Addestramento ed educazione dello Spitz Finnico
Indipendente per mestiere, e con una voce che è il suo strumento di lavoro
Lo standard descrive un cane piuttosto indipendente che però lavora in collaborazione con l’uomo. Con lo Spitz Finnico si costruisce un rapporto, non si impartiscono ordini.
In questa pagina: quanto movimento serve, l’abbaio, il richiamo, il cucciolo e le attività adatte.
Sommario
Di quanto movimento ha bisogno

Tanto. È un cane da caccia nordico che nel bosco lavora tutto il giorno: se non caccia, servono almeno due ore al giorno fra movimento e lavoro di naso.
La struttura aiuta: dodici chili, quasi quadrato, con un galoppo che lo standard definisce esplosivamente veloce quando parte dietro alla selvaggina. È un cane fatto per coprire distanza.
Il bosco è il suo posto. Un’ora di passeggiata in un bosco, per lui, vale tre ore di marciapiede.
Attenzione al caldo: con quel doppio pelo, in Italia d’estate si esce presto la mattina e tardi la sera.
Da cucciolo la regola non cambia: niente corse lunghe prima dei dodici mesi.
E una nota sulla casa: in appartamento è pulito e discreto, ma solo se fuori si muove sul serio. Uno Spitz Finnico annoiato fa esattamente quello per cui è stato selezionato, e cioè abbaia.
L’abbaio, e cosa si può e non si può fare
È il tema di questa razza, e va affrontato prima di tutto il resto.
Lo Spitz Finnico è stato selezionato per secoli perché abbaiasse a lungo e con costanza. In Finlandia si fanno gare per premiare chi resiste di più. Non è un difetto da correggere: è il cane.
Però ci sono cose che si possono fare. La prima è non lasciarlo annoiare: la maggior parte dell’abbaio inutile nasce dalla noia e dalla mancanza di lavoro.
La seconda è dargli un contesto in cui l’abbaio è giusto. Un cane che sa quando gli viene chiesto di parlare gestisce meglio anche il resto: le attività di ricerca e i giochi di naso funzionano proprio per questo.
La terza è insegnargli il basta. Non si insegna a non abbaiare mai: si insegna a smettere quando lo si chiede, premiando il silenzio dopo l’avviso.
Quello che non funziona è la punizione. Reprimere l’abbaio in un cane selezionato per abbaiare produce solo un cane confuso.
E poi c’è la scelta a monte, che è la più onesta di tutte: se vivi in un condominio con i vicini a tre metri, questa non è la tua razza.
Il richiamo, il metodo e il cucciolo

Sul resto dell’educazione lo Spitz Finnico è più facile di quanto la sua indipendenza suggerisca.
Sul richiamo: è un cane che a caccia lavora lontano e decide da solo, quindi non date niente per scontato. Si costruisce da cucciolo, si premia sempre il rientro, e nei posti aperti si resta prudenti.
Sul metodo: funzionano il rinforzo positivo, le sessioni brevi e le richieste che hanno un senso. Non funzionano la ripetizione e la durezza, che con un nordico producono solo un cane che si disinteressa.
Con un cucciolo le priorità sono quattro. La prima è la socializzazione, perché da adulto sarà un po’ riservato con gli estranei e conviene che quella riserva resti tranquilla.
La seconda è il richiamo, costruito presto.
La terza è la socializzazione con gli altri cani, con un occhio alla convivenza fra maschi, che negli spitz è il punto delicato.
La quarta è la spazzola: con due mute all’anno serie, un cucciolo abituato è un adulto che si lascia fare.
Le attività adatte allo Spitz Finnico
Le attività giuste sono quelle che usano il naso e la resistenza, e possibilmente anche la voce.

