Allevamento dello Shikoku
La più rara delle sei razze giapponesi, e in Italia se ne trovano
Lo Shikoku è la più rara delle sei razze giapponesi: in patria se ne registrano fra i 200 e i 300 cuccioli all’anno. In Italia, un po’ a sorpresa, la razza c’è: 333 cuccioli in dieci anni e quattro affissi.
I numeri, il costo, cosa domandare e cosa osservare in una cucciolata: è tutto qui.
Sommario
Quanto costa un cucciolo di Shikoku

Un cucciolo iscritto al libro genealogico costa da 1.500 a 2.500 euro. È il prezzo di una razza rara con poche cucciolate all’anno, e le liste d’attesa esistono.
I numeri giapponesi sono questi: 200-300 cuccioli all’anno registrati, per una popolazione stimata fra 4.000 e 6.000 cani in tutto il paese. Per una razza dichiarata monumento naturale nel 1937, sono pochi.
In Italia la situazione è migliore di quanto ci si aspetterebbe: in dieci anni l’ENCI ha registrato 333 cuccioli, con una crescita costante da 10 nel 2015 fino al picco di 57 nel 2021, e 27 nel 2024.
Gli affissi registrati sono quattro: uno in provincia di Pistoia, uno a Bergamo, uno a Torino e uno a Vicenza. Sono pochi, ma per una razza giapponese rara è una presenza reale.
Chi vuole importare direttamente dal Giappone deve mettere in conto tempi lunghi, costi di trasporto importanti e la trafila sanitaria per un paese extra Unione Europea.
Un’ultima nota sul pedigree: le razze giapponesi hanno due mondi paralleli, quello FCI e quello NIPPO, e i cani importati dal Giappone possono avere documenti dell’una o dell’altra parte. Non è un problema, ma è bene sapere cosa si sta comprando.
Cosa chiedere e cosa guardare in una cucciolata
Con una razza primitiva e rara le domande cambiano rispetto a un cane da compagnia comune, e due contano più di tutte.
La prima riguarda il carattere dei genitori, e va guardato dal vivo. Lo standard mette la timidezza fra i difetti e l’aggressività fra le squalifiche: un riproduttore che si nasconde in fondo al box o che ringhia non è nel tipo. Un buon Shikoku è riservato, che è un’altra cosa.
La seconda riguarda la salute neurologica della linea. Nella razza è documentata una malattia da accumulo lisosomiale fatale, con pochi casi confermati e nessun test genetico disponibile. Chiedi se in quella linea si sono mai visti giovani con problemi di andatura o convulsioni. Un allevatore serio non si offende.
La terza è il criptorchidismo, che le associazioni di razza segnalano come frequente: se prendi un maschio, è una domanda da fare.
La quarta riguarda le allergie cutanee, anche queste segnalate come comuni.
Sul cucciolo, il primo controllo sono le orecchie. Nei cuccioli si alzano nelle prime settimane, ma da adulto un cane con le orecchie non erette è squalificato: chiedi come sono i genitori.
Il secondo è la coda, che deve essere portata sul dorso: coda pendente o coda corta sono squalifiche.
Il terzo è il colore: sesamo, rosso o nero focato. Il mantello a pezze bianche è un difetto.
E l’ultima domanda è per te: sei pronti a un cane che non farà festa agli sconosciuti, che con un altro maschio potrebbe non andare d’accordo e che vi chiederà due ore al giorno per i prossimi quattordici anni?

