Storia ed origine del Weimaraner
Il cane della corte di Weimar e la versatilità che ha in dote
Il Weimaraner è un cane da caccia tedesco con un nome che viene da una città e da una corte. Qui trovi da dove viene, cosa dice lo standard del suo lavoro e perché in Italia, negli ultimi tre anni, ne nascono la metà.
Sommario
Da dove viene il Weimaraner

L’origine è la Germania, e il nome viene dalla città di Weimar e dalla sua corte, dove questi cani grigi venivano allevati e usati per la caccia grossa a partire dall’inizio dell’Ottocento.
Era un cane da nobiltà nel senso pratico del termine: la caccia era un’attività riservata, e i cani che la servivano erano custoditi con attenzione. Per lungo tempo il Weimaraner è rimasto un cane chiuso, con un club di razza che controllava rigidamente chi poteva possederlo e riprodurlo.
Con il cambio della caccia, da grossa selvaggina a selvaggina da penna, il Weimaraner è diventato quello che lo standard descrive oggi: un cane da ferma versatile, capace di cercare, fermare, riportare e lavorare in acqua.
È esattamente il modello del cane da caccia tedesco moderno, quello che i tedeschi chiamano Vorstehhund: non uno specialista, ma un cane che fa tutto il ciclo della caccia con lo stesso conduttore.
Cosa dice lo standard del suo lavoro
La voce carattere dello standard è in realtà una descrizione di mestiere, e conviene leggerla per capire che cane è: versatile, facile da addestrare, vigoroso ed appassionato cane da caccia. Tenace nella cerca sistematica, se non troppo vivace. Di ottimo fiuto.

Poi elenca tre specializzazioni: è svelto nel rintracciare la selvaggina, è un affidabile cane da ferma e da lavoro nell’acqua, e ha una notevole inclinazione al lavoro dopo lo sparo.
Quest’ultima è la parte che distingue i cani tedeschi da molti cani da ferma inglesi: il lavoro dopo lo sparo significa recuperare la selvaggina ferita seguendone la traccia, anche a distanza di ore. È un lavoro di naso e di testa, non di velocità.
Da lì viene anche il capitolo più utile per chi ha un Weimaraner in città: questo cane ha un naso straordinario e una gran voglia di usarlo, e le attività olfattive sono quelle che lo appagano di più. Ne parliamo nella pagina sull’addestramento.
Il Weimaraner in Italia oggi
I numeri italiani raccontano un ridimensionamento molto rapido: dal picco di 1.630 cuccioli nel 2021 si è passati ai 735 del 2024. Un calo del 55% in tre anni.
È una discesa più brusca di quella di altre razze, e ha senso provare a spiegarla. Il Weimaraner è stato per anni uno dei cani più fotografati e più desiderati, spinto dall’estetica e dai social. Molte di quelle persone hanno scoperto dopo che cosa comporta un cane da caccia versatile che non sopporta di stare solo.
In Italia gli allevamenti con affisso sono 45, con la Lombardia in testa. E c’è una distinzione da conoscere prima di scegliere: esistono linee più orientate alla caccia e linee più orientate all’esposizione e alla compagnia. Le prime hanno ancora più energia e ancora più bisogno di lavoro.
Un dato che chiude bene il quadro: la varietà a pelo lungo, ufficiale come quella a pelo corto, in Italia ha totalizzato 45 iscrizioni in dieci anni. Meno di cinque cani all’anno.

