Carattere e descrizione del Tosa
Quanto e grande il Tosa Inu, i colori del mantello e il suo carattere
Il Tosa, che quasi tutti chiamano Tosa Inu, è un molossoide giapponese con una storia pesante alle spalle e un carattere che il suo standard riassume in quattro parole. In questa pagina trovi quanto è grande, i colori ammessi, il temperamento e la parte sulla salute, più un capitolo che in questa razza non si può saltare: quello sulle leggi.
Sommario
Il Tosa in breve
Il Tosa è un molossoide giapponese di taglia grande: lo standard indica solo il minimo, 60 centimetri al garrese per i maschi e 55 per le femmine, e nella pratica si arriva ai 40-60 chili e oltre. Il pelo è corto e i colori ammessi sono rosso, fulvo, albicocca, nero e tigrato. Lo standard lo descrive con quattro parole: pazienza, sangue freddo, ardimento e coraggio. Vive 10-12 anni.
Quanto è grande un Tosa Inu

Lo standard fa una scelta che si vede raramente: indica solo l’altezza minima. I maschi devono misurare almeno 60 centimetri al garrese e le femmine almeno 55. Un massimo non c’è, e nemmeno un peso.
Nella pratica questo significa cani molto diversi fra loro: un Tosa giapponese tradizionale può stare sui quaranta chili, mentre le linee occidentali da esposizione arrivano spesso ai sessanta e oltre.
L’aspetto generale il documento lo riassume con una formula insolita: un cane dai modi pieni di dignità e dalla costruzione robusta. Non aggressivo, non spettacolare: dignitoso.
La testa ha il cranio largo, lo stop molto marcato e un muso di moderata lunghezza con la canna nasale diritta. Non è un brachicefalo: il muso c’è.
Il dettaglio più bello sta negli occhi: abbastanza piccoli, di colore marrone scuro, con espressione dignitosa. È la stessa parola che compare nell’aspetto generale, e in questa razza torna due volte per un motivo.
Il pelo è corto, duro e fitto: nessuna toelettatura, solo una spazzolata ogni tanto e la gestione della muta.
I colori del Tosa
Lo standard ammette cinque colori: rosso, fulvo, albicocca, nero e tigrato. Il rosso è di gran lunga il più diffuso, ed è quello con cui la razza viene identificata quasi ovunque.
Sul bianco il documento è preciso e limitato: sono permesse leggere macchie bianche al petto e ai piedi. Non di più, e non altrove.
Non esistono varietà di taglia, di pelo o di tipo: il Tosa è una razza sola, e le differenze che si vedono in giro dipendono dalle linee di allevamento più che da distinzioni ufficiali.
Il carattere del Tosa

Il carattere di questa razza è descritto dallo standard con una frase di quattro parole, ed è una delle più dense della cinofilia: caratterizzato dalla pazienza, sangue freddo, ardimento e coraggio.
Le prime due contano più delle altre. Pazienza e sangue freddo descrivono un cane che non reagisce d’impulso, che sopporta, che valuta. In un molossoide da cinquanta chili è la qualità più importante che esista.
Le altre due, ardimento e coraggio, sono il retaggio del suo passato. È un cane che non si tira indietro, ed è esattamente il motivo per cui va gestito da qualcuno che sa quello che fa.
Fra i difetti eliminatori lo standard mette una cosa sola sul piano del carattere, e non è l’aggressività: è la timidezza. Un Tosa insicuro è considerato fuori tipo, perché un molossoide insicuro è un molossoide che reagisce male.
In casa è un cane tranquillo e silenzioso, molto legato alla famiglia e in genere affidabile con i bambini di casa. Non è un cane esuberante e non chiede attenzioni continue: sta.
Il punto delicato sono gli altri cani. La razza è stata selezionata per secoli per il combattimento, e per quanto i soggetti moderni siano molto diversi da quelli di allora, la tolleranza verso i propri simili resta una cosa da costruire con attenzione, non un dato di partenza.
Con gli estranei è distaccato: lo standard lo definisce oggi cane da guardia, e la guardia di un Tosa è fatta di presenza silenziosa più che di abbai.
Quanto vive un Tosa e di cosa si ammala

Vive 10-12 anni, in linea con i molossoidi della sua taglia. I problemi sono quelli classici dei cani grandi e pesanti, senza sorprese specifiche della razza.
Il primo tema sono le articolazioni: displasia dell’anca e del gomito, con le radiografie ufficiali dei genitori come unica risposta seria, e una crescita da gestire con calma nei primi diciotto mesi.
Il secondo è la torsione dello stomaco, l’emergenza dei cani grandi con il torace alto: pasti frazionati, niente ciotola svuotata di corsa e riposo dopo aver mangiato.
Sugli occhi si vedono ectropion ed entropion, cioè palpebre rovesciate in fuori o in dentro, frequenti in tutti i molossoidi.
Poi c’è il cuore, da tenere sotto controllo negli adulti come in tutte le razze di grande mole.
E c’è una cosa che non è una malattia ma va detta: il caldo. Un cane da cinquanta chili con quella struttura soffre l’estate italiana. D’estate si esce presto la mattina e tardi la sera, e l’ombra e l’acqua non sono un optional.
Una nota sulla longevità che riguarda tutti i giganti: il peso è la variabile su cui puoi intervenire ogni giorno. Un Tosa magro vive meglio e più a lungo di uno sovraccarico.
A chi è adatto il Tosa
Questa è una delle poche razze su cui conviene essere netti: non è un cane per chi comincia.
È adatto a chi ha esperienza vera con i molossoidi, a chi sa cosa significa gestire cinquanta chili al guinzaglio e a chi è disposto a farsi seguire da un istruttore fin dai primi mesi.
È adatto a chi vuole un cane tranquillo in casa e presente senza essere invadente: da questo punto di vista il Tosa è sorprendentemente comodo, silenzioso e poco esigente.
È adatto a chi ha spazio e vive in un contesto in cui un cane di questa mole non crea problemi, e a chi è pronto a gestire con attenzione gli incontri con gli altri cani.
Non è adatto a chi lo prende per l’aspetto o per la fama. Non è adatto a chi ha poco tempo, poca esperienza o poca voglia di lavorare sulla socializzazione.
E non è adatto a chi viaggia spesso senza informarsi: in diversi paesi europei il Tosa è soggetto a restrizioni e nel Regno Unito è vietato. Nella pagina sull’allevamento c’è il quadro completo.
Se invece hai il contesto e l’esperienza, ti porti a casa un cane che lo standard descrive con una parola che gli calza perfettamente: dignitoso.




