Allevamento della Westfalische Dachsbracke
Zero nascite in Italia, e un cane che in Germania si vende ai cacciatori
In Italia di questa razza non è mai nato un cucciolo e non esiste nessun affisso. Chi la vuole va in Germania, e deve sapere in anticipo come funziona.
Trovi quanto costa, dove si cerca, cosa domandare e cosa osservare in cucciolata.
Sommario
Quanto costa un cucciolo di Westfalische Dachsbracke
In Germania un cucciolo con pedigree costa fra i 900 e i 1.400 euro. È il prezzo tipico di un cane da caccia di una razza nazionale, dove il mercato è fatto di cacciatori e non di appassionati di esposizioni.
In Italia il prezzo non esiste, perché la razza non c’è: zero nascite e zero affissi nei registri dell’ENCI.
Il viaggio è la parte semplice: la Germania è un paese dell’Unione europea, servono microchip, passaporto europeo e antirabbica in regola, e si va e si torna in macchina.
La parte non semplice è un’altra, e conviene saperla prima di scrivere a un allevamento. Questa è una razza riconosciuta con prova di lavoro, e in Germania i cuccioli delle razze da caccia si cedono preferibilmente a chi caccia. Alcuni club lo mettono per iscritto. Non è snobismo: è la logica di chi alleva cani per farli lavorare.
Il mantenimento, invece, è fra i più bassi che ci siano: sedici chili, un pelo che non chiede nessuna toelettatura, nessuna esigenza particolare.
Dove si cerca, e cosa chiedere
Il punto di partenza è uno solo, ed è il club tedesco.
Si chiama Deutscher Bracken-Club e segue insieme la Westfalische Dachsbracke e la Deutsche Bracke, cioè la varietà bassa e quella alta dello stesso cane. È l’organismo che tiene il libro genealogico e che organizza le prove.
La prima domanda riguarda il lavoro. Chiedi quali prove hanno superato i genitori e cosa fanno in pratica: un allevatore che porta i cani in bosco li conosce in un modo in cui chi fa solo esposizioni non li conosce.
La seconda riguarda i controlli sensati per la taglia e per il formato: radiografie dell’anca dei riproduttori e una visita oculistica. Non esistono test genetici specifici di razza, perché non esistono studi che ne abbiano identificati.
La terza è pratica e vale su tutte le razze da caccia: chiedi come sono cresciuti i cuccioli e se hanno già visto il bosco. Su un segugio, le prime otto settimane contano.
Cosa guardare in una cucciolata
Su questa razza le cose da valutare con gli occhi sono due, e vengono tutte e due dal testo dello standard.
La prima è il formato. Lo standard si confronta due volte con il bassotto per prenderne le distanze: il torace deve essere più stretto che nel bassotto e non troppo disceso fra gli arti, e i posteriori devono essere molto più sviluppati rispetto agli anteriori di quanto lo siano nel bassotto. Un cucciolo che promette di venire lungo, basso e con il torace che tocca terra non è un cucciolo tipico di questa razza.
La seconda è il disegno del mantello. Il fondo va dal rosso al giallo con la sella o il mantello neri, e le marcature bianche da bracca ci devono essere tutte: lista o macchia in fronte, muso bianco, collare bianco, petto, arti e punta della coda bianchi.
Quello che invece non va bene lo standard lo elenca: i cani bicolori non sono desiderati, le macchie nere sulla testa nemmeno, e il marrone cioccolato è un difetto.
Guarda anche il tartufo: quello tipico delle bracche tedesche ha una striscia chiara al centro, ed è un dettaglio che lo standard descrive espressamente.
Sul carattere: lo standard ha solo due squalifiche, e una è il cane aggressivo o eccessivamente timido. Su una razza da lavoro un cucciolo che si nasconde è un problema doppio, perché un segugio pauroso in bosco non lavora.
E la domanda per te, che su un segugio è sempre la stessa: hai qualcosa da farle annusare tutti i giorni, per i prossimi dodici anni?

