Carattere e descrizione del Siberian Husky

Taglia, colori del manto, occhi e temperamento: il ritratto completo della razza

Il Siberian Husky è il cane più fotogenico del mondo e uno dei più fraintesi. Chi lo sceglie per gli occhi azzurri e l’aria da lupo si porta a casa un cane da lavoro selezionato per correre cento chilometri al giorno decidendo da solo la strada, e la sorpresa non sempre è piacevole. In questa pagina trovi il ritratto onesto della razza: le misure vere, che sono più piccole di quanto pensi, i sei colori dello standard con le varianti più cercate, la verità sugli occhi azzurri e sul husky nano, il carattere indipendente e l’arte della fuga.

Alla fine saprai se il husky fa per te. Te lo anticipiamo: è un cane meraviglioso per le persone giuste e un disastro annunciato per tutte le altre, e la differenza non la fa lui, la fai tu.

Sommario

Il Siberian Husky in breve

Prima dei dettagli, ecco la carta d’identità della razza in dieci secondi.

TagliaMedia: più piccolo di come lo immagina la maggior parte delle persone
Altezza al garrese53,5-60 cm il maschio, 50,5-56 cm la femmina (standard FCI)
Peso20,5-28 kg il maschio, 15,5-23 kg la femmina
Vita media12-14 anni
MantoDoppio, di media lunghezza, con sottopelo fitto
ColoriNero, grigio, agouti, zibellino, rosso e bianco, con ogni tipo di macchia
Livello di energiaAltissimo: è un cane da lavoro sulle lunghe distanze
Adatto aPersone sportive e pazienti; non a chi cerca obbedienza o un cane da guardia

Quanto è grande un husky: meno di quanto pensi

Cominciamo a sfatare il primo mito: il husky non è un cane grande. Lo standard FCI lo definisce un cane da lavoro di taglia media, e i numeri parlano chiaro: il maschio misura 53,5-60 cm al garrese per 20,5-28 kg, la femmina 50,5-56 cm per 15,5-23 kg. Il cane enorme e lupesco che molti hanno in mente di solito è un Alaskan Malamute, che è un’altra razza, costruita per trainare carichi pesanti a passo lento. Il husky è il suo opposto: un fondista leggero, asciutto, tirato su per la velocità e la resistenza sulle lunghe distanze.

MaschioFemmina
Altezza al garrese53,5-60 cm50,5-56 cm
Peso (standard FCI)20,5-28 kg15,5-23 kg

Un dettaglio che sorprende: lo standard qui è severo come con poche altre razze. Un maschio sopra i 60 cm o una femmina sopra i 56 vengono squalificati in esposizione, senza appello. Il motivo è tutto nella sua storia: un cane da slitta troppo grosso consuma troppo e si sfianca prima. Se cerchi il gigante da film, il husky ti deluderà; se cerchi un atleta perfetto da venticinque chili, eccolo.

I colori del husky: le sei gamme dello standard

Lo standard FCI ammette sei gamme di colore: nero, grigio, agouti, zibellino, rosso e bianco, in tinta unita o con macchie di ogni tipo, pezzato compreso. Nessun colore vale più di un altro, e questa frase è scritta nero su bianco nello standard: nessuna preferenza deve essere data a qualsiasi colore consentito. Tienila a mente quando qualcuno proverà a venderti una rarità.

Siberian Husky grigio e bianco con gli occhi azzurri nella neve

Husky grigio con gli occhi azzurri

pelo corto, maschio adulto, da lavoro

Siberian Husky rosso rame in piedi sulla neve

Husky rosso (rame)

pelo corto, maschio adulto, da lavoro

Siberian Husky nero e bianco con gli occhi ambra, ritratto

Husky nero e bianco con gli occhi ambra

pelo corto, maschio adulto, da lavoro

Husky bianco, rosso, marrone, nero e agouti: facciamo chiarezza

Il husky bianco è il più cercato e sì, esiste ed è perfettamente da standard: il bianco puro è uno dei colori ammessi, con il tartufo che in questo caso può essere nero, fegato o addirittura color carne. Il husky rosso, con le sue sfumature dal rame al biondo, è la stessa cosa che molti chiamano husky marrone: un cane rosso ha sempre il tartufo color fegato e spesso gli occhi chiari, ed è la variante più spettacolare da vedere dal vivo. Il husky nero in realtà è quasi sempre nero e bianco, con la classica maschera sul muso.

L’agouti è il colore selvatico, quello del lupo: ogni singolo pelo porta bande di colore alternate, il risultato è un cane scuro, grezzo, bellissimo, tipico delle linee da lavoro. E poi c’è quello che nello standard non esiste: il merle, il manto marmorizzato che va tanto di moda sui social, nel husky è motivo di squalifica ed è la spia di un incrocio, spesso con problemi di salute annessi. Chi ti propone un husky merle raro non ti sta vendendo un husky.

