cani più semplici da gestire.

Gli allevamenti con affisso ENCI dedicati alla razza sono diciassette: sei in Lombardia, quattro in Emilia Romagna, due in Piemonte e due in Trentino Alto Adige, uno nel Lazio e uno in Veneto.

Va detta anche una cosa che riguarda la scelta dell’allevamento. Con una razza che ha fatto della selezione sanitaria la propria bandiera, chiedere le radiografie ufficiali dei genitori non è un’esagerazione: è la domanda che il suo stesso standard suggerisce.

Nella pagina dell’allevamento trovi i prezzi reali e l’elenco completo delle cose da chiedere.