Addestramento ed educazione dello Shih Tzu

Un cane da compagnia con carattere: pulizia, guinzaglio e toelettatura

Lo Shih Tzu è socievole e collaborativo, ma lo standard lo definisce anche indipendente, ed è la parola che spiega perché non è il cane più facile del mondo da educare. Qui trovi come si imposta, come si insegna la pulizia in casa e perché la spazzola va insegnata come un esercizio.

Sommario

Come si addestra uno Shih Tzu

Shih Tzu in casa

Lo standard lo definisce intelligente, attivo e sveglio, e capisce tutto in fretta. Il punto è quell’indipendente che segue subito dopo: lo Shih Tzu non esegue per il gusto di compiacere, esegue se la cosa ha senso per lui.

Funziona benissimo il rinforzo positivo con premi in cibo, e funzionano le sessioni corte. Non funziona la ripetizione: dopo qualche volta si allontana e va a fare altro, e insistere non serve.

Il vero problema, con questa razza, non è il cane: siamo noi. Un cane da cinque chili con quella faccia ottiene tutto, e in poche settimane gli abbiamo insegnato che le regole non valgono per lui. La regola pratica è quella di sempre: trattalo come tratteresti un cane grande. Cammina con le sue zampe, saluta da seduto, aspetta prima di mangiare.

Una cosa specifica di questa razza va costruita da subito: farsi toccare la faccia. Occhi, orecchie, bocca. In un cane con gli occhi esposti e i denti che accumulano tartaro, un adulto che non si lascia toccare la testa complica tutto, in casa e dal veterinario.

La pulizia in casa, che qui è il capitolo più lungo

Va detto con onestà: lo Shih Tzu ha la fama di essere lento a diventare pulito, ed è una fama in buona parte meritata. Non perché sia poco intelligente, ma per due ragioni molto concrete.

La prima è la vescica piccola, comune a tutti i cani di questa taglia: servono più uscite, non più rimproveri. Un cucciolo va portato fuori dopo ogni pisolino, ogni pasto e ogni sessione di gioco.

La seconda è che ai cani piccoli si concede la traversina in casa, che è comoda per noi ma allunga enormemente i tempi: insegna al cane che dentro casa si può, e poi bisogna disinsegnarlo.

Il metodo che funziona è sempre lo stesso: premiare fuori, subito e con entusiasmo, e pulire dentro senza commenti. Con costanza si arriva, ma va messo in conto che con questa razza può servire più tempo che con altre.

La spazzola come esercizio, e il guinzaglio

Con un cane il cui mantello va gestito tutta la vita, la spazzolatura non è una faccenda estetica: è una convivenza quotidiana. E si insegna esattamente come si insegna un esercizio.

Shih Tzu su un prato

Si comincia il primo giorno, quando il cucciolo ha poco pelo e la spazzolata non serve: sessioni brevissime, premi, e la testa gestita per ultima perché è la parte più delicata. L’obiettivo non è pettinare, è insegnare che stare fermi mentre lo si tocca è normale.

Chi salta questa fase si ritrova, a un anno, con un cane che si divincola ogni volta, e a quel punto ogni seduta diventa una lotta e i nodi vincono.

Sul guinzaglio vale una raccomandazione tecnica: per un cane brachicefalo è meglio la pettorina del collare. La trachea di un cane piccolo con le vie aeree già strette non ha bisogno di pressione in più.

Sulle attività non serve molto: due o tre uscite al giorno con una camminata vera. Chi vuole fare di più troverà nello Shih Tzu un buon partner per i giochi di attivazione mentale, la nose work in casa e il rally obedience. È anche una delle razze più usate in pet therapy, e viste le sue caratteristiche non è un caso.