Gli occhi: azzurri, marroni o uno per colore

Gli occhi sono il marchio di fabbrica della razza, e qui lo standard è di una larghezza rara: marroni o blu, ed è ammessa l’eterocromia, cioè un occhio di un colore e uno dell’altro. Esistono anche occhi particolari, con l’iride divisa a settori tra azzurro e marrone. Tutto regolare, tutto da standard, nessuna di queste combinazioni è un difetto e nessuna è una rarità da pagare a parte.

Vale anche il contrario del mito: un husky con gli occhi marroni è un husky esattamente quanto quello con gli occhi di ghiaccio. Se un allevatore ti chiede un sovrapprezzo per gli occhi azzurri o ti garantisce gli occhi azzurri su un cucciolo di poche settimane, diffida due volte: la prima perché è marketing, la seconda perché il colore definitivo degli occhi si assesta con la crescita.

Il husky nano non esiste (e cosa sono Pomsky e Klee Kai)

Domanda cercatissima, risposta secca: il husky nano non esiste. Il Siberian Husky ha una taglia sola, quella dello standard, e nessun ente cinofilo riconosce versioni mini, toy o da borsetta. Quello che gira sotto quel nome è quasi sempre una di queste due cose. Il Pomsky è un incrocio commerciale tra Volpino di Pomerania e husky: non è una razza riconosciuta, non ha standard, e su taglia e carattere del cucciolo adulto nessuno può darti garanzie, per quanto costi come un’auto usata.

L’Alaskan Klee Kai è una storia diversa: è una vera razza in miniatura dall’aspetto di husky, selezionata in Alaska negli anni Settanta e riconosciuta da alcuni registri americani, ma non dalla FCI né dall’ENCI. In Italia non ci sono allevamenti e i cuccioli vanno cercati all’estero a prezzi importanti. Sono cani legittimi, ma vanno chiamati col loro nome: un Klee Kai non è un husky nano, e un Pomsky non è nemmeno una razza.

Un lupo buono: amichevole con tutti, ladri compresi

L’aspetto dice lupo, il carattere dice tutt’altro. Lo standard descrive il temperamento con due parole precise: amichevole e gentile, sveglio ed estroverso. Il husky ama le persone, tutte le persone, senza distinzioni tra la tua famiglia e lo sconosciuto che entra in giardino. Come cane da guardia è una causa persa: lo standard stesso dice che non ha l’atteggiamento possessivo del guardiano, e nella pratica il ladro rischia al massimo una festa esagerata.

Con i bambini è in genere paziente e giocherellone, con la solita avvertenza che vale per ogni cane esuberante da venticinque chili: la supervisione con i piccoli non si salta. Con gli altri cani è tra i più sociali che esistano, ha vissuto per millenni in muta e il branco è il suo elemento naturale. Il capitolo dolente è un altro, e riguarda i gatti e gli animali piccoli: ne parliamo tra poco.

Testa sua: l’indipendenza che spiazza

Qui casca chi si aspetta un cane che ubbidisce per farti contento. Il husky è stato selezionato per correre davanti alla slitta e prendere decisioni da solo, anche contro l’ordine del conducente: nella storia della corsa del siero, Togo salvò la squadra scegliendo lui la rotta sul ghiaccio del Norton Sound. Quella testa è ancora lì. Non è stupido, al contrario: capisce il comando al volo, poi valuta se gli conviene eseguirlo.

La conseguenza pratica più importante di tutte riguarda il richiamo: non sarà mai affidabile. Puoi lavorarci per anni e migliorarlo, ma un husky libero che parte dietro a una pista o a una lepre non torna quando lo chiami, e in mezzo può esserci una strada. Un husky si sgancia solo in aree recintate: non è pessimismo, è la regola numero uno di chi questa razza la vive. Il suo istinto di predazione è intatto, e gatti, conigli e galline del vicinato per lui sono selvaggina, a meno che non ci sia cresciuto insieme da cucciolo, e anche lì senza garanzie.

L’artista della fuga

Ogni razza ha un talento speciale. Quello del husky è evadere. Scavalca recinzioni da un metro e ottanta, scava gallerie da film di guerra sotto quelle che non riesce a saltare, apre maniglie, si infila in spazi in cui giureresti che non passa. Non lo fa per sfregio e nemmeno per scappare da te: lo fa perché dietro il recinto c’è il mondo, e lui è nato per attraversarlo. Se il cancello ha un difetto, stai sicuro che lo trova prima di te.

La prevenzione è parte del contratto quando prendi questa razza: recinzione alta almeno un metro e ottanta e interrata alla base contro gli scavi, cancelli che si chiudono da soli, microchip con dati sempre aggiornati e, per molti proprietari, un GPS sul collare. Un husky che si annoia in giardino non è custodito, è in attesa di un varco. E un husky in giro da solo è un pericolo per sé e un incubo per te.

