Carattere e descrizione dello Spitz Tedesco
Le cinque taglie, i colori e il temperamento del Pomerania
Spitz Tedesco e Pomerania sono la stessa razza: il Pomerania è la più piccola delle cinque taglie previste dallo standard. In questa pagina trovi quanto è grande ciascuna, tutti i colori ammessi, il carattere descritto dalla FCI e la parte sulla salute, compresa la ragione per cui i cani venduti come toy o teacup sono un problema e non un pregio.
Sommario
Lo Spitz Tedesco in breve
Lo Spitz Tedesco è una sola razza in cinque taglie, dai 18 centimetri dello Spitz Nano, che tutti chiamano Pomerania, ai 55 del Wolfspitz. Ha pelo lungo con abbondante sottopelo, criniera sul collo, coda portata sul dorso e la testa da volpe. Lo standard lo descrive sempre attento, vivace e straordinariamente legato al suo padrone. Vive 12-16 anni.
Le cinque taglie dello Spitz Tedesco
È il punto che confonde tutti, quindi conviene metterlo subito: Spitz Tedesco, Pomerania, volpino di Pomerania, Keeshond e Mittelspitz sono la stessa razza, la numero 97 della FCI. Cambia soltanto la taglia, e lo standard ne prevede cinque.
Il peso non compare mai: il documento dice solo che il cane deve avere un peso adeguato alla sua taglia. L’unico metro è l’altezza al garrese.
In Italia questa varietà di taglie esiste solo sulla carta. Nei dieci anni fra il 2015 e il 2024 l’ENCI ha registrato 28.154 cuccioli di Spitz Tedesco, e 25.475 erano Nani: il 90,5%. Nel solo 2024 la quota sale al 95,5%.
Il Grande Spitz, in quegli stessi dieci anni, ha collezionato zero iscrizioni. Quando in Italia si dice Spitz Tedesco, nella pratica si sta parlando del Pomerania.
Quanto è grande un Pomerania

Lo Spitz Nano misura 21 centimetri al garrese, più o meno 3. Tradotto: un Pomerania in standard sta fra i 18 e i 24 centimetri, e pesa in genere fra i due e i tre chili e mezzo.
Quello che colpisce non è la taglia ma la quantità di pelo. Lo standard lo descrive come un mantello tenuto sollevato da abbondante sottopelo, con un collare simile a una criniera attorno al collo e la coda cespugliosa portata sul dorso. Sotto tutto quel volume c’è un cane piccolissimo.
La testa è quella che dà il nome popolare alla razza: la testa da volpe, con gli occhi attenti e le piccole orecchie appuntite inserite vicine fra loro. Ed è qui che lo standard mette un paletto da conoscere: sono difetti gravi la testa nettamente a mela, gli occhi troppo grandi e gli occhi sporgenti.
Sono esattamente i tratti del cosiddetto tipo orsetto che va di moda nelle foto: muso schiacciato, cranio tondo, occhioni. Piace, ma è il contrario di quello che chiede il documento ufficiale, e sono tratti che nella pratica portano problemi respiratori e oculari.
I colori del Pomerania
Lo standard ammette bianco, nero, marrone, arancio, grigio sfumato e una voce chiamata altri colori, che comprende crema, crema zibellino, arancio zibellino, nero focato, nero argento, marrone focato e i pluricolori.
Due precisazioni che servono quando si guarda un cucciolo. Nei particolor, cioè i pluricolori, il bianco deve essere il colore principale e le macchie devono essere distribuite su tutto il corpo. E negli Spitz Nani che non sono bianchi, le macchie decisamente bianche squalificano.
Il grigio sfumato è il disegno più elaborato: grigio argento con le punte dei peli nere, muso e orecchie scure e, attorno agli occhi, quelli che lo standard chiama occhiali, una linea nera sottile che va dall’angolo dell’occhio all’attaccatura dell’orecchio. È il vestito classico del Wolfspitz.
Il merle e il blu, che ogni tanto compaiono negli annunci a prezzi maggiorati, non sono nell’elenco: qualsiasi colore non specificato dallo standard è un difetto da squalifica.
Il carattere del Pomerania

Lo standard è chiaro e conviene leggerlo per intero: sempre attento, vivace e straordinariamente legato al suo padrone. Apprende in fretta ed è facile da addomesticare. Non è né timido né aggressivo.
