Addestramento ed educazione del Terrier Nero Russo

Socializzazione, gestione della guardia e gli sport adatti a un cane da lavoro di 60 chili

Su questa razza l’addestramento non è un optional per farlo stare buono: è la parte che decide che cane avrai. Un Terrier Nero Russo educato bene è uno dei cani più gestibili che ci siano per la sua mole. Uno educato male è un problema serio.

In questa pagina: quanto movimento serve, come si lavora sull’istinto di guardia, cosa fare da cucciolo e quali attività gli calzano.

Sommario

Di quanto movimento ha bisogno

Terrier Nero Russo nero al trotto disteso su un ring verde durante una esposizione

Almeno due ore al giorno. Non è un molossoide pigro: lo standard parla di grande resistenza e di un trotto energico e disteso, e quella resistenza chiede di essere usata.

Il tipo di movimento giusto è la camminata lunga. È un trottatore, non uno scattista: sui sentieri, in campagna, in montagna dà il meglio e non si stanca mai prima di te.

Il clima non è un problema. È stato selezionato per lavorare in tutta l’Unione Sovietica, e con quel doppio pelo il freddo lo regge benissimo. Il caldo umido dell’estate italiana, invece, va gestito come su tutti i cani neri e pelosi: si esce presto e tardi.

Attenzione ai primi mesi. È un cane che a due anni pesa sessanta chili, e le articolazioni di un cucciolo di taglia gigante non vanno caricate: niente corse lunghe, niente scale ripetute, niente salti finché la crescita non è finita.

Oltre al corpo, serve la testa. Un cane da servizio senza servizio si sceglie da solo un mestiere, e su questa razza il mestiere che sceglie è sempre lo stesso: guardare la recinzione.

La guardia, gli estranei e il lavoro sul carattere

Terrier Nero Russo presentato in stand su un ring di esposizione internazionale

È il capitolo centrale di questa razza, e va affrontato apertamente: l’istinto di guardia non è un difetto da correggere, è la caratteristica per cui il cane è stato creato. Il lavoro non è toglierlo, è metterlo sotto controllo.

La frase dello standard è la mappa: assume immediatamente una postura di difesa attiva quando le circostanze lo richiedono, tuttavia si calma rapidamente appena la minaccia scompare. Il tuo lavoro è tutto sulla seconda metà: insegnargli che la decisione su cosa sia una minaccia la prendi voi.

Questo si costruisce con la socializzazione, e su questa razza va fatta lunga e seria. Non i tre mesi canonici: il primo anno intero. Gente in casa, gente per strada, corrieri, bambini, altri cani. Un cucciolo che cresce vedendo poco diventa un adulto che considera minaccia tutto quello che non conosce, e sono sessanta chili.

Serve poi una regola pratica che vale in casa: le persone che entrano le presentate voi. Un rituale semplice e sempre uguale vale più di mille correzioni.

Sul metodo, niente scontri di forza. È un cane intelligente e sicuro di sé, e con uno così la prova di forza si perde per definizione: pesa quanto voi e non ha nessun motivo di cedere. Funziona la coerenza, funziona il rinforzo positivo, funziona il fatto che voi siate una persona di cui si fida.

Un istruttore che conosca le razze da guardia è un investimento, non un lusso. Non perché il cane sia difficile, ma perché gli errori su un cane così si pagano cari.

Come si imposta un cucciolo, e la barba

Dettaglio della barba e dei baffi abbondanti di un Terrier Nero Russo

Con un cane che arriverà a sessanta chili, tutto quello che si costruisce a tre mesi si usa per dodici anni. E c’è una voce che quasi nessuno mette in lista.

La toelettatura, da subito. Un cucciolo che a tre mesi impara a stare fermo sul tavolo, a farsi spazzolare la barba, a sentire la macchinetta e a farsi asciugare, da adulto è un cane che si tosa senza drammi. Uno che non l’ha mai fatto è sessanta chili che non si lasciano toccare, e a quel punto le opzioni sono poche.

Il guinzaglio, prima che arrivino i chili. Un cucciolo di sei mesi che tira è gestibile. Un adulto di sessanta che tira, no.

Il mondo, ogni giorno. È il punto più importante di tutti, e ha senso ripeterlo.

La solitudine, gradualmente. È un cane molto attaccato alla famiglia e l’attaccamento senza allenamento diventa un problema.

Le regole di casa, poche e sempre uguali. Compresa quella che stabilisce dove sta quando entra qualcuno.

E poi la barba. Va pulita tutti i giorni: raccoglie acqua e cibo, e su un cane che vive in casa fa la differenza fra una convivenza serena e un pavimento sempre bagnato.

Le attività adatte al Terrier Nero Russo

Terrier Nero Russo attaccato con i finimenti a un carretto su un prato, durante una prova di carting

È un cane da servizio, ed è nella pratica che si vede. Lo standard prevede la prova di lavoro facoltativa, e chi lo alleva sul serio la fa.

L’IGP, l’antico Schutzhund, è la disciplina per cui questo cane è stato praticamente disegnato: pista, obbedienza e difesa. Va fatta con un istruttore serio, ma è la sua strada naturale.

Il mondioring è l’alternativa, più scenografica e più impegnativa sul controllo.

L’obedience vale come base per tutto il resto e ha un vantaggio pratico: su un cane di questa taglia, l’obbedienza non è uno sport, è sicurezza.

Il dog trekking è quello che più gli assomiglia nella vita di tutti i giorni: camminate lunghe, terreni vari, zaino se serve.

E poi c’è il traino, che in molti paesi si pratica con questa razza: carretti, slitte, pesi. È un cane costruito per tirare, e chi lo fa dice che è il lavoro in cui si diverte di più.

Da evitare: gli sport di salto ripetuto ad altezze piene, come su tutti i cani di taglia grande, e tutto quello che eccita il conflitto senza controllo.