Ulula, non abbaia (e ha sempre qualcosa da dire)

Il husky abbaia pochissimo, ed è l’unica buona notizia per i tuoi vicini. In compenso ulula, e non solo: mugola, borbotta, protesta, risponde quando gli parli con una gamma di versi che sembra una conversazione vera. È uno dei tratti più divertenti della razza, almeno finché non lo lasci solo: un husky che si annoia o soffre la solitudine può ululare per ore, e in condominio la cosa finisce come immagini.

Prendila per quello che è: una razza loquace, nata per vivere in muta e comunicare di continuo. Se cerchi un cane silenzioso e discreto, sei sulla pagina sbagliata. Se l’idea di un cane che ti risponde a tono ti fa sorridere, qui c’è da divertirsi.

Pelo, muta e caldo: come è fatto il mantello

Il mantello è doppio e di media lunghezza: un sottopelo fitto e morbido che fa da piumino e un pelo di copertura dritto che fa da giacca a vento. Con questo impianto il husky dorme sereno a venti sotto zero. Il conto arriva due volte l’anno, con mute epocali in cui il sottopelo viene giù a ciuffi per settimane: in quei periodi la spazzola si usa tutti i giorni e la casa si arrende. Una curiosità da standard: il pelo lungo è un difetto, quindi i cosiddetti husky wooly, per quanto belli, sono fuori standard.

E il caldo? Il husky vive bene anche in Italia, con le dovute attenzioni: sfoghi nelle ore fresche, acqua e ombra sempre, mai attività intensa sotto il sole d’estate. Una cosa non va fatta mai: tosarlo. Quel mantello isola dal freddo ma anche dal caldo, e rasarlo lo priva della sua protezione e gli rovina il pelo. Il husky d’estate si gestisce, non si rasa.

Salute e quanto vive un husky

Il husky è una razza robusta e longeva: la vita media è di 12-14 anni, e arrivarci in buona forma è la norma più che l’eccezione, complice una selezione che per un secolo ha premiato solo cani in grado di lavorare. Perfino la displasia dell’anca, l’incubo di tante razze di questa stazza, qui è relativamente poco frequente.

Il punto debole della razza sono gli occhi. Le tre patologie ereditarie documentate sono la cataratta giovanile, che può comparire già nei primi anni di vita, la distrofia corneale e l’atrofia progressiva della retina (PRA), che nella forma tipica del husky colpisce più spesso i maschi. Sono tutte condizioni che si tengono fuori dagli allevamenti con i controlli oculistici periodici sui riproduttori: nella pagina dedicata all’allevamento trovi i test da pretendere. Tra le altre cose da conoscere c’è l’ipotiroidismo, gestibile con una terapia una volta diagnosticato.

Il resto lo fanno il peso forma e il movimento: un husky tenuto asciutto e allenato è tra i cani di taglia media più sani che esistano. Non è un caso che sia una razza da veterani: chi ne ha avuto uno, spesso, non cambia più.

Il husky può vivere in appartamento?

Domanda onesta, risposta onesta: sì, a patto che l’appartamento sia solo il posto dove dorme. Il husky non ha bisogno di metri quadri, ha bisogno di chilometri: un cane che esce tre volte al giorno per il giro dei bisogni, in casa o in villa che sia, è un husky infelice, e un husky infelice smonta divani, scava pavimenti e ulula al condominio intero.

Anzi, il giardino è la vera trappola di questa razza: dà l’illusione che il cane si sfoghi da solo, mentre per lui è solo un recinto più grande da cui evadere. Meglio un bilocale con un proprietario che corre, va in bici o fa canicross, che una villa con un cane parcheggiato fuori. Se la tua giornata prevede due ore vere di movimento insieme, l’appartamento non è un problema. Se non le prevede, il problema non è la casa.

A chi è adatto il husky (e a chi no)

Facciamo i nomi. Il husky è il cane giusto per le persone sportive che cercano un compagno di corsa, bici e montagna, per chi ha già esperienza di cani e non si offende davanti a un no, per le famiglie attive che hanno tempo vero da dedicargli e per chi apprezza un carattere con cui trattare, invece di un esecutore. Con lui non hai un subordinato, hai un socio.

Non è adatto a chi lo vuole per l’estetica, e sono tanti: gli occhi azzurri durano dieci secondi, i dodici anni successivi sono fatti di chilometri e pelo. Non fa per chi cerca un cane da guardia, per chi pretende un richiamo da manuale, per chi vive di divano o per chi passa dieci ore fuori casa. E non è un primo cane, se non hai accanto qualcuno che la razza la conosce. Il husky non perdona il proprietario sbagliato: non diventa cattivo, diventa un evaso professionista con un ululato da tenore. Ma alla persona giusta regala qualcosa che poche razze danno: la sensazione di correre in coppia con un pezzo di natura vera.