Poi ci sono due frasi che spiegano il cane meglio di qualsiasi descrizione. La prima è la naturale diffidenza verso gli estranei: il Pomerania nota tutto e lo dice. Non è nervosismo, è il mestiere per cui la razza è nata, e infatti lo standard la classifica come cane da guardia e da compagnia.
La seconda è il totale disinteresse per la caccia. In un cane così piccolo significa che al parco non parte dietro a niente: è una qualità pratica enorme e quasi nessuno la considera quando sceglie la razza.
Per lo Spitz Nano il documento aggiunge una riga sua: carattere socievole ed allegro, cane ideale per la famiglia e da guardia della casa e dell’appartamento. Un cane da guardia da due chili e mezzo suona buffo, ma è esattamente quello che fa: segnala.
Da qui viene anche il difetto più conosciuto della razza, che difetto tecnicamente non è: abbaia. Se nessuno gli insegna quando smettere, abbaia al pianerottolo, all’ascensore e al citofono. È il primo motivo per cui i Pomerania finiscono in canile, ed è una cosa che si gestisce, ma solo se ci si lavora dal primo mese.
Ultima frase dello standard, quella che sorprende: le sue caratteristiche più importanti sono la robustezza, la longevità e la capacità di sopportare qualsiasi condizione atmosferica. Non è un cane di porcellana, è un cane nordico in miniatura.
Quanto vive un Pomerania e di cosa si ammala
Vive fra i 12 e i 16 anni ed è una razza tendenzialmente robusta, come dice lo standard stesso. I problemi che ha sono quelli dei cani molto piccoli, e tre meritano di essere conosciuti prima di prendere il cucciolo, non dopo.
Il primo è la lussazione della rotula: la rotula esce dalla sua sede e il cane zoppica o solleva una zampa posteriore per qualche passo. Il Pomerania è fra le razze più colpite, e la regola pratica è banale: niente salti dal divano e dal letto, per tutta la vita.
Il secondo è il collasso della trachea: gli anelli che tengono aperta la trachea cedono e il cane fa una tosse secca inconfondibile, che tutti descrivono come il verso di un’oca. Da qui la regola che vale per ogni Pomerania senza eccezioni: pettorina, mai il collare.
Il terzo è l’alopecia X, chiamata anche black skin disease: il pelo cade in modo simmetrico su tronco e cosce e la pelle sotto si scurisce. Non mette in pericolo la vita, ma va distinta dai problemi di tiroide e di surrene, quindi si indaga.
Poi ci sono i denti, che in una bocca così piccola accumulano tartaro presto, e l’ipoglicemia dei cuccioli nelle prime settimane, che è il motivo per cui non vanno mai staccati dalla madre troppo presto.
Sulla fontanella aperta lo standard è netto: è un difetto da squalifica. È il punto in cui il documento ufficiale e il buon senso dicono la stessa cosa, perché è uno dei segni tipici dei cani spinti sotto la misura minima.
A chi è adatto il Pomerania
È adatto a chi vive in appartamento. Occupa poco, non ha bisogno di correre per chilometri e si accontenta di due o tre uscite vere al giorno più un po’ di gioco in casa.
È adatto a chi vuole un cane sveglio. Apprende in fretta, dice lo standard, e chi si diverte a insegnargli le cose scopre un cane che impara molto più di quanto la sua faccia da peluche lasci immaginare.
Non è adatto a chi non sopporta l’abbaio, o a chi non ha voglia di lavorarci sopra fin da subito. Non è adatto a chi cerca un cane da tenere in braccio come un accessorio: è un cane, ha bisogno di camminare e di annusare, e trattarlo da soprammobile è il modo più veloce per rovinarlo.
Non è adatto neanche a chi non vuole occuparsi del pelo. Serve una spazzolata seria almeno due volte a settimana, e nei periodi di muta molto di più.
Con i bambini piccoli serve un occhio in più, ma per il motivo opposto a quello che si pensa: il rischio è per lui. Un cane da due chili e mezzo si fa male con una caduta o con un abbraccio troppo entusiasta.
Se ti riconosci in questa descrizione, il passo successivo è capire dove prenderlo: nella pagina dell’allevamento trovi i prezzi, i numeri italiani e cosa chiedere.









