Allevamento del Segugio Serbo

Centoundici cuccioli in dieci anni e nessun affisso italiano

In Italia il Segugio Serbo esiste, ma di poco: 111 cuccioli registrati in dieci anni e zero affissi. La popolazione vera è in Serbia.

I numeri, il costo, cosa domandare e cosa osservare in una cucciolata: è tutto qui.

Sommario

Quanto costa un cucciolo di Segugio Serbo

Segugio Serbo giovane presentato su un ring azzurro

Un cucciolo costa fra i 500 e i 900 euro. Sono prezzi da cane da caccia, e la vera difficoltà non è il prezzo ma trovarlo.

I numeri italiani sono questi: 111 cuccioli in dieci anni, con un picco di 26 nel 2019, una decina l’anno nella media e appena due nel 2023. Nel 2024 sono stati sette.

Gli affissi registrati sono zero. Come per tutti i cani da caccia poco numerosi, i pochi cuccioli italiani nascono da cacciatori che allevano per sé e per gli amici.

La popolazione vera è in Serbia, dove il Segugio Serbo è una razza nazionale seguita dal club di razza, e dove trovare una cucciolata è molto più semplice.

Chi va a prenderlo in Serbia deve tenere presente che è un paese fuori dall’Unione Europea: passaporto, microchip, vaccinazione antirabbica e i tempi che ne conseguono.

Un’ultima nota: se sentite parlare di Segugio dei Balcani, è la stessa razza. Il nome è cambiato nel 1996, ma nella pratica lo si legge ancora.

VoceQuantoNote
Cucciolo con pedigree500-900 euroPrezzi da cane da caccia
Nascite in Italia111 cuccioli in dieci anniPoche cucciolate, ma la razza c’è
Il picco26 cuccioli nel 2019Nel 2023 se ne sono registrati due
Affissi in ItaliaNessunoNascono da cacciatori senza affisso
Dove cercarloSerbiaÈ lì che sta la popolazione vera
Attenzione al coloreIl bianco fuori norma squalificaVa guardato da cuccioli
Primo anno600-900 euroVaccinazioni, microchip, sverminazioni, sterilizzazione
Mantenimento al mese55-85 euroUn cane da venti chili che lavora

Cosa chiedere e cosa guardare in una cucciolata

Con un cane da caccia le domande cambiano rispetto a una razza da compagnia, e in questa razza ce ne sono due che non si possono saltare.

Per prima cosa, se i genitori cacciano e come lo fanno. La razza è riconosciuta dalla FCI con prova di lavoro, e in una razza da muta un riproduttore che non ha mai lavorato è mezzo riproduttore.

La seconda riguarda il bianco, ed è la particolarità di questa razza. Lo standard ammette sul petto una sola macchia tonda di massimo due centimetri di diametro. Più grande, o bianco in qualsiasi altro punto, è una squalifica. Se il pedigree vi interessa, il bianco va guardato da subito e fatto valutare da chi se ne intende.

La terza è la dentatura. Qui lo standard è insolitamente severo: un dente mancante squalifica, con l’unica tolleranza dell’assenza dei due primi premolari. È una domanda da fare sui genitori.

La quarta è il carattere. Lo standard chiede un cane gentile e affidabile, e mette aggressività e timidezza eccessiva fra le squalifiche: un riproduttore che si nasconde o che ringhia non è nel tipo.

Sul cucciolo, il primo controllo è la taglia dei genitori, perché essere fuori misura da adulti è una squalifica senza tolleranze.

Il secondo è la testa: deve essere lunga e stretta, con lo stop quasi impercettibile e il tartufo nero.

Il terzo sono gli occhi: l’occhio gazzuolo è una squalifica.

E l’ultima domanda è per te: hai un modo concreto per far usare a questo cane il suo naso, tutte le settimane, per i prossimi dodici anni?