Allevamento del Segugio Maremmano
Cinquantacinquemila cuccioli in dieci anni e trentasette affissi
Il Segugio Maremmano è il cane da caccia più iscritto d’Italia: in dieci anni sono nati 55.104 cuccioli, e il numero cresce ogni anno. Gli allevamenti con affisso, però, sono trentasette.
In questa pagina: i numeri veri, quanto costa un cucciolo, cosa chiedere e cosa guardare in una cucciolata.
Sommario
Quanto costa un cucciolo di Segugio Maremmano

Un cucciolo costa fra i 300 e i 600 euro. Sono prezzi bassi per un cane con pedigree, e la ragione sta tutta nei numeri della razza.
I numeri italiani sono questi: 55.104 cuccioli in dieci anni, di cui 49.307 a pelo raso e 5.784 a pelo forte. Nel solo 2024 sono stati 6.250.
Il trend è in crescita, ed è una notizia in controtendenza: si è passati da 3.428 cuccioli nel 2015 agli oltre seimila di oggi, mentre quasi tutte le altre razze da caccia italiane calano.
Gli affissi registrati sono trentasette: sette in Toscana, sette in Campania, sei nel Lazio, quattro in Emilia Romagna, e poi Veneto, Calabria, Umbria, Sardegna, Lombardia, Liguria, Sicilia, Piemonte e Marche.
Cinquantacinquemila cuccioli e trentasette allevamenti non tornano, e la spiegazione è semplice: la gran parte delle cucciolate viene iscritta all’ENCI da cacciatori senza affisso, che allevano per sé, per la squadra e per gli amici.
Per chi cerca un cucciolo la conseguenza pratica è che il posto giusto spesso non è un allevamento ma una squadra di cinghialai. Il che non è un male, a patto di fare le domande giuste.
Un’ultima cosa, ed è la più importante di questa pagina. Con oltre 6.000 cuccioli l’anno selezionati per un solo mestiere, tanti maremmani finiscono in canile: cani che non cacciano abbastanza bene, cani di fine stagione, cani di chi ha smesso. Prima di comprare, guardate anche lì. Un maremmano adulto in canile è spesso un ottimo cane.
Cosa chiedere e cosa guardare in una cucciolata
Con un cane da caccia le domande cambiano rispetto a una razza da compagnia, e la prima non riguarda il pedigree.
Per prima cosa, se i genitori cacciano e come lo fanno. La razza è riconosciuta dalla FCI con prova di lavoro, e in una razza costruita interamente dal lavoro un riproduttore che non ha mai cacciato è mezzo riproduttore.
La seconda riguarda il modo di lavorare sul cinghiale. Lo standard chiede un cane ottimo, prudente e sicuro abbaiatore a fermo: chiedi se i genitori attaccano o se si fermano e chiamano. È una differenza che si eredita, e che decide quanti anni vive il tuo cane.
La terza è il rientro. Lo standard di lavoro dice che questa razza rientra bene: chiedi se è vero anche in quella linea.
La quarta è il carattere. Aggressività e timidezza eccessiva sono difetti squalificanti, e un riproduttore che si nasconde o che ringhia non è nel tipo.
Sul cucciolo, il primo controllo è la testa: gli assi di cranio e muso devono essere leggermente divergenti (paralleli sono tollerati), e se convergono è una squalifica. Anche il muso concavo, cioè montonino, squalifica.
Il secondo è la taglia dei genitori, perché essere fuori misura da adulti è un difetto squalificante.
Il terzo è il colore: fulvo, nero focato o tigrato, con o senza bianco. Tutto il resto è fuori standard.
Il quarto sono gli occhi: l’occhio blu è una squalifica.
L’ultima domanda è la tua: c’è un modo concreto per fargli usare il naso tutte le settimane, per i prossimi dodici anni?

