Storia ed origine dello Shih Tzu

Dal Tibet ai palazzi imperiali cinesi, e le date inglesi

La storia dello Shih Tzu comincia con un chiarimento che lo standard mette in apertura: non è un Lhasa Apso. Qui trovi il percorso dal Tibet alla Cina imperiale fino all’Inghilterra, con tutte le date.

Sommario

Da dove viene lo Shih Tzu

Shih Tzu adulto in piedi

Il sommario storico si apre così: si tende a confondere l’Apso con lo Shih Tzu, malgrado siano molte le differenze fra loro. È raro che uno standard cominci sgombrando il campo da un equivoco, e dice quanto quell’equivoco sia diffuso.

Il percorso è poi descritto in una riga sola e molto chiara: le origini di questa razza si trovano nel Tibet, ma la razza si sviluppò in Cina, dove cani simili a questi vivevano nei palazzi imperiali.

Sono quindi due paesi e due fasi: il tipo nasce sull’altopiano tibetano, insieme agli altri piccoli cani da monastero, e diventa la razza che conosciamo alla corte cinese, dove veniva allevato con criteri estetici precisi.

Non è un caso che oggi la FCI indichi come origine Tibet (Cina) e come paese patrocinante la Gran Bretagna: tre luoghi per una razza sola, e ognuno ha lasciato qualcosa.

Le quattro date inglesi

La parte occidentale della storia ha date precise, e comincia con un evento politico: la Cina divenne una Repubblica nel 1912, ed è successivamente a quella data che esemplari della razza trovarono la strada verso l’Occidente.

Shih Tzu con il pelo accorciato

Con la fine dell’impero, i cani che erano stati per secoli patrimonio della corte cominciano a uscire dalla Cina. Ma lo standard precisa una cosa interessante: ciò nonostante, la prima importazione in Inghilterra fu documentata solo nel 1931. Vent’anni di distanza fra la caduta dell’impero e l’arrivo ufficiale.

Poi tre date britanniche in rapida successione. Nel 1934 lo Shih Tzu viene riconosciuto come razza separata dalle altre razze orientali, cioè finisce l’equivoco con l’Apso e con gli altri piccoli cani asiatici. Nel 1940 ottiene dal Kennel Club un proprio Libro Origini. E dal 1949 può ottenere certificati validi per il campionato.

In meno di vent’anni, un cane da palazzo imperiale diventa una razza britannica a tutti gli effetti. Ed è il motivo per cui il patronato della razza, per la FCI, è la Gran Bretagna.

Lo Shih Tzu oggi

Oggi lo Shih Tzu è uno dei cani da compagnia più diffusi al mondo, e in Italia i numeri lo confermano: 8.257 cuccioli iscritti negli ultimi dieci anni e 52 allevamenti con affisso.

La curva ha una forma che ormai riconosciamo: crescita costante fino al picco di 1.181 cuccioli nel 2021, cioè l’anno che ha seguito i mesi in cui molte persone hanno preso un cane, e poi un rientro a 767 nel 2024.

Per una razza da compagnia, un rientro è quasi sempre una buona notizia. Sono proprio le fasi di grande domanda che riempiono gli annunci di cuccioli venduti troppo presto e senza controlli, e lo Shih Tzu, per taglia e simpatia, è una delle razze più esposte a quel mercato.

Ha senso chiudere con una nota sul nome, che in cinese significa più o meno cane leone: è lo stesso riferimento ai leoni guardiani dei templi che troviamo in altre razze orientali, e racconta il posto che questi cani occupavano.